Recensioni

Il piacere di affezionarsi a un romanzo

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I giorni sbagliati erano quelli in cui mi sentivo fatta di carne e di ossa. In cui mi sentivo reale. Perché inevitabilmente dovevo guardarmi allo specchio, riconoscermi e riconoscere, accanto a me, le ombre. Quelli erano i giorni che sembravano non finire mai.

Ho letteralmente divorato Le due metà del mondo di Marta Morotti (Harlequin Mondadori), comprato e letto nel giro di due giorni. Penso di essere riuscita a farlo soprattutto perché, fin da subito, mi sono indissolubilmente identificata con la protagonista, Maria, una ragazza di diciannove anni che vive a Torino la sua estate dopo aver finito la scuola superiore.

Ciò che più mi ha colpito e mi ha avvicinato a Maria è il suo profondo senso di inadeguatezza, sia nei confronti del mondo che la circonda (comprese le persone che lo abitano), sia nei confronti di se stessa. Maria pensa di non essere capace di interagire con gli altri, di condurre una vita normale, ed è la sua stessa paura a costringerla a chiudersi sempre di più, in un circolo vizioso che conduce inevitabilmente all’autodistruzione. Mi sembra di parlare di me stessa. Quale che sia la causa di questa inadeguatezza (non voglio rivelarvi assolutamente nulla della trama), è stato facile e doloroso insieme, per me, leggere la storia di questa ragazza, perché a livello emotivo l’ho sentita vicinissima.

I personaggi sono pochi e splendidamente umani: la madre e il padre di Maria, di origini siciliane, fuggiti dalla loro terra per la malavita, il fratello Omar, nato prematuro e con problemi dello sviluppo, e poi l’amico di una vita, Salvatore. A questi se ne aggiungeranno altri che accompagneranno Maria nel suo percorso di formazione e liberazione da una vita soffocante, malata, irreale. Ciò che tormenta di più la protagonista, infatti, è il vedere il mondo spaccato a metà, la sua e quella di tutti gli altri, e il non essere in grado né di ricongiungere le due parti né di raggiungere, in qualche modo, la metà da cui si è sempre tenuta lontana.

Ho amato molto questo romanzo tanto per la storia quanto per la scrittura. Leggera, veloce ma estremamente sensibile, mi ha commosso e fatto sorridere più volte. Senza essere mai melodrammatico, mai patetico, mai eccessivamente sentimentale, come rischiano di essere spesso storie di questo tipo, Le due metà del mondo ti lascia addosso la sensazione di aver conosciuto realmente i suoi personaggi. Sembra quasi di averli ascoltati raccontare la loro storia a voce alta. Mi ha fatto estremamente piacere, inoltre, leggere per una volta un libro ambientato nella mia città: io abito in provincia, ma ho passato a Torino moltissimo tempo soprattutto per via dell’università, e riconoscere i luoghi in cui Maria ha vissuto la sua vita ha reso la vicenda, ai miei occhi, ancora più commovente.

Nella mia libreria ci sono libri da cui sono stata ossessionata, libri che ho odiato, libri che mi sono piaciuti ma che ho presto dimenticato, libri che mi hanno fatta arrabbiare, piangere, libri che mi hanno scioccato. Sarebbe interessante sistemarli in base alle sensazioni che mi hanno lasciato una volta conclusi. Se mai dovessi farlo, il romanzo di Marta Morotti finirebbe nella sezione dei libri a cui sono estremamente affezionata, libri antropomorfi che risvegliano una sensazione di affetto solo con uno sguardo. Una sezione tenera, dolce e sicuramente umana.

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3 thoughts on “Il piacere di affezionarsi a un romanzo

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