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Impressioni pittoresche su Shakespeare

Il 23 aprile ricorreva l’anniversario della nascita di William Shakespeare: Facebook è stato invaso da foto e citazioni che ricordassero il poeta e le sue opere. Essendo decisa a contribuire anch’io con un articolo da pubblicare su questo blog, ho pensato a lungo sull’argomento da trattare. Dopo molte riflessioni ho pensato di fare un lavoro un po’ diverso dal solito, che non si propone di fornire commenti relativi ad un’opera, ma di mostrare le impressioni suscitate dalle parole di Shakespeare. Sono una persona che tende a ragionare per immagini, e quando leggo una scena cerco di rappresentarla nella mia mente, o magari la ricollego ad un’immagine già vista. Per questo motivo, ho pensato di riproporvi citazioni tratte da alcune opere teatrali e di accompagnarli da quadri che, a mio parere, le rappresentano. A volte i collegamenti potrebbero non risultarvi così evidenti, ma ci tengo a sottolineare che sono impressioni totalmente personali.

Fingiamo che la mia mente sia una mostra appositamente allestita per voi, e che le citazioni siano le didascalie alle opere. Ora, con il vostro permesso, mi pongo come guida e vi accompagno in questo breve percorso artistico-letterario.


Iniziamo con una citazione tratta da Il Mercante di Venezia, che ci catapulta nella dimensione di finzione e irrealtà:

“Io considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte.”

La bellezza di un paesaggio che si rivela teatro delle vicende umane.

mercante


“Nascondi ciò che sono / E aiutami a trovare la maschera più adatta | Alle mie intenzioni”

La dodicesima notte è una commedia basata sulla finzione, sull’indossare una maschera e vestire i panni di un’altra persona: continuiamo sulla scia della realtà apparente.

dodicesima


  “Non c’è occhio d’uomo che abbia mai sentito, né orecchio che abbia mai veduto, non c’è mano che abbia mai assaggiato, né lingua che abbia mai toccato, e tanto meno cuore che abbia mai raccontato un sogno come il mio”.

In Sogno di una notte di mezza estate realtà, sogno e finzione si mescolano e sotto il potente incantesimo della magia assistiamo intrecci amorosi che prendono vita nella foresta di Oberon e Titania. Vicende talmente incredibili da far domandare: è un sogno o è tutto vero?

titania


“Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.”

La tempesta_06

Cosa sogna Miranda? E noi? Possiamo forse dire che siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni perché “siamo ciò che sogniamo”?

Non potevo concludere la sezione legata alla finzione con una citazione diversa da questa tratta da La Tempesta.


“Il tempo svellerà ciò che l’astuzia nasconde tra le pieghe; il tempo prima copre le colpe ma infine le deride e le svergogna”.

Füssli_-_Re_Lear_caccia_Cordelia

Cordelia desidera che la verità sia rivelata, che cadano i veli di finzione e che la crudeltà del re sia resa manifesta. Dal Re Lear arriva la figura dell’eroina ingiustamente perseguitata da un vecchio folle.


Ancora un’altra figura  di re perfido: è il Riccardo III .        

“Vesto così la mia nuda perfidia | con vecchi stracci carpiti a casaccio | dai sacri testi; e mostro d’esser pio | quanto più mi comporto da demonio”

Garrick_as_Richard_III


  Continuiamo con un personaggio di grande spessore, a mio parere uno dei migliori creati dal genio del poeta. Sto parlando di Lady Macbeth, l’indimenticabile moglie di Macbeth, pronta a tutto pur di realizzare i suoi ambiziosi desideri.

“Venite spiriti che presiedete a lady macbeth
pensieri di morte, toglietemi il
sesso e riempitemi tutta ,dalla
testa ai piedi ,della più
feroce crudeltà
!”


Altro simbolo di crudeltà è quella del re di Sicilia Leonte. Accecato da un’ingiustificata gelosia nei confronti della moglie Ermione, la condanna senza concederle possibilità di difesa.

Questo è ciò che accade nel I atto del Racconto d’inverno.

“Eretico sarà chi accenda il rogo, non già colei che vi brucerà dentro!”

 1280px-John_Opie_-_Winter's_Tale,_Act_II._Scene_III

 


Altra tragica storia di gelosia è naturalmente quella di Otello: l’amore viene sopraffatto dalla violenza e conduce ad una morte che è priva di qualunque ragione.

“Prima d’ucciderti, io t’ho baciata. Non mi restava altro modo che questo: uccidermi morendo in un tuo bacio”

Otello_Madness_ati6-v


Antonio e Cleopatra: una storia destinata alla sconfitta, ma l’amore che li ha uniti ha permesso loro di conoscere una sorta di beatitudine immortale, un dono a molti sconosciuto.

L’eternità era sui nostri occhi e
sulle nostre labbra, la felicità
nell’arco delle ciglia; e non v’era
parte, anche misera, di noi che non
fosse di natura celeste

Battaglia-di-Azio-cleopatra-morente


Immancabilmente, a concludere la sezione degli amori infelici, ho inserito la coppia di amanti più conosciuta nel mondo.

“L’amore corre ad incontrar l’amore con la gioia con cui gli scolaretti fuggon dai loro libri; ma l’amore che deve separarsi dall’amore ha il volto triste degli scolaretti quando tornano a scuola”.

DickseeRomeoandJuliet

La gioia e il dolore si mescolano, dando origine ad un’opera che mette in scena le dolcezze dell’amore e la disperazione che segue l’impossibilità di realizzare questo amore.


E concludo questa breve panoramica con il dipinto che amo al di sopra di tutti. Non riuscirei a spiegare razionalmente il perché sia il mio preferito: forse perché è così vivo o perché è di grande espressività So solo che va a toccare una corda nascosta dentro di me e mi coinvolge profondamente. Potrei restare ore a contemplare l’Ofelia di Millais.

Vi lascio con le parole di Amleto:

“Essere o non essere, questo è il problema. È forse più nobile soffrire, nell’intimo del proprio spirito, le pietre e i dardi scagliati dall’oltraggiosa fortuna, o imbracciar l’armi, invece, contro il mare delle afflizioni, e combattendo contro di esse metter loro una fine? Morire per dormire. Nient’altro. E con quel sonno poter calmare i dolorosi battiti del cuore, e le mille offese naturali di cui è erede la carne! Quest’è una conclusione da desiderarsi devotamente. Morire per dormire. Dormire, forse sognare. È proprio qui l’ostacolo; perché in quel sonno di morte, tutti i sogni che possan sopraggiungere quando noi ci siamo liberati dal tumulto, dal viluppo di questa vita mortale, dovranno indurci a riflettere. È proprio questo scrupolo a dare alla sventura una vita così lunga!”

1280px-John_Everett_Millais_-_Ophelia_-_Google_Art_Project

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