Recensioni

Un giallo anti-convenzionale

Dimenticatevi il classico schema delitto – indagine – risoluzione. Le gomme, romanzo di Alain Robbe-Grillet uscito nel 1953, può essere definito come “romanzo giallo” solo se dovete spiegare a qualcuno cosa state leggendo senza perdervi in troppi giri di parole. Questo perché, pur contenendo alcuni dei tratti tipici della classica vicenda da giallo, questo romanzo li sconvolge tutti.

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Il delitto inziale (l’assassinio di Dupont) c’è, ma da subito viene smentito. In realtà Dupont è vivo e ha deciso di sfruttare il malinteso per scomparire dalla città. Nessuno, a parte pochi complici, sa la verità. Così, iniziano le indagini, ma senza il corpo. Il commissario Laurent è ben contento di lasciar fare tutto il lavoro a Wallard, un non ben identificato agente speciale appartenente a una non ben identificata agenzia (segreta?). Le investigazioni dell’agente ci portano in giro per la città, descritta nei minimi dettagli, e ci presentano alcuni personaggi piuttosto surreali, ma le cui stranezze sono in perfetto accordo con l’atmosfera del romanzo. La migliore è sicuramente la domestica del (falsamente) defunto Dupont, Mme Anna Smite, vecchia e sorda, che era in casa quando si è svolto il non riuscito delitto (un assassino, infatti, è davvero entrato in casa, ma ha mancato il colpo, ferendo solo lievemente Dupont al braccio). Non ha sentito nulla di ciò che è accaduto, ma ha visto il padrone andare via con un braccio ferito. Poi le è stato detto che il padrone era morto, così lei ha cominciato a preparare le valige per tornare a casa. Intanto, l’autore ci presenta anche i punti di vista di Garinati, l’uomo che doveva uccidere Dupont, e del suo misterioso mandante.

Ciò che più intriga di un romanzo del genere è la moltiplicazione delle prospettive. Spesso, infatti, ricostruzioni e ipotesi sono presentate senza alcuna spiegazione o introduzione, così che il lettore rimane piuttosto spiazzato e confuso finché non capisce che ciò che sta leggendo non è accaduto veramente. Se aggiungete a ciò un uso cospicuo di discorso indiretto libero e un mescolarsi continuo di piani spaziali e temporali, capirete perché questo romanzo sfugge a ogni tentativo di definizione e classificazione. Scordatevi l’unità di tempo e di spazio, scordatevi di capire che cosa sta succedendo man mano che procedete con la lettura. Solo nel finale (forse) riuscirete a capirci qualcosa.

Ero molto scettica quando ho cominciato a leggere Le gomme, non so perché. A pelle non mi ispirava. Invece mi sono dovuta ricredere, perché è un romanzo davvero geniale. Mi ha colpito in particolare l’attenzione maniacale per i dettagli. Se il lettore è uno molto attento, scoprirà nei più piccoli particolari, anche quelli che possono sembrare insignificanti, un indizio o una chiave di lettura. Detto questo, un avvertimento. L’unica edizione in italiano che sono riuscita a trovare è quella dell’Einaudi, degli anni 6o se non sbaglio, con traduzione di Franco Lucentini. Ora, io rispetto tutto e tutti, e non sono una francesista, ma persino un ragazzino delle medie avrebbe capito che qualcosa non quadrava nella traduzione. Prima di tutto, questi poveri cristi fanno colazione a qualsiasi ora del giorno e della notte. Poi ci sono numeri civici sbagliati, paragrafi e frasi mancanti, calchi. Tutto ciò l’ho capito non perché sono una veggente, ma perché leggevo l’edizione in italiano con a fianco quella francese. Di solito sono brava a scovare edizioni rare, tra AbeBooks, Amazon e altri siti del genere. Ma credo che, per questo romanzo, non ne esistano altre. Quindi se vi interessa questo 169560-2libro, e se potete farlo, leggetelo in francese. L’idea che mi sono fatta è che sia stato tradotto in fretta, e che non sia passato attraverso una revisione accurata. Ma neanche nelle mani di un correttore di bozze, temo. E, da allora, non è stato più tradotto in italiano! È davvero un peccato, perché in Italia si leggono molti gialli, e leggere ogni tanto una rielaborazione del genere potrebbe essere interessante. Editori, un consiglio: fate ritradurre Les Gommes di Alain Robbe-Grillet e mettelo in commercio. È un libro che merita.

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