Recensioni

La mappa della felicità

Un paio di giorni fa ho terminato un libro che  mia zia mi ha regalato per Natale: La felicità delle piccole cose, di Caroline Vermalle.

Parigi, pochi giorni prima di Natale. Il ricco avvocato Frédéric Solis si ritrova coinvolto in una sorta di caccia al tesoro che sembra condurre a un quadro scomparso di Monet. Solo il desiderio di impadronirsi di un’opera impressionista, di cui è un grande appassionato, spinge Frédéric a lasciarsi guidare dai numerosi indizi che sembrano, però, essere misteriosamente legati al suo passato, a un passato che vorrebbe lasciare sepolto e che gli impedisce di trovare la felicità. Accanto a lui troviamo Pétronille, la sua segretaria, pasticcera provetta, generosa e sensibile.

Sinceramente non mi ha convinta del tutto. Per quanto la storia presenti spunti originali  e il finale non sia completamente banale, a mio parere la caratterizzazione psicologica dei personaggi è piuttosto superficiale, il che è una pecca in un romanzo che si propone di mettere al centro i drammi interiori dei protagonisti.  Da apprezzare lo sfondo della narrazione: Parigi sotto la neve ha un fascino magico, anche se non viene descritta magistralmente, e i quadri impressionisti sono una cornice di tutto rispetto.

Ma non è per questo che ho voluto parlarvi di questo libro, quanto piuttosto per presentarvi la MAPPA DELLA FELICITA’. Si tratta di un progetto che uno dei personaggi ha ideato per i suoi pazienti. Devo ammettere di essere rimasta piacevolmente colpita da questa idea, così ve la propongo.

Su un foglio di una certa dimensione  si riporta ciò che ognuno di noi desidera: ritagli di giornale della macchina dei sogni o della casa ideale, la pubblicità di un concorso, il titolo di un libro che vorremmo leggere. Fotografie dell’infanzia. Possiamo dipingere il giardino che vorremmo coltivare, scrivere il nome della persona amata…. Insomma tutto quello che pensiamo possa condurci verso la felicità.

Nell’ambiente protetto del corso, ognuno rappresenta la propria felicità. Non quella dei signori X della porta accanto, ma la sua, su misura. Torna a casa con un bel collage da attaccare al frigo in cucina o nascondere in un cassetto del comodino. Magari lo dimentica, ma il collage resta memorizzato nella sua testa. E ogni volta che deve prendere una decisione, il cervello, programmato per la ricerca della felicità, si orienta in base al disegno attaccato al frigo o nascosto nel cassetto. Se siamo motivati a realizzare la nostra felicità personale, quella su misura per noi, svanisce il desiderio di avere una macchina più bella di quella dei nostri vicini. La mappa del tesoro indica una strada al cervello, che adesso è programmato per imboccarla. Ed è quello che succede. Una mattina ci svegliamo, e i sogni contenuti nella mappa del tesoro sono diventati realtà. Fine.

Una bella iniezione di fiducia nel futuro, forse un tantino ingenua (e ve lo sta dicendo la persona probabilmente più ingenua e ottimista del pianeta). Però mi sembra un bel modo per far chiarezza sui nostri desideri, sulle nostre aspettative per il futuro. Sicuramente proverò a realizzare la mia mappa della felicità. Vi invito a fare lo stesso, male non può fare di sicuro!

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