Recensioni

The Queen of the Tearling

Da quando è stato pubblicato in Italia qualche mese fa, The Queen of the Tearling mi ha mandata leggermente in crisi. Fin dal primo istante, sono stata catturata dalla copertina e dall’aspetto del volume, che ricorda un manoscritto antico, impreziosito dalle scritte dorate e dalle pagine che sembrano pergamene: insomma, un gioiellino. Eppure, la sensazione che gli editori avessero puntato molto sull’aspetto esteriore del libro per supplire la carenza di contenuti non mi abbandonava. E facendo un discorso molto terra terra, il prezzo non era così conveniente da indurmi a rischiare con un acquisto che poteva rivelarsi una delusione.

Di conseguenza, ho colto al volo l’occasione quando un mio animato mi ha detto che lui lo aveva comprato e che me lo poteva prestare. Detto fatto: in pochi giorni ho divorato il romanzo e sono contenta di aver avuto la possibilità di leggerlo. Protagonista del romanzo è la diciannovenne Kelsea, erede al trono del Regno dei Tearling: fin da quando era una piccolissima è stata cresciuta da una coppia fedele alla corona in un cottage sperduto nei boschi affinché fosse al sicuro dalle minacce al trono, le stesse che avevano condotto alla morte la madre di Kelsea, la regina Elyssa. La ragazza è cresciuta consapevole del proprio ruolo, ma completamente all’oscuro della vita della madre o della politica del Reggente, suo zio Thomas. Ecco perché, quando arrivano le guardie della regina per scortarla alla fortezza per essere incoronata Regina dei Tearling, ora che ha raggiunto i diciannove anni, Kelsea si trova spiazzata nello scoprire che la madre, da lei idealizzata fin da bambina, era una donna superficiale e codarda, cieca di fronte ai bisogni dei sudditi.

Citazione-2-le-tazzine-di-yokoForte dell’educazione ricevuta dalla famiglia adottiva, nonostante la sua giovane età, Kelsea è decisa a diventare una sovrana che governa secondo giustizia, spinta solo dai più alti ideali. Non esita, quindi, a rompere la tregua con la Regina Rossa, interrompendo il traffico di schiavi che partiva dal suo regno per arrivare in quello della nemica. Naturalmente, le sue azioni si rivelano molto scomode per molte persone, a partire dallo zio: i numerosi attentati alla vita della ragazza saranno sventati grazie alle sue guardie e soprattutto grazie ai due gioielli magici che le appartengono. Per Kelsea non è facile abituarsi alla nuova vita da regina, specialmente quando la sua vita è continuamente minacciata e non si è mai certi di chi ci si possa fidare.

Ho parecchie cose da dire su questo libro, quindi procedo con ordine. Iniziamo dai personaggi. Kelsea mi piace: è bruttina, è giovane, ha paura, ma sa quello che è giusto e agisce di conseguenza. È consapevole dei pericoli che la circondano e sa di non essere sempre all’altezza; nonostante ciò, non si tira indietro di fronte al proprio dovere,11709240_732660303529327_1140512868444405500_n ma si comporta come dovrebbe fare una vera regina. Il suo desiderio è dimostrare al suo popolo di essere un persona diversa dalla madre, una persona che desidera il meglio per gli altri e non prende decisioni solo il base al proprio tornaconto. È anche una ragazza spontanea e sincera, con una cotta per il misterioso signore dei ladri che le ha risparmiato la vita. Un grande pregio della scrittrice, Erika Johansen, è quello di saper descrivere eventi e situazioni con grande realismo, senza cadere nei cliché narrativi. Cerco di spiegarmi meglio: le reazioni di Kelsea sono sempre spontanee e risultano semplicemente naturali agli occhi dei lettori, non sembrano essere incastrate in qualche cornice narrativa basata su luoghi comuni. Il testo scorre fluentemente, sia dal punto di vista stilistico sia dal punto di vista dell’intreccio.

Ho molto apprezzato, infatti, l’alternarsi dei punti di vista. La maggior parte della racconto, sempre in terza persona, si focalizza sulle vicende della giovane protagonista, come è naturale. A volte, però, la narrazione si sposta su altri personaggi come Fetch, il ladro, o la guardia Javel o ancora la Regina Rossa. Il cambiamento di prospettiva si rivela utile al lettore che riesce a conoscere molti più aspetti dell’intera vicenda, lasciando coinvolgere da una trama ricca di segreti.

E ora passiamo all’ambientazione. Perché mi rendo conto che dalla descrizione che vi ho fatto fino a questo momento, The Queen of the Tearling sembra essere un romanzo che si avvicina la genere di Game of Thrones, ad esempio. E così sarebbe se non per un piccolo particolare. Nel corso della lettura si capisce che il regno dei Tearling è stato fondato da William Tear su un’isola apparsa all’improvviso sulla Terra. Quindi siamo nel mondo reale, in un futuro talmente futuro che si è trasformato in un mondo medievale. Non deve stupire, quindi, che quando Kelsea parli dei suoi amati libri citi Shakespeare, i fratelli Grimm o la Rowling: il che crea un effetto di straniamento, lo ammetto. tumblr_nc4oglCcBu1rozrego4_1280Il nuovo regno fondato da William Tear, dopo il cosiddetto “Passaggio” (le cui dinamiche non sono esplicitamente descritte), nasce da un desiderio di creare una società nuova, pura e libera, sull’onda dell’ American Dream.
Leggendo del Passaggio, non si può evitare di pensare ai Padri Pellegrini giunti nel Seicento in America. E Kelsea si fa portavoce di questi desideri di giustizia, uguaglianza e libertà, cercando di essere la sovrana ideale. La stessa autrice ha ammesso di aver creato la sua protagonista dopo aver ascoltato un discorso di Obama: ispirata dai grandi ideali, ha dato vita a un’eroina che potesse far rivivere i grandi valori che possono ispirare l’umanità.

Il desiderio di giustizia della protagonista non sconfina mai nel moralismo: è giovane e ha tutto il diritto di essere idealista e vivere nell’illusione di potercela fare. Si scontra con uomini più esperti e forse più realisti, come il fedele Lazarus, ma la certezza di agire per il meglio le garantisce la determinazione necessaria per continuare a credere nei propri valori e nella linea di condotta adottata.

Primo volume di una trilogia, Emma_3The Queen of the Tearling è una lettura appassionante, originale- pur rientrando in un genere conosciuto (il fantasy-distopico)- e con personaggi ben caratterizzati. Insomma, se vi piace il genere, vi consiglio caldamente questo libro, anche per tutte le riflessioni che fa nascere nel lettore: cosa significa governare, la differenza tra coraggio e codardia, la schiavitù, il sacrificio…
So che faranno un film e che Emma Watson è stata scelta per interpretare Kelsea: io ne sono felice, perché è un’attrice che mi piace molto, ma non credo sia la più adatta a dare il volto all’anonima, paffutella regina dei Tearling. Emma Watson bruttina e sovrappeso? Magari solo con la pozione Polisucco!

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10 thoughts on “The Queen of the Tearling

  1. Sono felice di aver letto questa recensione, perché da un po’ volevo leggerlo questo romanzo, ma sono un po’ titubante per il fatto che mi sembra simili per certi versi al romanzo che sto scrivendo io e queste cose mi mandano in bestia. 😀
    Il mio timore è che leggendolo possa contagiare la mia storia o ancor peggio che qualcuno dica che ho preso ispirazione.
    Eppure con questa recensione penso di essermi convinta. Nonostante il principale punto di vista femminile penso proprio che lo leggerò.
    Ti ringrazio ^^

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