Recensioni

L’ombra del silenzio

Come vi avevo anticipato nel mio ultimo WWW Wednesday (qui), mi ero procurata in biblioteca un altro romanzo di Kate Morton, L’ombra del silenzio. Avendo apprezzato molto Il giardino dei segreti (qui per la mia recensione), ero curiosa di immergermi in un’altra sua storia.

morton-lombra-del-silenzioCome suo solito, la Morton ha costruito una trama intensa che si sviluppa su diversi piani temporali: la narrazione si apre nel 1961. Lauren ha sedici anni e sta vivendo un periodo magico: è innamorata, adora la sua famiglia, ma sente il desiderio di andare a Londra per diventare attrice di teatro. In un pomeriggio estivo, mentre le sorelle e i genitori stanno preparando un pic-nic all’aperto, Laurel si è rifugiata sulla sua vecchia casetta sull’albero, per fantasticare sul suo Billy: l’idillio del momento, però, viene brutalmente spezzato. Dall’alto del suo rifugio, infatti, la ragazza assiste ad un incontro sconvolgente: un uomo si avvicina a Dorothy, la madre di Laurel, rientrata in casa con il bimbo più piccolo per prendere il coltello per tagliare la torta; vedendo l’uomo la donna si spaventa e, dopo un breve scambio di battute, Dorothy lo accoltella. La violenza di questo episodio accompagna Laurel per tutta la sua vita.

 La scena si sposta nel 2011: Laurel è diventata una famosa attrice di teatro, proprio come aveva desiderato, ma continua ad essere legatissima alla famiglia, pur sotto il peso di quell’evento lontano. Durante una visita alla madre in ospedale, ormai alla fine dei suoi giorni per una malattia, Laurel si imbatte in una vecchia foto, risalente al 1941, che ritrae due giovani donne: la madre e una certa Vivian, come recita la didascalia. Né lei né le sorelle hanno mai conosciuto  questa amica della mamma, ma a Laurel il nome Vivian non suona completamente sconosciuto. Decide, dunque, di scavare nel passato di Dorothy, nella speranza di risolvere il mistero legato a quel lontano omicidio e donare un po’ di pace alla madre nei suoi ultimi giorni di vita. Non sa ancora che la sua ricerca la condurrà nella Londra della Seconda Guerra Mondiale, una città semi-distrutta, ma ancora piena di vita, nella quale si sono intrecciate le storie di Dorothy, Vivian e il fotografo Jimmy. Storie di amore, di dolore, di speranza. Storie da lungo tempo sepolte sotto un enorme castello di bugie e segreti.

Devo confessare che inizialmente non volevo leggere questo romanzo. Ogni volta che mi imbatto in una storia ambientata durante i grandi conflitti del Novecento, mi prende una sorta di angoscia: non so perché, ma ho un rifiuto, irrazionale e incontrollabile, per i finali tragici. Quindi, se una vicenda è ambientata durante la guerra inizio a provare una sorta di repulsione-attrazione: repulsione perché non voglio piangere, attrazione perché il periodo delle guerre è uno di quelli che più mi affascina, un’epoca di grandi cambiamenti, dove dall’orrore può nascere la speranza. Con questo duplice stato d’animo ho affrontato L’ombra del silenzio e ammetto che l’ho divorato: non volevo farmelo piacere, ma l’ho finito in due giorni.

Kate Morton ha confermato il suo talento nel costruire una trama complicata, svolgendola su diversi piani temporali e man mano che il lettore procede nella lettura, aggiunge un pezzo al puzzle del grande mistero finale. 0-9660219-1396125721-la-logorrea-di-torchi-il-silenzio-degli-sciclitaniE quando vi sembrerà di essere vicini alla soluzione finale, ricordate le mie parole: non avete capito nulla. La rivelazione del segreto di quanto accadde nel 1941 mi ha colta completamente di sorpresa, per un momento ho dovuto interrompere la lettura per digerire l’informazione.

Anche i personaggi che si muovono all’interno delle pagine sono notevoli: Laurel, che non vuole raccontare alle sorelle cosa accadde nel 1961, è determinata ad indagare nel passato della madre.

“È strano, vero, vedere un oggetto della mamma che appartiene alla sua vita precedente?”

“In che senso precedente?”

“La sua vita prima di noi. Prima di questo posto. Prima che fosse nostra madre. Pensa: quando ha ricevuto questo libro, quando le hanno fatto quella fotografia con Vivien, lei non aveva idea che saremmo arrivate noi”

“Ecco perché rideva!”

“Ti capita mai di pensare a lei, Rose?” replicò Laurel seria.

“Alla mamma? Ma certo…”

“No, non alla mamma. Intendevo a quella ragazza, ai tempi in cui nostra madre era una persona diversa, con una vita di cui noi non sappiamo niente. Chissà com’era, cosa desiderava, come si sentiva…” Laurel lanciò un’occhiata allusiva alla sorella. “…quali segreti aveva?”.

Noi lettori abbiamo la possibilità di conoscere Dorothy e Vivien, dalla loro infanzia fino all’incontro nel 1941, in una Londra devastata dalle bombe, in cui si combatte per non soccombere alla disperazione, in nome della vita e della speranza. Tutte queste sfaccettature sono colte dal giovane Jimmy, fotografo di guerra. Sono le sue foto le vere tessere del puzzle per conoscere quel lontano segreto che pesa sulle vite di Laurel, della madre e del fratellino Gerry, testimone inconsapevole dell’omicidio nel 1961.

St Paul’s Cathedral during the London blitz in 1940

La lettura scorre fluida, l’attenzione è mantenuta sempre accesa e lo stile tende a creare un’atmosfera direi rarefatta, onirica, ad evidenziare il fatto che si stanno narrando eventi lontani, circondati da una patina di mistero e di follia.

Vorrei concludere con una citazione che parla della relazione tra Dorothy e Stephen, il padre di Laurel.

In cima all’elenco delle sue qualità, Dorothy avrebbe messo la forza di carattere Stephen Nicolson aveva il coraggio delle proprie convinzioni: non avrebbe mai permesso alla sua innamorata di manipolarlo, e questo le piaceva molto perché l’amore che induceva le persone ad agire contro la propria natura era pericoloso.

L’ombra del silenzio è il racconto di una vita in cerca di pace, speranza e perdono. È la ricerca di una seconda occasione.

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