Riflessioni

Finzione e realtà

Gli approcci al mondo della letteratura possono essere assai diversi tra loro: si va dalla lettura al commento, dalla traduzione alla scrittura vera e propria.  Per ora sono entrata in contatto solo con le prime tre fasi e l’ultima, diventare a mia volta autrice di romanzi, per ora rimane un sogno nel cassetto. Sinceramente non so se per pigrizia o per mancanza di ispirazione, sta di fatto che non ho ancora prodotto nulla di originale. “Quale deve essere il primo passo?”.

Jane Austen probabilmente si è posta la stessa domanda, prima di regalare all’umanità Orgoglio e Pregiudizio e l’amatissimo Mr. Darcy. Suppongo che si sia seduta al suo scrittoio, intenta a scrivere qualcosa di più corposo delle sue operette giovanili e abbia deciso di trarre spunto dal materiale a sua disposizione. Cosa si conosce, infatti, meglio dei libri che ciascuno ha letto? E così la nostra piccola Jane ha dato sfogo alla sua vena ironica scrivendo una parodia dei romanzi gotici, assai di moda alla sua epoca. Era il 1803 quando venne alla luce l’adorabile personaggio di Catherine Morland. Permettetemi di presentarvela se già non avete avuto l’occasione di incontrarla. Catherine è una ragazza giovane, da poco uscita dall’adolescenza, graziosa ma non bella, priva di quelle virtù che solitamente caratterizzano le protagoniste dei romanzi. Ragion per cui dall’età di quindici anni si allena a diventare un’eroina, e l’unico strumento per farlo è nutrirsi dalle pagine dei suoi amatissimi romanzi gotici, ispirandosi ai personaggi che li popolano, nell’attesa  di ritrovarsi nel bel mezzo di un’avventura. Sì, lo so, sensazione familiare, non è vero?

Ahimè, tutto questo suo immedesimarsi la conduce verso un sentiero pericoloso: non riesce più a distinguere finzione e realtà. L’abbazia che la ospita deve essere infestata, il padrone di casa deve nascondere un segreto… La sua ingenuità ci fa sorridere, a volte con condiscendenza, ma aspettate a sentirvi tanto superiori. Alzi la mano chi il giorno del suo undicesimo compleanno non ha aspettato la lettera da Hogwarts. Appunto. Quindi torniamo alla nostra dolce e sprovveduta Catherine. Sicuramente si caccerà nei guai, sbaglierà a fidarsi solo della fantasia, ma io vi chiedo: siamo sicuri che l’immaginazione sia così lontana dal mondo reale? Io non ci giurerei. Alla fine del romanzo, e non voglio fare spoiler, ci accorgiamo che è arrivata in fondo a un percorso di crescita, poco convenzionale certamente, ma dobbiamo darle atto di aver raggiunto un livello di maturità non indifferente.

I pregi di questo romanzo, i motivi per cui vi invito calorosamente a leggerlo, non sono tanto i dialoghi brillanti, le battute ironiche che vi fanno costantemente sorridere o il ritratto magistrale di un ambiente sociale, quanto piuttosto l’attualità dei temi. Scoprirete che personaggi come Isabella Thorpe e suo fratello, Mr. Tilney e suo padre potrebbero essere nella cerchia delle vostre conoscenze e sono pronta a scommettere che dentro ognuno di voi, lettori di vario genere, si nasconda una piccola Catherine Morland, capace di dare sapore al mondo che ci circonda grazie a un pizzico di fantasia!

Chiara

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