Recensioni

I misteri di Chalk Hill

Dopo aver terminato  I segreti di Amber House (qui per la recensione), mi sono lasciata tentare e in libreria ho acquistato il romanzo dell’autrice tedesca Susanne Goga, I misteri di Chalk Hill. Che fantasia, mi direte. A questo non posso assolutamente controbattere, ma cosa posso dirvi se non che ero nella fase “antiche dimore e oscuri segreti”?

51D6zoPKwjL._SY344_BO1,204,203,200_Mi sono lasciata persuadere da una splendida copertina e da una trama accattivante, il tutto sostenuto da commenti quali: “Una storia che alle atmosfera da Jane Eyre unisce una suspense unica ed elettrizzante” oppure “Nella piovosa campagna inglese, una storia romantica e misteriosa, dove brivido e sentimento si intrecciano in un crescendo di colpi di scena”. In realtà, queste affermazioni, nel loro intento pubblicitario, descrivono il romanzo in modo differente da come effettivamente risulta una volta letto. Cercherò di descrivervi e commentarvi l’opera in modo da mostrarvi perché non concordo con i commenti precedenti.

La trama vede come protagonista Charlotte Pauly, una giovane istitutrice di Berlino che, a causa di uno scandalo legato alla famiglia che l’aveva assunta, prende la decisione di andare a lavorare in Inghilterra, per  iniziare un nuovo capitolo della sua vita. La bambina affidata alle sue cure è Emily, una ragazzina di otto anni, da pochi mesi orfana di madre. Ed è proprio la scomparsa di Lady Ellen che crea un’atmosfera misteriosa e angosciante nella dimora di Chalk Hill. Sir Andrew, il padrone di casa, è chiuso in se stesso, la servitù non parla e la bambinaia è apertamente ostile nei confronti di Charlotte, che invece è determinata a scoprire la verità sulla madre di Emily per aiutare la bambina, tormentata dagli incubi.19466401

A capitoli alterni, invece, seguiamo la storia di Thomas Ashdown, un critico teatrale, vedovo da qualche tempo, che si avvicina al mondo dello spiritismo. Entra in contatto con la Società per la ricerca psichica, un’associazione che si propone di studiare scientificamente i fenomeni paranormali, anche nell’intento di smascherare i truffatori. In realtà, questa parte sullo spiritismo è quella che ho trovato più interessante, benché nella descrizione della trama non vi si faccia nessun accenno.

Queste sono le due linee della storia, che però si intrecciano solo nelle ultime cento pagine, diversamente da quanto un lettore potrebbe aspettarsi leggendo la trama; quindi, permettetemi di sfatare questo mito: se avete acquistato questo romanzo, o ne avete l’intenzione, per leggere una storia d’amore con un’ambientazione gotica, vi siete sbagliati di grosso. Per me i livelli di romanticismo presenti in questo libro equivalgono al 2%.

I motivi per cui vale la pena leggere I misteri di Chalk Hill sono ben altri. La costruzione della storia, innanzitutto: ff8ced027eb40eb1dc5282d0d1aba916ho apprezzato il fatto di poter seguire le vicende di Charlotte e Thomas alternando i capitoli, per poi vederli riuniti nella parte conclusiva, dove il mistero raggiunge il suo climax e ci si avvia alla conclusione. E qui permettetemi di muovere un’altra critica ai commenti che vi ho riportato sopra: il “crescendo di colpi di scena” in realtà consiste in una grande rivelazione e in una minore, tutto qui. La soluzione finale è originale, ben curata e sicuramente ad effetto, ma dire che ci sia un susseguirsi di colpi di scena è davvero esagerato.

Non capisco perché per vendere un libro, che sicuramente ha delle buone qualità, debbano presentarlo con delle caratteristiche che non gli appartengono affatto, che risultano fuorvianti per i lettori. Avrebbero potuto concentrarsi molto di più sulla parte dello spiritismo e parlare di UNA (e sottolineo una) scioccante soluzione finale. Ma d’altronde, chi sono io per giudicare le scelte editoriali? Però volevo condividere il fastidio che provo in queste situazioni.

download (15)Tornando al romanzo, vorrei evidenziare il secondo merito di Susanne Goga. Chiaramente si è ben documentata sulla Società per la ricerca psichica (che esiste ancora oggi) e su tutti i fenomeni ad essa legata. Per me è stato un piacere trovare citazioni e riferimenti ad opere del tempo: una recensione di Ashdown sull’emergente Sherlock Holmes, o Charlotte che prende in prestito Emma di Jane Austen perché una scena è ambientata a Box Hill, vicino Chalk Hill.

Davvero buone le capacità di ricostruzione storica e culturale e anche nella descrizione degli ambienti: Chalk Hill è davvero una cupa dimora, oscurata dal mistero legato a Lady Ellen. Su questo non voglio farvi spoiler, ma le ragioni profonde legate al segreto di questa donna sono davvero originali, e per questo il romanzo merita una lettura.

Sono un po’ meno soddisfatta della caratterizzazione psicologica dei personaggi in generale, ma soprattutto della protagonista: Charlotte appare come una giovane donna pragmatica, determinata e brava nel suo lavoro, ma più in là non mi spingo. La descrizione del suo carattere rimane superficiale, e non emerge neppure dai dialoghi con gli altri personaggi, dialoghi che ad essere sincera ho trovato un po’ banali e quasi “sbagliati”. Mi sembrava che mancassero di spontaneità. Ora, questa è una mia personalissima opinione, che però ha contribuito a farmi apprezzare un po’ di meno il romanzo.

In conclusione, però, mi sento di consigliare I misteri di Chalk Hill a chi, come me, ama i racconti misteriosi ambientati nella campagna inglese, con le loro atmosfere gotiche e gli elementi sovrannaturali, nei quali si può sempre ritrovare un fondo di razionalità.

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3 thoughts on “I misteri di Chalk Hill

  1. Preferisco la copertina straniera a quella italiana.
    In merito alla “questione editoriale”, credo che ci sia l’intento di “truffare” i lettori, vendere qualcosa per quello che non è pur di vendere; probabilmente perché quel che non è viene ritenuto, forse ingiustamente, piú vendibile.

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