Recensioni

Cherry

Finalmente giovedì ho terminato il romanzo Cherry che mi aveva prestato il mio amico e compagno di letture Valerio. Mi è piaciuto molto, ma… che angoscia!

L’autore, Matt Thorne, ha creato il personaggio di Steven Ellis, un professore di Inglese annoiato e con problemi di relazione con il genere femminile. L’intera vicenda ci viene raccontata dallo stesso Steve, che trascina il lettore nell’inquietante racconto della sua avventura. Con tono pacato e razionale Steve ci parla della sua vita da insegnante, delle sue poche amicizie (per lo più con il suo collega Tom e la moglie), del rapporto con i genitori e della sua difficoltà a trovare una donna con cui uscire, nonostante gli sforzi  di Judith, la moglie di Tom.

Si capisce subito che il protagonista è una persona tranquilla, poco incline a relazionarsi con gli altri e per nulla interessato al proprio lavoro (non ha letto nulla di quanto scritto prima del Novecento). Una sera decide di andare contro le sue abitudini e si reca in un locale per bere qualcosa: qui incontra Harry Hollingworth, un signore elegante con il quale inizia chiacchierare. L’incontro segna una svolta nella vita di Steve, anche se per il momento ancora non se ne rende conto. Ad un certo punto della serata Steve invita Sam a casa sua per mostrargli una videocassetta che aveva registrato quando aveva diciassette anni: il video mostra le donne che Steve trovava attraenti , donne sconosciute, incrociate per strada. Harry si mostra profondamente interessato al contenuto della videocassetta, tanto da chiederla in prestito a Steve.

Pochi giorni dopo, si presenta a casa sua il signor Soumenda, rappresentante dell’agenzia “Your Perfect Woman” e amico di Harry. Steve è confuso: si tratta di un’agenzia di incontri? Non esattamente, gli spiega il suo visitatore, ma Steve è libero di pensarla come vuole. Soumenda inizia a porre delle domande a Steve su come dovrebbe essere la sua donna ideale: dopo la perplessità iniziale Steve decide di rispondere, convinto che si tratti uno scherzo. Comincia, così, a dipingere i caratteri della donna dei suoi sogni, dall’aspetto fisico al carattere, dall’abbigliamento al lavoro dei genitori, fino a deciderne il nome: Cherry.

Il signor Soumenda ringrazia e se ne va. Nei giorni seguenti Steve si convince sempre di più che si tratti di uno scherzo, e non esita a parlarne con il padre e i colleghi. Finché un giorno non incontra finalmente Cherry, la ragazza descritta a Soumenda: è uno scherzo? La ragazza è un’attrice pagata? O si tratta di una sorta di commercio di donne? Nulla di tutto ciò, lo rassicura la ragazza: lei semplicemente è una conoscente di Harry che casualmente si adattava al profilo della donna ideale. Steve non capisce quale sia il limite tra finzione e realtà: come può esistere davvero una donna che corrisponda in ogni dettaglio alla fantasia? Ma dall’altra parte c’è la rassicurazione di Cherry sul fatto che lei non menta mai…

Inizia una relazione esclusiva, claustrofobica per il lettore, ma felice per Steve: finalmente ha la donna che ha sempre desiderato, e la loro relazione funziona sia per la compatibilità dei caratteri sia a  livello sessuale. Il lettore, tuttavia, non riesce a lasciarsi trasportare completamente, ma avverte un senso di straniamento (per me maggiormente accentuato dal fatto di leggere il romanzo in inglese) che permette di cogliere il una nota di inquietudine che serpeggia all’interno della relazione fra Steve e Cherry. Questo presentimento negativo trova effettivamente sfogo nell’improvvisa malattia della donna: prima le unghie dei piedi diventano nere e poi cadono, ogni notte sta male, ma si rifiuta di vedere un medico. La situazione precipita quando il vomito di Cherry diventa nero: Steve è preoccupato, vorrebbe portarla in ospedale, ma acconsente invece ad accompagnarla dalla madre. Lì la lascia, e non la vede più.

Viene contattato dopo poco da Harry che lo invita, con parole velatamente minacciose, a prendere una difficile decisione: se vuole rivedere Cherry deve fare un “favore” a Harry. E questo favore è un prezzo davvero alto da pagare. L’indecisione di Steve non è condivisa dal lettore, che già nutriva dubbi sulla faccenda. Tuttavia Steve è determinato, disposto a fare qualunque cosa pur di rivedere l’oggetto del suo amore…

Amore che rasenta l’ossessione. Un senso di soffocamento e di angoscia pervade la relazione fra i due, ma queste sensazioni sembrano essere percepite soltanto dal lettore. La descrizione fredda, esposta in tono razionale che presenta Steve stride fortemente con il contenuto: quando, ad esempio, Cherry è ormai lontana il desiderio sessuale di Steve si manifesta in un modo decisamente grottesco e inquietante, che mostra il livello di folle ossessione, quasi di malattia raggiunto dal protagonista.

Gli eventi precipitano negli ultimi capitoli e con ritmo serrato Steve racconta le sue azioni: ma è solo nelle due finali che il lettore resta profondamente sconvolto e si pone la domanda: ma cosa è successo?

Io ho dovuto rileggere tre volte il paragrafo finale, pensando di non aver capito qualcosa dell’inglese, e invece no. L’autore ha voluto giocare con il lettore e ancora adesso non so quale sia la verità. Cerco di non fare troppi spoiler, ma devo riportare le ultime frasi, dopo la rivelazione che mi ha scioccata.

But if you’ve come this far with me then you must realise that I had long since stopped caring about my sentence and worrying about whether you believed me. I was operating on a different level now, and because, above all else, I wanted my sacrifice to have meaning, all I could do was sit there holding her hands while she cried, repeating, “It doesn’t matter, it doesn’t matter”, until the time was up and they took me back to my cell.

Vi consiglio caldamente questo romanzo: la storia è geniale, lo stile crudo e realistico dipinge una storia davvero inquietante e dei personaggi perfettamente calati nei loro ruoli indefiniti. Lasciatevi sconvolgere da Matt Thorne: non rimarrete delusi!

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4 thoughts on “Cherry

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