Recensioni

La donna in bianco

Vi è mai capitato di leggere un libro giusto per curiosità, senza avere grandi aspettative e di arrivare all’ultima pagina così soddisfatti da rimpiangere di averlo già terminato? A me è successo proprio in questi giorni. Dal mio ultimo WWW Wednesday (qui) sapevate che era mia intenzione iniziare a leggere La donna in bianco di Wilkie Collins. Da qualche parte (non ricordo assolutamente dove) ne avevo letto un commento positivo e ricordavo di averlo risistemato da poco tempo in biblioteca; inoltre, attratta sia dalla copertina sia dalla trama, ho pensato. “Proviamo!”

Non me ne pento affatto. Nonostante la mole del libro, 688, l’ho divorato, ritagliandomi momenti di pausa per potermi dedicare tranquillamente alla lettura, che si è rivelata una piacevolissima sorpresa, forse proprio perché inaspettata.

la-donna-in-bianco

Il romanzo fu pubblicato a puntate nel 1860 sulla rivista All the Year Round di Charles Dickens, di cui Wilkie Collins era amico. Riesco facilmente a immaginare lo stato d’animo del pubblico in fremente attesa dell’uscita del capitolo successivo: è la stessa sensazione che provo io quando seguo una serie tv appassionante e devo aspettare, se va bene, una settimana prima di vedere il nuovo episodio. Collins è un maestro nell’ideare una trama coinvolgente, ricca di colpi di scena e in grado di tenere il lettore con il fiato sospeso.

Ora sono io a tenervi con il fiato sospeso non raccontandovi la trama. Chiedo scusa: provvedo subito. Il giovane maestro di disegno Walter Hartright trova impiego, grazie all’intervento di un amico, come istruttore di due sorelle Miss Halcombe e Miss Fairlie (sorellastre, come potete capire dai cognomi). La sera prima di lasciare Londra, alla volta della sua nuova destinazione nel Cumberland, Walter si imbatte in donna, completamente vestita di bianco, che lo implora di aiutarla a cercare una carrozza. Colto alla sprovvista, ma desideroso di aiutare una giovane in evidente stato di difficoltà e forse anche impaurita, Walter non si tira indietro e offre il suo sostegno.

scena

La donna, agitata e spaventata, non gli rivela nulla sulla sua identità né sui motivi che l’hanno spinta a viaggiare da sola di notte, se non qualche evento legato alla sua infanzia: ella, infatti, ricordava con grande piacere il periodo trascorso a Limmeridge House, nel Cumberland, la stessa dimora nella quale Walter deve recarsi il giorno successivo. Dopo aver fatto salire la donna sconosciuta su una carrozza, Walter assiste ad una scena particolare: due uomini chiedono ad un vigile informazioni su una donna che dalla descrizione Walter riconosce come la giovane appena incontrata. Rimane sorpreso quando uno dei due rivela che la ragazza era fuggita da un manicomio. Questo incontro inaspettato e misterioso lo agita e si va ad aggiungere agli spiacevoli presentimenti che ha Walter prima della sua partenza. Giunge, tuttavia, a Limmeridge House, dove incontra le sue allieve: l’intelligente e spigliata Marian, e la dolce e ingenua Laura. Dopo molte settimane passate in compagnia delle due ragazze, Walter si accorge che i suoi sentimenti nei confronti di Laura sono molto profondi e, comprendendo l’impossibilità di un’unione del genere, decide di fare ritorno a Londra. Prima della sua partenza, però, il giovane maestro si ritrova coinvolto in mistero: infatti, presso il cimitero di Limmeridge è stata vista aggirarsi una donna, vestita completamente di bianco. Che sia la stessa incontrata a Londra? E chi sarà l’autore di una lettera anonima indirizzata a Laura con l’intento di spaventarla al punto da rompere il fidanzamento con il suo promesso sposo, Sir Percival Glyde?

4

Inizia così, una lunga indagine, che si propone di far luce sul “Segreto”, la chiave nascosta che tiene in piedi l’intera struttura della narrazione. Non vado avanti con la trama perché rovinerei la lettura a chi non avesse mai letto questo romanzo. Desidero, però, sottolinearne i pregi, che sono numerosi.

Innanzitutto, la costruzione dell’opera. Progettato come una raccolta di testimonianze da presentare in tribunale (l’autore, infatti, aveva studiato per diventare avvocato), il romanzo è effettivamente il frutto di diversi racconti che si susseguono nella descrizione degli eventi.

Questa storia, perciò, verrà scritta a più mani, come la storia di un crimine contro la legge viene raccontata in tribunale da più testimoni -sempre allo scopo, in entrambi i casi, di presentare la verità nella sua forma più diretta e intellegibile; e di tracciare il corso completo di una serie di eventi, facendo in modo che le persone che sono state coinvolte più direttamente ne riferiscano una dopo l’altra, parola per parola, le fasi successive.

Abbiamo, dunque, a nostra disposizione deposizioni, lettere, pagine di diario… il tutto fornito allo scopo di far luce sulle vicende narrate. Collins è stato bravissimo a far emergere il quadro psicologico dei vari personaggi man mano che si alternavano nella testimonianza. Walter, coraggioso e leale; Marian, determinata e intelligente; il conte Fosco, inquietante e affascinante; Mr. Fairlie, viziato e ipocondriaco. Descrizioni vivide e realistiche che, avvicinando i lettori ai personaggi, li fanno appassionare alle vicende narrate.

158

Le due “protagoniste”, ad esempio, Laura e Miss Halcombe, riscossero una tale simpatia che, quando ad un certo punto della storia l’una o l’altra sembravano in qualche modo minacciate, ricevetti numerose lettere che, molto seriamente, mi pregavano di «salvare le loro vite»!

Così ci dice lo stesso Wilkie Collins nella sua prefazione alla seconda edizione. Quello che colpisce è il fatto che questo coinvolgimento riguarda tanto i lettori del 1860 quanto quelli dei nostri giorni: la storia, infatti, è una vera e propria indagine, che i personaggi portano avanti nella speranza di portare a galla la verità e scoprire cosa si nasconde dietro il mistero della donna in bianco. L’autore è stato definito il “padre del poliziesco moderno”: concordo. Magari non è stato il primo, ma sicuramente uno dei primi.

Ho molto apprezzato che durante la lettura emergessero tematiche importanti, spunti per riflessioni profonde su argomenti quali la persecuzione dei più deboli, la condizione della donna all’interno del matrimonio, la pazzia, l’inutilità della legge davanti ad evidenti ingiustizie. Tutti argomenti, converrete con me, di incredibile attualità.

La narrazione, poi, è perfettamente architettata: nessun elemento è lasciato al caso, il che non è da sottovalutare, data la natura di romanzo a puntate de La donna in bianco. Le interruzioni sono ben studiate, così come alcuni cenni al futuro, alcune anticipazioni che non rivelano nulla, ma pungono la curiosità dei lettori. I colpi di scena non sono mai banali e anche se spesso è possibile prevedere alcuni fatti, non bisogna mai sottovalutare la piega che possono prendere gli avvenimenti. È vero che è un libro piuttosto lungo, ma se avete del tempo a disposizione non vi deluderà!

The_Woman_In_White_-_Cover

Wilkie Collins, per me un perfetto sconosciuto fino ad una settimana fa, sta per diventare uno dei miei migliori amici: credetemi quando vi dico che non vedo l’ora di leggere un altro suo romanzo. E vi esorto a fare lo stesso: se amate le storie con misteri da risolvere, dalla trama ricca e ben costruita, con personaggi originali e un’ambientazione in epoche passate, non esitate a fiondarvi tra le sue pagine.

Annunci

6 thoughts on “La donna in bianco

  1. Ragazze, dovrei smettere di leggere i vs articoli… presentate troppi suggerimenti interessanti da aggiungere alla mia lista di libri da leggere già più lunga delle mie possibilità (in termini di tempo)… per fortuna non proprio tuti i libri di cui parlate risvegliano la mia curiosità. 🙂

    Liked by 1 persona

    1. Ti ringrazio, anche a nome di Francesca!
      Ammetto che lo scopo principale per cui scrivo recensioni è proprio quello di condividere con gli altri le opinioni sulle mie letture e consigliare romanzi da affrontare. Mi fa piacere che qualcosa ti incuriosisca 🙂

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...