Dalla carta allo schermo

Norwegian Wood [parte II]

[parte I]

11162639_oriVi avviso, se non avete ancora letto il libro, questo post potrebbe contenere spoiler. Ci tengo ad avvertirvi, perché mi dispiacerebbe rovinarvi la lettura di un libro così bello: per questo motivo troverete alcune frasi comprese tra asterischi, da non leggere se volete evitarvi anticipazioni sulla trama. Dopo avervi dato questo avvertimento, vi do anche un consiglio. Non fate quello che ho fatto io, cioè non guardate questo film due-tre giorni dopo aver finito di leggere il libro (ma credo valga per qualsiasi film tratto da un romanzo). Avevo ancora tutto in mente, tutto chiarissimo nella mia memoria, e guardare i tagli e gli stravolgimenti è stata una tortura.

In questo momento non saprei neanche dire se il film mi sia piaciuto o meno, perché non posso fare a meno di chiedermi due cose: primo, come è possibile fare un film di più di due ore tagliando così tante scene dal libro (alcune di queste erano tra le mie preferite, *per esempio il primo bacio tra Watanabe e Midori, quando sono seduti sul tetto della casa della ragazza a guardare un incendio scoppiato poco prima a qualche casa di distanza*); secondo, non oso immaginare cosa possa aver capito chi ha guardato il film senza prima aver letto il libro.

Ken'ichi Matsuyama nei panni di Watanabe
Ken’ichi Matsuyama nei panni di Watanabe

Non voglio fare la criticona: sono la prima a dire che non bisogna giudicare un film in base alla sua fedeltà al romanzo da cui è stato tratto. Ma, come ho già detto, ho fatto l’errore di guardarlo dopo aver finito il libro da pochi giorni, quindi fare confronti era inevitabile. Ciò che mi turba davvero, è immaginare lo spettatore che va a guardarsi questo film senza sapere nulla della storia, perché mancano talmente tante cose che, secondo me, questo ipotetico individuo non ci capirebbe proprio nulla. Norwegian Wood è un romanzo profondamente intimo, pieno di riflessioni e di quelle frasi semplici ma fortissime che ti fanno dire: ma allora è così che va la vita! Non avevo capito niente di come funziona il mondo fino ad ora! Tutto ciò viene completamente perso nella trasposizione cinematografica. Ma è un po’ inevitabile, probabilmente: o riempi il film di monologhi oppure tralasci qualcosa. L’atmosfera, invece, così come il ritmo, sono quelli giusti: ci sono sia la lentezza che la malinconia caratteristiche di questo romanzo.

Watanabe e Naoko (Rinko Kikuchi)
Watanabe e Naoko (Rinko Kikuchi)

L’attore che interpreta Watanabe, Ken’ichi Matsuyama, lo ha reso piuttosto bene: la sua apatia e la sua indolenza traspaiono ad ogni scena. Anche l’interprete di Naoko, Rinko Kikuchi, mi ha soddisfatta. Sono rimasta molto delusa, invece, per il personaggio di Midori: non perché non mi sia piaciuta la scelta dell’attrice, Kiko Mizuhara (anche se il taglio di capelli, che assume una certa importanza nella narrazione, non è quello giusto).

Kiko Mizuhara è Midori
Kiko Mizuhara è Midori

Ciò che non mi è piaciuto è il fatto che l’esuberanza, l’eccentricità del personaggio, il mio preferito in assoluto, non viene per nulla messa in evidenza, anzi. Uno degli aspetti a mio parere più importanti è il contrasto tra la vitalità di Midori e il profondo senso di morte e disperazione che accompagna Naoko: questo aspetto non emerge nel film, perché tra i due personaggi non si nota tutta quella differenza che è al contrario lampante nel libro. *Il momento in cui Watanabe e Midori vanno insieme a vedere un film porno è stato tagliato, così come si fa solo un accenno alla commovente visita all’ospedale, durante la quale emerge la sensibilità viva e pulsante che si nasconde dietro l’aspetto eccentrico della ragazza.* Secondo me, l’errore è stato appiattire il tutto, dare all’insieme dei personaggi un’uniformità che non dovrebbero avere.

Infatti, anche il personaggio di Reiko mi ha lasciata interdetta. Qui hanno sbagliato proprio tutto: da come Murakami la descrive nel romanzo, la compagna di stanza di Naoko appare come una donna mascolina, con un viso pieno di rughe che mostrano le sofferenze che ha dovuto sopportare, ma che le si addicono alla perfezione.

Reika Kirishima è Reiko
Reika Kirishima è Reiko

L’attrice, Reika Kirishima, non rispecchia per nulla questa descrizione. Inoltre, Reiko, durante le visite di Watanabe alla clinica, gli racconta la sua vita, e in particolare si sofferma sull’episodio che l’ha portata a vivere lì sette anni prima: di tutto ciò, nessuna traccia. La storia di Reiko è tragicamente emozionante, è un peccato che non se ne faccia neanche un accenno.

Scrivendo questo post, sono ancora più convinta che questo film sia da considerare come creatura a sé rispetto al libro, perché sono davvero troppe le scene tagliate. Dovrei avere l’opinione di qualcuno che l’ha visto senza aver letto il libro, ma non penso ci sia qualcuno che l’abbia fatto. Sicuramente è stato interessante guardare un film giapponese: guardo spesso gli anime, ma è la prima volta che guardo un lungometraggio interamente realizzato in Giappone. Fa sempre bene gettare uno sguardo su qualcosa che non si conosce. A chi ha letto il libro (da tempo sufficiente per essersi dimenticato qualcosa però) consiglio la visione del film proprio per questo motivo: per farsi un’idea di un film diverso da quelli a cui siamo abituati. È stata un’esperienza in ogni caso interessante. A chi deve ancora leggere il libro, consiglio prima di tutto la lettura.

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7 thoughts on “Norwegian Wood [parte II]

  1. Solitamente non so deve vedere la fedeltà delle scene perché essendo due mezzi differenti usano linguaggi differenti, ma la fedeltà del messaggio e volendo dei personaggi. C’è poi da chiedersi se tutti i libri debbano, o possano, essere trasposti su pellicola.

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    1. La penso esattamente come te, ma il mio dilemma era: se uno non ha letto il libro, percepisce le stesse cose? Secondo me, per come è fatto il film, no. È un libro molto complesso da trasformare in film, senza dubbio: forse il problema è proprio questo.

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        1. Guarda, come ho scritto nel post, avevo il libro troppo fresco in mente per rendermi conto di cosa davvero trasmettesse il film. Dovrei riguardarlo fra un bel po’ di tempo. Comunque il film è sicuramente fatto bene, è solo tanto tanto diverso dal libro.

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          1. Allora bisogna aspettare il momento giusto.
            Io non lo guarderò perché prima voglio leggere il libro, come consigli tu e probabilmente non sentirò la necessità di guardarne la trasposizione cinematografica.

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