Recensioni

“Jane la bruttina” di M.C. Beaton

Nel nuovo ordine di libri arrivati in biblioteca c’era anche questo romanzo di M.C. Beaton, Jane la bruttina, pubblicato dalla casa editrice Astoria nel 2014. Conoscevo già l’autrice per la serie di gialli che hanno come protagonista Agatha Raisin ( di cui vi avevo già parlato in questo articolo): apprezzavo molto lo stile fresco e la trama ben costruita, nella tradizione del giallo inglese di Agatha Christie.

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Il romanzo di cui vi parlo oggi, invece, non è la storia di un’indagine su qualche crimine (o, meglio dire, non è il tema principale). La vicenda è ambientata nella Londra del  1808 e ha come protagonista la timida Jane Hart: vissuta da sempre all’ombra della splendida Eugenia, la sorella maggiore, Jane nasconde una grande intelligenza, curiosità e una gentilezza non comuni. Sfortunatamente, la madre non riesce a vedere queste sue doti, ma preferisce investire sull’altra figlia, certa che sarà l’unica a contrarre un matrimonio vantaggioso; donna assai avara, Lady Hart è quasi tentata di lasciare a casa la figlia minore mentre accompagna Eugenia per il suo debutto durante la Stagione a Londra. Fortunatamente cambia idea e all’improvviso Jane riacquista vitalità: per la prima ha la possibilità di andare nella Capitale, dove vive l’uomo che l’ha conquistata fin da quando era una bambina di dieci anni, Lord Tregarthan.

La casa affittata dalla famiglia Hart, il numero 67 di Clarges Street, è abitato da un gruppo di domestici assai bizzarro, ma molto unito. Saranno proprio loro, guidati dal maggiordomo Rainbird, ad aiutare Jane ad emergere a realizzare il proprio sogno, andando contro le malelingue che considerano sfortunato il numero 67 di Clarges Street.

Era proprio lì che il nono duca si era impiccato. L’anno dopo, la prima famiglia che aveva affittato la casa per la Stagione aveva perso tutte le sue fortune nel gioco d’azzardo del figlio; la famiglia successiva aveva perso invece la vita della bella figlia Clara. Il terzo inquilino, un gentiluomo scozzese, Mr Roderick Sinclair, e la sua pupilla, Fiona, che aveva fatto passare per propria figlia, erano stati generosi con il personale; sembrava che finalmente la fortuna fosse tornata ad arridere alla casa. Ma Fiona Sinclair aveva sposato il conte di Harrington ed era partita per la luna di miele. I due erano partiti senza lasciare traccia, e si temeva fossero morti.

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È proprio il mistero che aleggia intorno alla morte di Clara, trovata morta in un parco, ma senza alcun segno che potesse indicare la causa del decesso, a stuzzicare la curiosità di Jane, determinata a scoprire la verità sulla giovane donna. Questa ricerca avvicina Jane al suo amato Lord Tregarthan, che però non si rivela l’eroe che aveva idealizzato fin da bambina. È davvero interessante osservare il modo in cui interagiscono i due, lei innamorata e un po’ delusa, lui intrigato, ma non incline al corteggiamento. La loro non è una una storia d’amore che inizia con un colpo di fulmine, ma deriva da una conoscenza graduale, sicuramente incoraggiata dal mistero da risolvere.{9F23C6F6-FDEC-4FE0-9CE1-BB06B861CA46}Img400

Jane diventa l’eroina comune, in cui molte potrebbero riconoscersi: non è bella, insegue un sogno che si rivela un’illusione, ma trova la forza di non arrendersi, decisa a conquistarsi il suo pezzetto di felicità. Mi è piaciuto anche il personaggio di Lord Tregarthan, benché non l’autrice non si sia soffermata molto sulla sua descrizione psicologica: eppure il suo carattere emerge dalle sue azioni e dalle sue parole, che delineano un giovane uomo simpatico, gentile e segretamente coraggioso.

I domestici formano una vivace comitiva, legata da grande affetto, ma con tutti i problemi che si possono trovare tra coinquilini: a volte le loro reazioni sono così esagerate da far credere al lettore di assistere ad una commedia teatrale. Una sensazione simile a quella che provo leggendo i romanzi di Georgette Heyer: che coincidenza, poi, che sia la Heyer sia la Beaton abbiano scritto o gialli o romanzi di ambientazione Regency!

Jane la bruttina fa parte di una serie di romanzi che compongono la serie “67 Clarges Street”: credo proprio che leggerò anche gli altri.

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