Riflessioni

Comprare o non comprare un libro? Questo è il problema.

Una delle discussioni più interessanti che si può avere tra lettori è quella che riguarda il modo in cui si arriva a leggere e/o acquistare un determinato libro. C’è chi sfrutta in modo particolare le biblioteche, chi vive di prestiti da amici e parenti e chi, come me, sente la necessità di possedere il libro che sta leggendo. Poche volte ho mucchidilibripreso in prestito dei romanzi in biblioteca; la maggior parte delle volte il prestito è stato necessario perché si trattava di testi universitari costosi oppure libri che mi sarebbero serviti solo per poche settimane (e che avrei anche altrettanto velocemente dimenticato, ahimè). Questa mia tendenza mi ha portato, negli anni, a diventare un’accumulatrice seriale di libri. Se entrate in casa mia, ne potete trovare davvero ovunque, perché una volta esaurito lo spazio in libreria (con tanto di doppie file), ho cominciato ad impilarli ovunque ci fosse dello spazio libero. Forse solo nel bagno non ce ne sono, ma mai dire mai. Devo dire che questa situazione non mi dispiace affatto, anzi. Preferisco contemplare i miei libri piuttosto che vari inutili ninnoli e souvenir di vacanze altrui.

Come sono arrivata a questo punto? Investendo notevoli quantità di denaro nell’acquisto di libri, ovviamente. Ora, non verrò a dirvi che spendevo tutti i soldi che i parenti mi regalavano a Natale in libri, non voglio fare la snob. Di solito facevo così: metà per i libri, metà per il resto (compresi vestiti, trucchi e cavolate varie, sono comunque un essere umano). Fatte queste premesse, a distanza di anni, devo riconoscere che l’investimento ha una sua certa importanza, ma che, nello stesso tempo, ha portato con sé un profitto non quantificabile con mere cifre, se pur preziosissimo dal punto di vista umano e intellettuale.

punti-vendita-la-feltrinelli

Credo che ognuno di noi abbia un suo modo di scegliere il libro da comprare. C’è chi non ama l’acquisto via internet: io, onestamente, non lo disprezzo, ma me ne servo quando so già cosa sto comprando. Altrimenti, entro in libreria e mi lascio guidare dall’ispirazione, che di solito funziona così:

  1. la prima tappa è sempre lo scaffale delle nuove uscite, dove controllo che non ci siano romanzi di autori che già conosco e che mi sono piaciuti. Se noto nomi conosciuti, ci sono due possibilità: o è un autore che amo già alla follia, e allora decido di comprare il libro senza neanche guardarlo bene, oppure è solo una vecchia conoscenza. In questo caso leggo la trama, e poi decido.
  2. Dopodiché, è il momento di dare una veloce occhiata alla classifica dei libri più venduti. Di solito lo faccio semplicemente per curiosità, perché raramente mi capita di pescare da quello scaffale. Avevo detto di non voler fare la snob, ma qui devo cedere, perché novanta volte su cento i libri più venduti sono illeggibili. Su questo argomento ho già sentito milioni di opinioni contrastanti, ma io continuo a pensare che i libri cosiddetti “da classifica” siano raramente bei libri.
  3. Terza tappa, lo scaffale in ordine alfabetico, dove getto uno sguardo un po’ più ampio, e dove mi ingegno a scovare autori che non avevo mai sentitoEureka neanche nominare. La mia speranza è sempre quella di imbattermi in un volume un po’ nascosto e impolverato e poter gridare “è un genio!” dopo averlo letto. Tendo ad essere leggermente melodrammatica.
  4. A questo punto comincia la navigazione per generi, di solito in quest’ordine: fantasy, horror e fantascienza (che di solito sono vicini), romanzi storici, classici e libri in lingua (se mi sento particolarmente erudita quel giorno), non sempre gialli e thriller. Di solito salto la narrativa di viaggio e evito accuratamente i romanzi rosa. Se è un periodo in cui non sto studiando troppo e non sono eccessivamente esaurita, do anche un’occhiata ai saggi di linguistica e critica letteraria, per deformazione professionale.
  5. Se, arrivata qui, non ho ancora trovato nulla degno del mio interesse, comincio a vagare un po’ a caso sperando che mi arrivi l’ispirazione da qualche angolino che magari non avevo considerato. Mi è capitato qualche volta di arrivare a comprare titoli inaspettati, come testi sulla psicologia, la religione, biografie e libri d’arte.

Questo è, a grandi linee, il mio percorso in libreria. Ovviamente sono possibili infinite varianti, ma mi sorprende spesso la mia fedeltà a questo schema. Ciò che è fondamentale, quando compro un libro, è il mio umore. Per me, ma penso anche per voi, è un po’ come quando si ha voglia di un determinato cibo: non sappiamo spiegare il perché, ma un giorno abbiamo voglia di pasta alla carbonara, quello dopo di branzino al forno. Per i libri è lo stesso, un giorno ho voglia di una struggente saga familiare, quello dopo di un serissimo trattato di linguistica pragmatica.

                      gabriel-garcia-marquez           vs         9788842086000

È bello lasciarsi guidare dall’ispirazione del momento, girare per librerie sfogliando un libro dopo l’altro, e poi arrivare a comprare proprio quello, non si sa neanche bene perché.

Ok, ora ho decisamente voglia di fare visita alla Feltrinelli qua vicino.

Annunci

13 thoughts on “Comprare o non comprare un libro? Questo è il problema.

  1. Sono per il comprare, non c’è niente da fare.
    A mia discolpa sono anche per il regalare.
    Io accumulo libri ma non li custodisco gelosamente: li compro anche per gli altri, i miei li presto sempre chiedendomi se torneranno mai indietro e quindi regalo copie molto volentieri…

    Liked by 1 persona

  2. All’inizio anch’io vagavo per la libreria in cerca di ispirazione, ora invece cerco dei libri specifici, mentre spesso gli scaffali delle librerie mi mettono ansia.

    Mi piace

  3. Per me la fase del comprare è passata, da un po’ di anni. Sarà perché ho la casa piena (anche 3-4 file di libri su certi scaffali visto che sono abbastanza larghi…). Sono passata alla frequentazione della biblioteca e ultimamente agli ebook.
    Girare per la biblioteca per me è come girare in libreria, con la differenza che posso tentare qualunque testo tanto poi se non mi piace non occuperà un posto in casa. E se poi ne incontro uno che mi piace molto lo compro a posteriori.
    Fra gli ebook, per ora almeno, scelgo classici (sia perché sono gratis che perché si trovano cose che dubito si possano trovare in libreria) o self (colleghi, cioè) e devo dire che ho trovato dei gioiellini, sia fra gli uni che fra gli altri.
    Comunque sia l’importante è leggere leggere leggere .. :), no?

    Mi piace

  4. Mi fa sentire sollevata pensare che non sono la sola a disperarsi perché, tra poco, esco di casa io per far spazio alla carta stampata! Per me qualunque centesimo speso su un libro è un centesimo guadagnato nell’arricchimento personale… a meno che non si tratti di un libro di gossip! ;-P

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...