Letteratura

Aspettando con Ferlinghetti

Ciò che non smette mai di stupirmi della letteratura è la sua capacità di essere immortale. Capita così che, mentre sto studiando per l’esame di letteratura anglo-americana, mi fermo a riflettere su “I Am Waiting”, straordinaria poesia di Lawrence Ferlinghetti.

Dovete sapere che la professoressa con cui darò quest’esame è piuttosto singolare. Essendo americana, predilige un metodo molto più interattivo di insegnamento rispetto a quello a cui siamo abituati fin da bambini. Motivo per il quale ama accompagnare le raccolte di testi materia d’esame con numerosi file audio e video. Personalmente, mi piace molto questo aspetto dello studio, in primo luogo perché ascoltare una poesia letta con un autentico accento americano aumenta la percezione reale di ciò che abbiamo di fronte. In secondo luogo, perché è un notevole aiuto per la memoria. Se a ciò aggiungiamo il fatto che la poesia di Ferlinghetti è letta con un meraviglioso sottofondo di musica jazz, allora capirete perché la mia ammirazione per questa professoressa non fa che aumentare.

La situazione in cui si trova il poeta, di perpetua attesa, appartiene tanto al 1958, anno in cui fu composta la poesia, quanto alla mia situazione attuale. Per questo motivo ho iniziato il post parlandovi dell’immortalità della letteratura: perché quando un’opera d’arte funziona davvero, non smette mai di parlare a chi le si accosta. E Ferlinghetti mi ha decisamente colpito al cuore. Perché sono all’ultimo anno di università, in procinto di dare gli ultimi esami e poi di scrivere la tesi. Sono in un momento di attesa perché aspetto che questa fase della mia vita si concluda per poterne iniziare un’altra, e vista la situazione precaria (“the Age of Anxiety”) in cui tutti i miei coetanei si trovano ultimamente, questo mi spaventa molto.

In passato ero solita vedere tutto con occhio piuttosto apocalittico: ero una pessimista convinta. Negli ultimi tempi ho subito un cambiamento, non saprei dirvi a cosa sia dovuto, ma è successo. E allora anche io, come il vecchio Lawrence, sto qui ad aspettare una “rebirth of wonder”, perché credo che un po’ di meraviglia esista nel mondo. Ferlinghetti ricorda le origini del suo paese, e il suo motore principale: l’American Dream. Sta aspettando di salpare in direzione della felicità, perché non può non crederci. Ma sì, crediamoci, perché no? Ho deciso anche io di aspettare che la felicità arrivi, perché se uno sta aspettando, significa che non ha perso del tutto la speranza.

Questa non è poesia da essere analizzata, sviscerata. Secondo me, deve essere goduta. Infatti leggendola mi è uscito questo post, un po’ casuale, un po’ autobiografico, un po’ poco accademico (molto poco accademico, in realtà). Volevo solo mostrarvi un testo che ho apprezzato da subito; spero possiate condividere con me il piacere di ascoltare una bella poesia splendidamente accompagnata da buona musica.

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2 thoughts on “Aspettando con Ferlinghetti

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