Recensioni

Gathering Blue o il dono dell’Arte

Dopo The Giver (qui per la recensione), torno a parlarvi del seguito scritto da Lois Lowry. Gathering Blue è il titolo di questo secondo volume che, però, ha poco a che fare con la storia di Jonas o della sua Comunità.

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Protagonista di questo racconto è, infatti, Kira, una ragazzina che vive in una società molto primitiva: le persone vivono in povere capanne, le donne si dedicano all’agricoltura e alla tessitura, mentre gli uomini organizzano spedizioni di caccia per procurare cibo alle loro famiglie. In un posto dove la sopravvivenza delle persone è garantita dal lavoro e dalla collaborazione, non c’è posto per le imperfezioni, per i problemi che possono ostacolare il lavoro. Se una donna cade rompendosi un braccio, ad esempio, e non esiste la possibilità che guarisca completamente, l’unico provvedimento è di portare la donna nella Landa e aspettare che le Bestie la portino via. Kira, però, è riuscita a rimanere, nonostante un evidente problema alla gamba che la rallenta e le impedisce di contribuire alla vita lavorativa come tutte le altre donne. Grazie alla testardaggine materna, Kira non è stata portata nella Landa e ha imparato l’arte della tessitura, raggiungendo livello di eccellenza. Dopo un’improvvisa malattia, la madre di Kira muore, lasciando la ragazza orfana e in balia della cattiveria e dell’invidia delle altre donne che vogliono la sua terra e la sua casa: ora che sia senza protezione, infatti, cosa impedisce che Kira sia portata nella Landa?

Sorprendentemente, però, gli anziani permettono a Kira di restare, anzi, la accolgono nella loro dimora, l’unico edificio moderno del villaggio, provvisto di tutte le comodità, come l’acqua calda. In cambio, le viene richiesto di restaurare la veste del Cantore, l’uomo che ogni anno canta la storia degli uomini.gathering_blue_cover_by_rena_bean-d4ygcr6 Felice di poter sfruttare le sue doti di ricamatrice, Kira inizia ad ambientarsi nella sua nuova casa, facendo amicizia con Thomas, il ragazzo Intagliatore, incaricato di restaurare il bastone del Cantore. Nel frattempo ha bisogno che qualcuno le insegni a tingere, così viene mandata dalla vecchia Annabella che la introduce nel mondo delle piante, trasmettendole la conoscenza. Grande è il rimpianto di Kira di non poter ricavare il blu, poiché nella loro terra non c’è più la pianta che lo produce. Ma Annabella le rivela un segreto: Loro, che vivono Laggiù, hanno la pianta. Ma chi sono queste persone? Grandi diventano i dubbi di Kira, soprattutto quando Annabella le dice che non esistono le Bestie: ma allora, qual è il pericolo che tutti temono? E, soprattutto, com’è possibile che non esistano se il padre di Kira è morto durante una battuta di caccia, ucciso dalle bestie? I sospetti di Kira aumentano, alimentati dal misterioso pianto infantile che lei e Thomas sentono di notte e da inquietanti coincidenze sulle morti dei genitori di alcuni ragazzi.

blue3Kira arriva ad una sconvolgente conclusione: gli anziani stanno rubando e sottomettendo le doti artistiche dei giovani ragazzi, spegnendo in loro la gioia della spontanea creatività.

I Guardiani, con le loro facce severe, non avevano potere creativo. Ma avevano forza e astuzia, e avevano trovato il modo di rubare e sfruttare i poteri di altre persone per le proprie necessità. Stavano costringendo i ragazzi a descrivere il Futuro che volevano loro, non quello che avrebbe potuto essere.

E il colore blu simboleggia la libertà espressiva, quella libertà lontana e tenuta nascosta, espressione di bellezza e serenità. La decisione finale di Kira, che non voglio anticiparvi, è davvero una scelta coraggiosa, spinta del desiderio di cambiamento e di costruzione di un proprio futuro, non deciso da altri. È l’Arte, con la sua forza espressiva e creatrice, la chiave di questo sogno di libertà.

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Sebbene non sia detto esplicitamente, si intuisce con facilità che le storie di Kira e di Jonas sono collegate: è evidente che la storia dell’umanità, dopo guerre distruttive, si sia riorganizzata in modi differenti, ma ogni società è accomunata dalla menzogna e dalla violenza, espresse in maniera diversa. Variando scenario e personaggi, Lois Lowry sottolinea l’importanza della libertà, della consapevolezza delle proprie capacità e della conoscenza.

Benché mi fosse piaciuto molto di più The Giver, che avevo trovato assolutamente geniale, confesso che anche Gathering Blue (La Rivincita, come è stato tradotto in italiano) mi ha colpito per la profondità dei temi, trattati con delicatezza e semplicità. Torno a consigliarvi la lettura di questi piccoli romanzi, che si leggono molto velocemente, ma in grado di lasciare una traccia dentro di noi.

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