Racconti

Le zucche del destino

Questo racconto partecipa alla terza sfida del circolo di scrittura creativa Raynor’s Hall, a tema zucche. Ringrazio la mia sorellina per l’immagine!

IMG_0782

Quello che sarebbe uscito dalla zucca poteva cambiarti la vita. In un mondo in cui il tuo destino è determinato da una scelta altrui, non puoi che sentirti impotente. Eppure, in qualche modo, gli abitanti di quell’universo strano e fantastico erano sereni, determinati a portare avanti una tradizione che li aiutava a regolare la vita della società. Tutto grazie alla magia.

A ogni abitante, alla nascita, veniva assegnata una piccola zucca, che esalava dalla terra nello stesso istante in cui il suo proprietario prendeva la prima boccata di ossigeno nel mondo esterno. Ogni zucca era particolare e speciale, perché rifletteva in tutto e per tutto il suo possessore. Allo stesso modo, essa era la custode del suo destino: a diciotto anni si sarebbe aperta, rivelando il posto assegnato a chi era nato con lei. I bambini trattavano la loro zucca con venerazione, consapevoli del suo valore in qualche modo sacro, ma anche come un gioco. Una volta entrati nell’adolescenza, invece, l’atteggiamento nei confronti della propria zucca cominciava lentamente a cambiare. C’era chi la odiava, pensando che fosse intollerabile che la propria vita dovesse essere decisa da un ortaggio, se pur nato e cresciuto grazie alla magia. C’era chi la temeva, chi aspettava con ansia di compiere diciotto anni. Nessuno le era indifferente. Si creavano gruppi di amici in base all’aspetto esterno della zucca, che poteva essere rivelatore del suo contenuto, ma poteva anche ingannare.

Il ruolo più ambito era quello di guardiano celeste. Si poteva essere assegnati al turno di giorno, nel qual caso il guardiano aveva il compito di controllare il sole, le nuvole, il colore del cielo, le direzioni degli arcobaleni. Altrimenti c’era il turno di notte, durante il quale il guardiano volgeva gli occhi alle stelle, alla luna, alle meteore. Erano entrambi lavori ben remunerati, perché complessi e faticosi, e inevitabilmente tutti i ragazzi desideravano finire in quel settore. Le alternative erano tantissime: nutritore (terrestre, animale o umano), plasmatore dei liquidi, mastro fabbricatore, luminare, magister, alchimista, poeta, impaginatore, e tanti altri ruoli che andavano a completare il quadro della società.

Il sogno di Alice era sempre stato quello di movimentatrice: il suo compito sarebbe stato quello di educare i bambini al movimento, facendoli correre, giocare ma soprattutto danzare. Aveva un’attitudine speciale verso la danza, che la faceva sognare e la faceva stare bene. Eppure, era molto dubbiosa riguardo al suo futuro. La sua zucca era di un colore molto triste: bianco pallido con sfumature grigie. Non era luminosa, non era appariscente, non aveva niente di speciale, se non il suo essere anonima. Da sempre, il colore della sua zucca l’aveva resa un’esclusa. Pochi coetanei avevano accettato di avere a che fare con una ragazza la cui zucca fosse così misera e desolante, quando le loro variavano dall’arancione brillante al color oro sfavillante. Il ragazzo più popolare della scuola, e della classe di Alice, possedeva una zucca di un blu accecante, così luminoso e potente da stancare gli occhi. Si chiamava Grayson, e tutti erano convinti che sarebbe diventato guardiano notturno, così come la sua ragazza, Isabella, la cui zucca pareva placcata del platino più prezioso, era probabilmente destinata a diventare guardiana diurna.

Alice non invidiava Grayson e Isabella, perché non aveva mai sperato di diventare guardiana. Era un ruolo così desiderato perché in grado di metterti in contatto diretto con la volta celeste. Più che un lavoro era un impegno spirituale, che ti trascinava in una dimensione extraterrestre e ti mostrava il mondo da prospettive inaspettate, stupendoti ogni giorno e alleggerendo la tua anima. L’umiltà di Alice, e la sua bassa considerazione di se stessa, le avevano impedito di nutrire ambizioni così alte. Così, con gli anni, aveva deciso che la sua strada fosse quella di movimentatrice.

A gennaio dell’anno in cui Alice, Grayson e Isabella avrebbero compiuto diciotto anni, cominciarono le assegnazioni. Alice era nata il 31 dicembre: sarebbe stata l’ultima. Nessuno poteva prevedere che cosa sarebbe diventato, perché tutti sapevano che il colore della zucca poteva essere illusorio e perché il procedimento a esclusione non funzionava. Non è detto che ogni anno tutti i ruoli debbano essere assegnati, così come capita spesso che venga assegnato lo stesso ruolo più volte. Così, anche se molti si erano creati le loro aspettative, per ognuno di loro l’apertura della zucca era una sorpresa.

Il primo fu Tom, nato il 13 di gennaio. La sua zucca era verde smeraldo, con sfumature arancioni; non diventò quello che si era aspettato, ma fu comunque contento del suo nuovo ruolo di magister. Quando la sua zucca si aprì, una toga di seta finissima fuoriuscì attraversando un vortice arancione e posandosi sulle sue spalle come un mantello. Si susseguirono varie aperture, fino ad arrivare a novembre. Il 25 di quel mese era il compleanno di Grayson, ma anche di Isabella. Le loro zucche si aprirono insieme, davanti a una folla di amici e conoscenti. Erano convinti di diventare guardiani entrambi, ma solo per Isabella si avverarono le aspettative. Un fascio di luce bianca la investì, accecandola ma lasciandola luminosa e felice. Pareva emanare luce propria. Grayson invece diventò indagatore sottomarino. La sua delusione fu tale che se ne andò infuriato, sbattendo la sua zucca ormai aperta sul pavimento, con un gesto quasi sacrilego.

Il 31 dicembre, mentre tutti si preparavano a festeggiare capodanno, la zucca di Alice si aprì in camera sua. Era sola. Seduta sul letto, aspettava che dalla sua zucca uscissero gli abiti da movimentatrice. Era serena. Ma Alice, quella notte, non diventò una movimentatrice: dalla sua zucca si riversò una cascata di stelle luminosissime, che la avvolsero come una sciarpa allo stesso tempo morbida, liquida e fredda. Il soffitto della sua cameretta sparì, sostituito dallo spettacolo della volta celeste. La luce della luna la investì, i suoi occhi cambiarono colore, diventando di un azzurro chiarissimo e trasparente. Nessuno assistette alla sua trasformazione, ma Alice non aveva bisogno di spiegazioni. Capì che, contro ogni aspettativa, era diventata una guardiana notturna.

Annunci

21 thoughts on “Le zucche del destino

  1. Ora che sono a casa, finalmente posso commentare il tuo racconto.
    Allora, in primis ti dico subito che mi è piaciuto molto, l’ho trovato molto carino e scorrevole, bella l’idea della zucca che determina la tua collocazione nella società, mi ha ricordato un pò il cappello parlante di Harry Potter che decretava a quale casata dovevano appartenere i bambini appena arrivati al castello.
    Delicato e ben scritto.
    Voto: 5/5

    Liked by 1 persona

  2. Tocca a me! L’ho letto e adorato! Mi piace la descrizione così nubolosa di questo mondo magico, c’è tutto l’essenzioale senzxa essere troppo poco o troppo nel senso opposto; anche la scelta del proprio futuro in base a una magia è un’idea che sta molto bene con il contesto, non stride.
    L’unica cosa che avrei cambiato è che, essendo una zucca, io le avrei fatte aprire ad Halloween.
    E non il giorno del compleanno. Giusto per rimarcare l’effetto magico della zucca e mantenere un aspetto più magico al tutto.
    è davvero l’unica critica che ti posso fare, 4/5

    Liked by 1 persona

    1. La scelta del giorno del compleanno è molto semplice: la zucca nasce lo stesso giorno di ogni persona a cui è assegnata, quindi deve avere anche lei 18 anni, così come il ragazzo o la ragazza che va incontro al proprio destino. In più, dato che ciò che esce dalla zucca è così personale e specifico, farle aprire tutte nello stesso giorno renderebbe l’evento molto meno privato e personale 🙂 Grazie del tuo commento!

      Liked by 2 people

  3. Ciao, anch’io al voto: 4/5
    Commenti: il tuo stile è quello che ho preferito tra tutti i partecipanti. Le frasi sono ben costruite e la lettura è molto piacevole. Il contenuto della trama è originale, rispecchia una buona struttura, c’è il colpo di scena finale. E’ il sunto di una storia bella. Complimenti!

    Liked by 2 people

    1. Hai ragione, era abbastanza prevedibile il colpo di scena, purtroppo non sono riuscita a creare più suspense, o più dubbi.. me ne sono resa conto dopo averlo finito, ma non mi sembrava il caso di riscriverlo da capo 🙂 Lo terrò a mente per i prossimi racconti! Grazie per il tuo commento 🙂

      Liked by 2 people

    1. Grazie del commento 🙂 Sì è vero, non possono sempre far avverare i loro sogni, ma proprio per questo è più realistico. Io amo molto i fantasy, ma spesso mi arrabbio perché ai protagonisti va tutto bene, tutto perfetto. E allora ho voluto inserire un elemento di disturbo, pur mantenendo un lieto fine 🙂

      Liked by 2 people

  4. Ciao ^^ Finalmente riesco a passare per leggere la tua storia!
    Una storia semplice forse prevedibile ma molto piacevole ^^
    Mi è piaciuto il significato, l’ambientazione e lo stile usato. Non amo particolarmente la predestinazione (chiamiamola così xD) ognuno dovrebbe essere libero di esprimere il proprio desiderio (e magari non riuscirci! Ehm sono pessimista e sadica)
    Per me 4/5 ^^

    Liked by 2 people

  5. [scusa il ritardo sigh]
    Carino ed originale, le zucche al posto dei Daimon 🙂
    Ci sono alcune revisioni da fare e frasi da aggiustare, ma mi è molto piaciuta, quindi passerei a darti 4,5/5
    Anche a te do il consiglio di creare qualcosa di più grande da questa piccola, grande idea! Tuttavia, a parer mio, non farla diventare una guardiana, crea per lei una categoria unica e leggendaria, ruotando la tua storia intorno a questo evento!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...