Recensioni

Conoscere Irène Némirovsky ad un ballo

Ieri, durante il mio turno in biblioteca, ho approfittato di una pausa tra i prestiti di Geronimo Stilton ai bambini e i romanzi dell’Ottocento a tre studenti delle superiori (non li cito, ma loro sanno chi sono!) per girovagare tra gli scaffali in cerca di qualcosa di rilassante e stimolante. Nell’elenco dei libri che volevo leggere, avevo inserito Suite francese di Irène Némirovsky, ispirata dall’uscita nei cinema del film tratto da quest’opera. Sfortunatamente qualcuno aveva avuto la mia stessa idea e il libro non era disponibile. Ma non mi sono arresa. Ci saranno stati una quindicina di volumi della Némirovsky, così mi sono buttata un po’ a caso e ho scelto Il ballo. È un libretto sottile, un’ottantina di pagine, che racchiude numerosi temi di grande portata: la rivalità madre-figlia, il disagio adolescenziale, la posizione sociale dei nuovi ricchi e l’ipocrisia borghese.

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La protagonista del racconto è Antoinette, una goffa ragazzina di quattordici anni, a disagio nella sua condizione di passaggio: è trattata da bambina, ma lei sogna di essere una giovane donna ammirata da tutti, riceve un’educazione raffinatissima, ma ricorda perfettamente che fino a due anni prima la sua famiglia non era così agiata. La scena si apre con la richiesta della madre, la signora Rosine Kampf, di essere aiutata dalla figlia a scrivere gli indirizzi sugli inviti ad un ballo che ha intenzione di dare. Questa è l’occasione che Antoinette ha aspettato da sempre e supplica la madre di potervi partecipare, anche solo per un quarto d’ora.

Eppure cosa le costava che Antoinette, Anche Antoinette, avesse la sua parte di felicità su questa terra?… Oh, Dio mio, ballare una volta, una volta sola, con un bel vestito, come una vera giovane donna, stretta fra le braccia di un uomo…Con una sorta di audacia disperata, chiudendo gli occhi, come se si appoggiasse al petto una rivoltella carica, ripeté: «Soltanto un quarto d’ora, eh, mamma?».

Ovviamente il suo desiderio di entrare a far parte del mono degli adulti viene bruscamente bloccato dal fermo divieto dei genitori che si rivolgono a lei chiamandola sempre “bambina”. Non riescono a vederla come una ragazza che sta crescendo, ormai uscita dall’infanzia; soprattutto la madre, che la rimprovera in continuazione, sottolineando ogni volta le sue mancanze e la sua inadeguatezza  e questo non fa altro che alimentare l’astio che Antoinette prova nei confronti della madre. La situazione peggiora il pomeriggio in cui viene accompagnata dalla sua istitutrice inglese all’odiata lezione di pianoforte e all’uscita la ragazzina scopre la Miss in compagnia di un giovanotto. La gelosia nei confronti della libertà di amare della sua istitutrice si somma al rancore verso la madre e Antoinette, che era stata incaricata di spedire gli inviti al ballo, distrugge le buste e le getta nella Senna.

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Giunta la sera del ballo, per il quale la famiglia Kampf si è prodigata al massimo, nel tentativo di impressionare gli ospiti facoltosi e influenti, la festa si rivela un fallimento completo: nessun invitato, infatti si è presentato al ricevimento, gettando la signora Kampf nella disperazione più completa. Questa mancata partecipazione viene, infatti, interpretata come il segno del disprezzo nei confronti di una famiglia che si è fatta largo nell’alta borghesia semplicemente grazie ad un fortunato investimento in borsa. Antoinette, nascosta dietro un paravento, assiste al crollo della madre e in quel momento ne scorge la fragilità: è proprio questa debolezza che permette alla ragazza di riavvicinarsi alla madre, capendo che gli adulti non sono indistruttibili e che lei non ha più nulla da temere.

Era l’attimo, l’istante impercettibile in cui si incrociavano “sul cammino della vita”, e l’una stava per spiccare il volo, mentre l’altra si avviava a sprofondare nell’ombra. Ma non lo sapevano. Eppure Antoinette dolcemente ripeté: «Povera mamma…».

In queste poche pagine ho avuto modo di scoprire un’autrice di grande potenza espressiva: lo stile è scarno, le frasi sono brevi, a volte interrotte e lasciate sospese, e il punto di vista si sposta, permettendo al lettore di scendere in profondità, per comprendere i meccanismi psicologici che muovono i personaggi. L’analisi psicologica è davvero il punto di forza dell’opera: non mi sento di dire dell’autrice, perché per ora posso basarmi solo su un romanzo. Irène Némirovsky è davvero abile nel descrivere gli stati d’animo e i pensieri di Antoinette. Il rancore che prova nei confronti dei genitori è lo stesso sentimento che talvolta si prova nella prima adolescenza, durante gli inevitabili scontri di volontà tra madre e figlia. Questo libro è stato scritto nel 1928, ma è facile per il lettore moderno riconoscersi nel dramma della protagonista: non solo per lo scontro con la famiglia, ma anche per il sentimento di inadeguatezza nei confronti della realtà circostante, il sentirsi piccoli , ma desiderare di essere trattati da adulti e la conseguente insofferenza ai rimproveri e alle imposizioni dettate dai genitori.

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Il ballo di Irène Némirovsky è stato la mia iniziazione all’opera di questa autrice francese, di cui ho  tutta l’intenzione di continuare a leggere. Se voi la conoscete già, avete qualche titolo da consigliarmi?

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17 thoughts on “Conoscere Irène Némirovsky ad un ballo

    1. La mia idea è quella di leggere un bel po’ dei suoi lavori e poi scrivere un pezzo proprio su dei lei, biografia e bibliografia. Spero di riuscire farlo quest’estate.

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  1. E’ da un bel po’ di tempo che vorrei leggere qualcosa di questa autrice, ma non so perché tendo sempre a dare precedenza prima ad altri libri. Bah, spero che la voglia di leggere qualcosa di suo arrivi presto; magari proverò con Suite Francese :3

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    1. Guarda, io “Il Ballo” l’ho letto in un paio d’ore: è sottile, scorrevole, e ricco di spunti per una sana riflessione. Capisco però la tua situazione: anche io a volte vorrei iniziare a leggere un autore, ma c’è sempre qualche altra nuova uscita che mi distrae. 😉

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        1. Sono dell’opinione che i libri debbano chiamare il proprio lettore. Arriverà il momento giusto! Se una lettura viene imposta si rischia di non apprezzarla… Non preoccuparti! Intanto leggi le mie recensioni 😉

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    1. Anch’io ne sentivo parlare, così finalmente mi sono decisa a leggere un suo libro: sono rimasta soddisfatta!
      Consiglio di provare a leggerla 🙂

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  2. Anch’io ho letto solo “Il ballo” della Némirovsky e me ne sono innamorata perdutamente.
    L’ho preso senza saper nulla né dell’opera né dell’autrice ma, essendo a 0,99 €, non me ne importava molto.. e invece ho scoperto una perla! Ricordo che la scrittura mi tenne incollata alle pagine fino alla fine e che rimasi stupefatta, quasi scioccata, dalla caratterizzazione dei personaggi e dall’intensità contenuta in un’opera seppur così breve.
    Poi ho letto “Legami di sangue” un’altra opera breve molto ben scritta, di cui però non conservo un ricordo vivido come de il ballo. Da allora mi sono ripromessa di leggere altre opere (Suite francese oppure Due) ma non l’ho ancora fatto 😦

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