Riflessioni

Saga o non saga? Questo è il dilemma

Una domanda che la maggior parte dei lettori si sarà ritrovato ad affrontare è: “Preferisci leggere una saga o un libro autoconclusivo?”.

Naturalmente la risposta non può essere completamente a favore di una modalità o dell’altra: nella nostra vita sicuramente  ci saremo trovati fra le mani saghe tanto meravigliose quanto romanzi  nei quali l’epilogo corrispondeva  al capitolo finale. Per certe storie un solo volume non basterà mai, penso ad esempio alla saga di Harry Potter o a Millenium di Larsson, ed è inevitabile la suddivisione in più libri. D’altro canto, non avrebbe senso leggere Jane Eyre oppure Il ritratto di Dorian Gray in una trilogia, e non penso sia soltanto questione di abitudine.

saghe

Credo, infatti, che certe storie abbiano l’intrinseca necessità di essere sviluppate in un arco spaziale e temporale più lungo, per dare la possibilità all’autore di sviluppare la trama e i caratteri dei personaggi, la cui evoluzione potrebbe risultare affrettata e quindi sommaria, superficiale e inverosimile se condensata in uno spazio più breve. È vero che molto dipende dalla bravura dello scrittore, ma in certi casi è davvero necessario che ci siano più volumi. Non si tratta semplicemente di aumentare le pagine del libro in questione, perché la suddivisione in diversi libri rispecchia anche una suddivisione cronologica, oppure segna un distacco, anche psicologico, rispetto a quanto raccontato nei libri precedenti o successivi. Un altro aspetto che non va dimenticato è il piacere dell’attesa del seguito: io che appartengo alla specie dei divoratori di libri, se mi appassiono alla storia non riesco a controllarmi e a rallentare la lettura, moderando il ritmo, quindi finisco in pochissimo tempo i romanzi che mi piacciono. Questo, purtroppo, fa sì che il piacere della lettura sia limitato ad un breve spazio di tempo, quindi aspettare il volume successivo di un romanzo mi permette di prolungare la gioia regalatami dall’autore.

Un’ottima storia che continua in altri romquando-scrivere-una-sagaanzi è come un pranzo con i tuoi piatti preferiti: non vedi l’ora che arrivi il prossimo. Va detto, però, che se gli intervalli di tempo tra una portata e l’altra sono troppo lunghi, si rischia di morire di fame: non sopporto l’attesa prolungata, come sto sperimentando con Il trono di spade. Vorrei sapere come andranno a finire le intricate vicende create da Martin, ma già ho trovato gli ultimi libri dispersivi, quindi aspettare i loro seguiti mi irrita un po’. L’eccezione a questa irritazione è stata, ovviamente, Harry Potter: ne è valsa la pena aspettare tutti quegli anni!

Dall’altra parte c’è chi scrive saghe e potrebbe limitarsi perfettamente ad un unico volume, magari un po’ più corposo; so che dietro questa scelta ci sono ragioni di mercato, dove il guadagno è il motore che fa girare il tutto, ma questo uccide i lettori. Per non parlare dei tagli a metà: li conosciamo perfettamente per i film (Harry Potter, Lo Hobbit, Hunger Games, Breaking Dawn), ma purtroppo esistono anche per i libri. Ho letto la bellissima saga fantasy di Jacqueline Carey, Il dardo e la rosa, La prescelta e l’erede e La maschera e le tenebre (titoli completamente diversi dagli originali): si tratta di tre volumi corposissimi, densi di avvenimenti, ben scritti, con ambientazioni spettacolari e personaggi indimenticabili, insomma, una soddisfazione completa. Ahimè, la casa editrice ha deciso che la seconda trilogia dovesse essere tagliata a metà, quindi sei libri invece di tre, il che significa, aspettare più tempo, spendere di più e avere altri titoli inventati (insisto sulla faccenda della traduzione dei titoli perché mi sto laureando in traduzione inglese ed è un argomento che mi sta a cuore, scusate). Quindi altra fonte di irritazione.

fantasy_books-300x168L’ideale sarebbe prendere in mano saghe già ultimate, ma così si perde il sapore della novità e la piacevole ansia dell’attesa.  Che creature difficili siamo noi lettori: eternamente insoddisfatti!

Alla domanda iniziale, se preferisco le saghe o i libri autoconclusivi, rispondo che dipende da periodo. Ci sono momenti in cui ho voglia di leggere qualcosa e conoscerne subito la conclusione, in modo da poter dare un giudizio definitivo sull’intera vicenda, mentre in altri momenti mi sento pronta ad affrontare la sfida di una saga,  pronta ai sacrifici che questa comporta.

E voi? Cosa ne pensate? Quali sono le vostre esperienze?

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8 thoughts on “Saga o non saga? Questo è il dilemma

  1. Col passare del tempo ho scoperto che preferisco le storie autoconclusive, quelle che con un volume, anche da spropositato numero di pagine, riescono a narrare tutto quello che c’è da narrare e a far sognare tutto il resto.
    Certo lo dico da lettore del Trono di Spade (il titolo originale ha tutto un altro sapore) che vorrebbe fosse già completo!

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  2. Se un libro è molto bello il fatto che ce ne siano altri due/tre dopo da leggere con gli stessi personaggi è la cosa più bella del mondo! Vedi ad esempio la trilogia di Millennium. D’altra parte è vero che a volte ci siano da aspettare i secoli tra un libro e l’altro e allora perdo un po’ d’interesse. Questo è stato il leit motiv della mia preadolescenza: milioni di saghe come Eragon, Artemis Fowl, Ulysses Moore iniziate e mai finite perché ora che sono usciti i libri io ero già cresciuta!

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    1. Ti dirò, continuare saghe anche se sono cresciuta non mi dispiace, anche perché adoro la letteratura per ragazzi. Eragon purtroppo è una delle saghe peggiori che abbia mai letto: bella l’idea, ma terribile la costruzione e li stile, secondo me. Artemis Fowl non lo conosco molto bene, ho letto solo un romanzo, mentre gli Ulysses Moore li prendevo in prestito da un mio cugino, ma ho smesso di leggere quando mia zia ha smesso di comprarglieli.

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      1. Su Eragon hai ragione: avevo anche letto un articolo su quanto fosse copiato da altri libri. Vorrei aver letto i libri di Una serie di sfortunati eventi anni fa, ne ho letto qualcuno adesso ma immagino che non sia la stessa cosa

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        1. Anche io ne avevo letti alcuni, sparsi, ed erano davvero carini. Se posso consigliarti una saga fantasy, destinata ad un pubblico più adulto, ti direi la trilogia di Jacqueline Carey che inizia con Il dardo e la rosa: spettacolare!

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