Recensioni

Morte a Pemberley

Da quando è uscito questo romanzo di P.D. James ho letto giudizi così contraddittori da mandarmi in confusione. A chi era piaciuto si opponeva chi lo aveva trovato noioso o terrificante: l’unico modo per capirci qualcosa era affrontare personalmente la lettura.

morte-a-pemberley-di-pd-james-a-gennaio-in-it-L-vq732f

Bisogna premettere che ogni volta che si va a toccare un mostro sacro della letteratura come Orgoglio e Pregiudizio è inevitabile incorrere in persone che possono essere prevenute; esiste, infatti, il timore che le dinamiche tra i personaggi vengano stravolte, che gli stessi protagonisti risultino irriconoscibili o che lo svolgimento della trama sembri irrealistico. Se uno dei nostri romanzi viene rimaneggiato da un autore diverso è normale avere paura di non ritrovare tutti quegli elementi che ci avevano fatto innamorare del romanzo originale: confesso che io, nel periodo in cui ero fissata con le fanfiction di Harry Potter, mi sono ritrovata spesso di fronte a questo problema. Spesso la storia e i personaggi erano talmente diversi dall’originale che provavo fastidio, ma se il racconto era ben scritto (e vi assicuro che mi è capitato di trovare ragazzi di grande talento) era molto piacevole immergersi nella loro fantasia.

Perché alla fine è di questo che si tratta: se qualcuno rimane ammaliato da ciò che Jane Austen ha raccontato tanto da iniziare a fantasticarci sopra ha, secondo me, il diritto di condividere la propria storia se coerente, originale e ben scritta. P. D. James, una delle autrici di gialli più conosciute, ha voluto mettersi alla prova con un testo letterario di notevole importanza, consapevole di tutte le difficoltà che un’impresa del genere comportava.

Morte a Pemberley

Ha immaginato che la sera prima del ballo in onore di Lady Anne, sei anni dopo gli eventi narrati in Orgoglio e Pregiudizio, piombasse a Pemberley Lydia, in preda a una crisi isterica, urlando che il suo amato Wickham era stato ucciso nel bosco. Subito partono le ricerche e il ritrovamento di un cadavere in una piccola radura darà il via alle indagini che coinvolgeranno gli abitanti di Pemberley a partire da Darcy, il padrone, fino alle cameriere. Le testimonianze si susseguono per fare luce su un delitto dai contorni sfumati, la cui soluzione finale riuscirà a riportare la pace a Darcy ed Elizabeth.

Death-Comes-to-Pemberley

Da grande amante di gialli, ammetto che la trama non sia delle più brillanti che abbia mai letto e anche tutto ciò che ruota intorno al delitto (movente, colpevole) a mio parere poteva essere meglio costruito; così come la narrazione, che a volte sembra saltare piccoli passaggi logici. Queste sono le pecche più evidenti.  Al contrario, mi sembra che i personaggi non siano stati particolarmente stravolti rispetto agli originali, e gli inevitabili cambiamenti ben si inserivano nella prospettiva generale ideata da P. D. James; forse meno necessari erano i discorsi tra Darcy ed Elizabeth sui loro errori commessi quando si erano conosciuti perché guidati dal loro orgoglio: dopo sei anni di matrimonio, secondo me, questo argomento è stato trattato più e più volte, o no?

La vera chicca del romanzo, tuttavia, l’ho trovata nel capitolo iniziale, divertente e originale. L’autrice, infatti, ha riassunto gli eventi principali narrati da Jane Austen, giocando con il punto di vista degli abitanti di Meryton: in questo modo Elizabeth appare come un’arrampicatrice sociale, la vergognosa fuga di Lydia si dice essere stata riparata con il denaro dello zio Gardener, e così di seguito. Pettegolezzo su pettegolezzo, riviviamo la storia dei protagonisti di Orgoglio e Pregiudizio in un’ottica completamente diversa che mostra come sia facile giudicare erroneamente all’apparenza, senza conoscere gli animi delle persone. Questo capitolo, ricco di ironia e ben costruito, è la parte migliore dell’intero romanzo.

Ho anche apprezzato i piccoli cross-over, le due citazioni dei personaggi protagonisti di Persuasione ed Emma: è sempre un piacere trovare riferimenti ad opere conosciute e amate.

Pur non essendo uno dei gialli con ambientazione storico-letteraria più interessanti che abbia mai letto, non mi sento di dare un giudizio negativo su Morte a Pemberley: voi cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di farlo?

Morte-a-Pemberley-copertina

So che è ne è stato fatto un adattamento per la televisione che probabilmente guarderò, anche se non amo molto l’attrice scelta per interpretare Lizzie; però c’è il bravissimo e bellissimo Matthew Goode a vestire i panni di Wickham, il che mi sprona a guardare Death comes to Pemberley. Vi farò sapere.

Annunci

14 thoughts on “Morte a Pemberley

  1. È inevitabile che il prodotto generato da un’altra opera possa lasciare perplessi.
    Però è a mio avviso altrettanto inevitabile fantasticare su ciò che ci è piaciuto, anche arrivando a scriverne una storia correlata.
    Criticare negativamente qualcosa del genere perché non scritta dall’autore originale, ha poco senso. È in ogni caso un’opera a parte e va considerata come tale.

    Liked by 1 persona

  2. Io ho visto solamente la serie televisiva e non ho mai letto il romanzo, l’adattamento comunque non mi è dispiaciuto e in effetti anche se provassi a guardarlo ma non ti piacesse Matthew Goode varrebbe lo sforzo 😉

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...