Recensioni

L’allieva

Un paio di anni fa, mentre vagavo annoiata nella mia stanza, in cerca di ispirazione tra i libri sugli scaffali, mi sono imbattuta in un romanzo che ci era stato regalato da un amico di famiglia. Memore dei suoi precedenti regali, che non rispecchiavano i miei gusti, avevo velocemente messo da parte il libro, senza neanche degnarmi di leggerne la trama. Ma in quel pomeriggio afoso, in cui avevo bisogno di leggere qualcosa di nuovo e la biblioteca era chiusa, ho preso in mano quel volume e mi sono messa a scorrere la trama; “Oh, è un giallo!” ho pensato, iniziando la mia rivalutazione e il mio giudizio è nettamente migliorato nel momento in cui ho iniziato a leggere L’allieva di Alessia Gazzola.

timthumbLa protagonista è Alice Allevi, specializzanda in medicina legale, che si considera un’ appendice vermiforme dell’Istituto di Medicina legale. Curiosa, appassionata del proprio lavoro, intelligente, sensibile e piuttosto imbranata, Alice cerca di destreggiarsi al meglio tra esami da superare, insegnanti da conquistare, una collega da sopportare e soprattutto sopravvivere al fascino del dottor Claudio Conforti, il classico “bello, ma stronzo”. Una sera le si presenta un’occasione che potrebbe dare una svolta alla sua carriera: chiamata sulla scena del crimine per le solite analisi, Alice si trova davanti al cadavere di una ragazza incontrata proprio quel pomeriggio in un negozio. Il caso la colpisce da vicino e con grande testardaggine decide di approfondire la vicenda, sostenuta in questa sua impresa dal commissario Calligaris, che riconosce in lei uno spirto di osservazione non comune e una sensibilità che può offrire un interessante punto di vista alternativo.

Così Alice inizia ficcanasare nella vita della vittima, la ricca Giulia Valenti e nel suo lussuoso mondo dell’alta borghesia, riuscendo naturalmente a cacciarsi nei guai con una facilità incredibile

“Sapevo già che lei era distratta. Un po’ dormiente. Ha commesso errori irripetibili. Ha sbagliato a compilare documenti, ha letteralmente frantumato dei reperti, si è tirata indietro di fronte a esumazioni. Ma che fosse capace di smarrire una salma, non l’avrei mai creduto possibile. Lei è riuscita in qualcosa di unico Allevi: nessuno che io conosca, anzi, forse nessuno al mondo ha mai raggiunti tali vette di inettitudine. Perdere un cadavere…”

Per fortuna che alla disastrosa situazione accademica si oppone il fronte degli affetti: l’adorabile Yukino, la simpatica coinquilina di Alice, la saggia nonna e l’affascinante Arthur Malcomess…

“Malcomess?” chiedo corrugando la fronte. “Ma dai! Come quello stronzo del mio capo”. Non è stato elegante dirlo, lo so, ma ho esagerato con i mojito e ora mi sento lievemente disinibita. Lui inarca le sopracciglia. “Paul Malcomess?” “Sì” rispondo, e i battiti cardiaci accelerano. Come ho potuto essere così stupida? Come se di Malcomess ce ne fossero chissà quanti a Roma… Adesso si scopre che sono parenti. “Paul Malcomess, il medico legale?”. “Sì” mormoro flebilmente. Sul volto di Arthur Malcomess si dipinge un sorriso malizioso. “È mio padre” risponde amabilmente, con tono nient’affatto offeso. Merda, merda, merda.

Con figuracce degne di Rebecca Bloomwood, Alice riesce a destreggiarsi tra una vita privata che la vede ondeggiare tra l’arroganza di Claudio e l’irrequietezza di Arthur, e l’indagine, più oscura di quanto non sembri.

Adoro Alice, un personaggio incredibilmente vivo, con pregi e difetti: vorrei poterla conoscere e diventare sua amica. Complimenti all’autrice Alessia Gazzola, che ha saputo costruire dei personaggi originali e distinti. L’aspetto che prediligo nei suoi romanzi è il continuo ralessia-gazzolaiferimento a canzoni, film o libri che tutti  potrebbero conoscere, il che contribuisce ad avvicinare il lettore al mondo raccontato. Ho esultato tutte le volte che venivano citati (soprattutto nei volumi seguenti) Harry Potter, Il signore degli anelli, Georgette Heyer, Downton Abbey… Mille punti ad Alessia Gazzola per ogni riferimento alle mie passioni letterarie o cinematografiche!

Altro elemento da apprezzare è il fatto che venga dato moltissimo spazio alle vicende private di Alice, che non fanno da sfondo all’indagine, anzi queste due componenti sono sempre perfettamente bilanciate.

Per quanto riguarda lo stile, i dialoghi sono vivaci, la prosa e scorrevole devo ammettere che ho notato un netto miglioramento nel modo di scrivere andando avanti con i romanzi pubblicati. L’ironia, punto di forza nello stile della Gazzola, viene messa delicatamente da parte nei momenti più introspettivi, pervasi da malinconia.

Consiglio assolutamente questa autrice, che è diventata una delle mie preferite e vi suggerisco di affrettarvi: sono iniziate le riprese dello sceneggiato, con Alessandra Mastronardi nei panni di Alice, quindi se non volete farvi condizionare dalla versione cinematografica, procuratevi subito questi gialli, ideali da leggere in vacanza.

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4 thoughts on “L’allieva

  1. per curiosità, tempo fa avevo letto proprio questo libro, sul kindle però; di solito “vado in esplorazione” dei romanzi in questo modo, per capire se possono piacermi o meno. Ne sono rimasto piacevolmente sorpreso! 🙂 buon pomeriggio! 🙂

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