Dalla carta allo schermo

La piccola principessa

Oggi ho deciso di tornare bambina e di parlarvi di un film che ho amato particolarmente, più del libro da cui è tratto: La piccola principessa, dall’omonimo romanzo di F.H. Burnett. Dopo un’immersione di due giorni nella serie The crimson Field (consigliatissima, peccato che abbiano cancellato la seconda stagione), il tema della Prima Guerra Mondiale si è insinuato nella mia mente e allora ho iniziato a pensare a film e libri che in qualche modo vi fossero connessi. Nel romanzo della Burnett il conflitto è completamente assente, mentre nella versione cinematografica esso, pur non essendo l’argomento principale, in almeno un paio di occasioni influisce pesantemente sullo sviluppo della storia.

Dopo la morte della madre, la piccola Sara viene condotta dal padre, il capitano Crew, a Londra, per essere educata in una prestigiosa scuola.

Title: LITTLE PRINCESS, A (1995) ¥ Pers: CUNNINGHAM, LIAM  /  MATTHEWS, LIESEL  /  BRON, ELEANOR ¥ Year: 1995 ¥ Dir: CUARON, ALFONSO ¥ Ref: LIT083AH ¥ Credit: [ WARNER BROS / THE KOBAL COLLECTION ]

Lei, cresciuta nella calda ed esotica India, deve adattarsi a vivere in una città nuova, fredda e, soprattutto, lontana dal suo amatissimo padre. Il suo carattere generoso e la sua fervida immaginazione conquistano immediatamente quasi tutte le compagne, ad eccezione di Lavinia, abituata ad essere al centro dell’attenzione, mentre il rispetto quasi servizievole di Miss Minchin, la severa direttrice del collegio, è da attribuirsi all’enorme patrimonio del capitano Crew piuttosto che all’affetto per la bambina. I primi mesi del suo soggiorno trascorrono spensierati: Sara è la favorita dagli insegnanti e dalle compagne, i soldi del padre le permettono di essere circondata da ogni agio, che condivide con le altre bambine. Sara è davvero la principessa della scuola. Finché il giorno del suo compleanno non giunge l’inaspettata notizia della morte del capitano Crew: alla disperazione di Sara per la perdita del genitore si accompagna la disperazione di Miss Minchin che non può più ottenere alcun finanziamento. Non potendo buttare la bambina in mezzo alla strada, decide di tenerla come domestica nel collegio. Nel giro di un giorno Sara si vede portare via ogni suo bene, ad eccezione di Emily, l’ultima bambola regalatale dal padre, e si vede costretta a trasferirsi nella fredda soffitta, con Becky, una bimba di colore, anch’ella serva nella scuola. tumblr_leyvx5FX881qbl9u7o1_500Se Miss Minchin sperava di piegare l’animo di Sara umiliandola in continuazione e sovraccaricandola di lavoro, deve presto ricredersi: Sara, infatti, mantiene la sua gentilezza e la sua dignità, memore dell’insegnamento paterno secondo cui “Tutte le donne sono principesse”.

Sara non si piega perché dentro di sé riesce a trovare la forza necessaria va a dormire affamata, se veste di stracci o se è sola al mondo: lei è una principessa. Continua ad essere gentile e disponibile, ma impara anche ad essere determinata, restando fedele alla memoria del padre.cd981dbaae665bcaf7d98e187800bd35 Anche la fervida immaginazione che le permetteva di inventare meravigliosi racconti sulla sua amata India, ammaliando le compagne, non la abbandona: anzi, da essa trae la forza per immaginare una vita migliore.

Miss Minchin è l’esatto contrario: severa, arida di sentimenti e avara, non riesce a sopportare l’atteggiamento di Sara. Finché il capitano Crew pagava la retta assecondava le fantasie della bambina, ma quando Sara rimane sola, si accanisce su di lei, nel tentativo di soffocare la sua vitalità. Sembra che la donna, sopprimendo l’inventiva di Sara, allontanandola dalle amiche e umiliandola in continuazione, voglia uccidere la speranza. Sara e Miss Minchin sono due personaggi completamente opposti, e l’accanimento della direttrice nei confronti della sua ex allieva appare ingiustificato. Eppure c’è una scena rivelatrice: quando Miss Minchin sottrae a Sara la catenina che era appartenuta alla madre, dicendole che ormai non è più la principessa della scuola, Sara le urla: “Tutte le donne sono delle principesse. Suo padre non gliel’ha mai detto?”. La donna si ferma con una strana espressione sul volto. Io credo, allora, che l’astio nutrito nei confronti della bambina non sia altro che una forma di gelosia per il profondo amore che il capitano Crew nutriva per la figlia. Questo aspetto manca nel romanzo, ma io credo che dia maggiore spessore alla donna, che altrimenti sarebbe la classica “cattiva” della storia.

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Nella versione cinematografica anche Sara ha una caratterizzazione psicologica più definita: continua ad essere la bambina dolce, generosa e pronta ad aiutare i più deboli come nel romanzo, ma mostra una determinazione e una forza di volontà che ne fanno un personaggio indimenticabile. Adoro Sara per la sua immaginazione e per il potere che da essa ricava: anche a costo di scontrarsi con la drammaticità della vita reale, Sara non rinuncia a quella parte di sé che le offre speranza per il futuro, anzi persiste testarda a vivere secondo il suo modo di vedere e pensare. 173Il fatto, poi, di considerarsi una principessa al di là delle apparenze va interpretato come il segno di non volersi arrendere, ma di continuare ad avere rispetto per se stessa, nonostante la situazione avversa, e fiducia nelle proprie forze. Ogni donna è una principessa perché ogni donna ha una dignità merita che venga riconosciuta la sua forza.

Nel romanzo si metteva maggiormente in luce la bontà e la disponibilità della protagonista, nella tradizione del romanzo ottocentesco per l’infanzia che proponeva modelli di comportamento che rasentavano la santità: il che è apprezzabile, ma a volte risulta un po’ pesante. Anche per questa ragione preferisco  il film.

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Ma il motivo principale che per me segna la supremazia del film sul libro è il finale: questa è una della rare volte che sono lieta che il finale sia stato cambiato. Scusate, sono costretta a fare qualche spoiler, ma è necessario. Al di là del lieto fine, che –lo avrete ormai capito- tendo a prediligere-, nella versione cinematografica c’è un maggiore coinvolgimento emotivo. 1408391103608La scena del “riconoscimento”, se così si può dire, mi fa commuovere ogni volta e, purtroppo, nel libro manca questa componente più drammatica.  Vero e proprio climax di azioni ed emozioni, che si conclude sotto una pioggia catartica. Bello, bello, bello.

Consiglio il film (quello del 1995) a tutte le principesse, grandi o piccole che siano!

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17 thoughts on “La piccola principessa

      1. Il giardino segreto nella narrazione iniziale è molto lento e forse non prende subito ma il finale è bellissimo e vale la pena di leggerlo *^*
        Non ho visto il cartone ma ho visto il film ^^

        Ps. Ma sei tu nel gruppo su fb delle sorelle Bronte? Scusa la domanda invadente ^^” ma penso che tu abbia risposto alla mia domanda e non ho potuto trattenermi dal chiedere xD

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  1. Ciao Chiara! Tempo fa, in ebook ho letto il libro di cui parli, ed anche Il giardino segreto. Ad ogni modo, per restare in tema con il titolo da te citato, quando ero piccolo ne era stata fatta una versione a cartoni animati, che però era stata chiamata “Lovely Sara”. Buona serata. 🙂

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  2. Non ho visto il film, ma da bambina avevo letto il romanzo, immagino in edizione ridotta come usava anni fa. Quello che mi piaceva era la capacità di Sara (divenuta povera) di immaginare un mondo diverso e bello e buono “sopra” alla sua realtà triste e grigia. Come per esempio quando il fornaio (o la fornaia) le regalava un panino lei immaginava ad ogni morso un diverso cibo gustoso e particolare.
    Per la caratterizzazione dei personaggi, in effetti, “vincono i cliché”, a mio avviso.

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