Recensioni

“Villette” di Charlotte Brontë

villette-light-672x1024Ho iniziato a leggere Villette di Charlotte Brontë con una strana trepidazione, fatta di grandi aspettative, ma anche di cautela. Aspettative perché, come credo tutti coloro che iniziano questo romanzo, ho amato profondamente Jane Eyre. Pur avendo studiato abbastanza bene la letteratura inglese al liceo (all’università ho fatto meglio quella americana), praticamente ignoravo che Charlotte avesse scritto altro oltre al suo romanzo più famoso. Negli ultimi tempi, con le nuove elegantissime edizioni di Fazi, stanno venendo alla luce numerosi classici dimenticati da tempo, e so che vi unirete a me nel ringraziare calorosamente l’operato di questa casa editrice. In ogni caso, ogni volta che mi accingo a leggere un libro di un autore o autrice di cui ho già letto qualcosa, e avendolo adorato, ho sempre un po’ l’ansia, perché il mostro della delusione è spesso dietro l’angolo. Per questo motivo ho intrapreso la lettura con molta cautela, cercando di fare meno paragoni possibili con Jane Eyre.

Un primo appunto lo devo fare all’introduzione, che alla fine non ho neanche letto per intero, per il semplice motivo che la prima riga già svela il finale del libro, al che mi sono parecchio irritata. Dunque, non siamo di fronte a un romanzo le cui vicende sono universalmente conosciute, anzi. Spesso succede di trovare introduzioni di questo tipo (di quello che sviscerano la trama, anticipandone molti aspetti) quando si legge un classico: ma qui, secondo me, rivelare il finale è poco corretto, perché gli unici che sanno come finisce la storia di Lucy sono quelli che l’hanno letta. Quindi, alla fine, l’introduzione non l’ho neanche letta, più che altro per ripicca; comportamento forse infantile, lo so, ma mi sono davvero molto innervosita a quella prima riga, e non ho potuto fare altrimenti.

L’aspetto del romanzo che più mi ha stupito è senza dubbio la protagonista, nonché voce narrante. Come già avevo anticipato nel mio WWW Wednesday, mi è risultata volentieri antipatica. Anzi, più che antipatica, l’ho trovata davvero snervante. Ciò che mi ha dato più fastidio del personaggio di Lucy Snowe è la sua totale remissività, il suo essere passiva, l’autocommiserazione e la scarsa fiducia in se stessi. Più di una volta dice: so di essere poco intelligente, so di non essere bella, so di non avere molte qualità, conosco i miei limiti, etc. Se me la fossi trovata davanti, l’avrei presa per le spalle e l’avrei scrollata, probabilmente urlandole in faccia: “Datti una svegliata!”. Lo so, detto così sembra poco poetico, ma giuro che l’ho pensato mille volte mentre leggevo Villette.

8d2059c3271f7a64329208090eb157d1Ora, è vero che non tutti i romanzi devono rappresentare persone eccezionali, fuori dagli schemi, incredibili e dotate di super poteri. A volte, in un libro, è piacevole ritrovare un personaggio al nostro livello, anche mediocre, in ogni caso normale. Fin qui, tutti d’accordo; infatti, ciò che non mi piace di Lucy non è il suo essere una persona normale. Ciò che mi dà così fastidio e il suo svilirsi continuo, la sua incapacità di reagire di fronte alla prepotenza, il suo privarsi da sola delle cose belle senza combattere per averle.

In tutto questo, non ho certamente mancato di apprezzare le grandi qualità di scrittura della Brontë, che è stata capace di creare una costellazione di personaggi che funziona perfettamente, in una serie di incastri e combinazioni che danno vita a svolte inaspettate. Uno dei personaggi più sorprendenti è Ginevra, la ragazza incontrata prima sulla nave e poi al pensionato, come allieva. Ginevra è vanitosa, materialista e falsa, ma è anche piena di energia, bellissima, vitale, esuberante. Sembra un vero e proprio folletto, che compare in tutta la sua luminosità solo quando ha voglia di farsi ammirare, e si accascia invece languida e petulante quando non riceve tutte le attenzioni che pretende di meritare. Ha forse più lati negativi che positivi, ma non può non affascinare e stupire il lettore per la sua ambiziosa sfacciataggine. Io l’ho adorata, per il modo in cui scuoteva Lucy dal torpore, per la capacità di irritarla solo con la sua presenza, per il suo affidarsi al mondo con una matura consapevolezza velata da un poco di cinismo, volta ad ottenere a tutti i costi quello che voleva.

Mme Beck, invece, mi ha stupito per il suo rigore scientifico: la direttrice dell’istituto, infatti, è in grado di mantenere l’ordine fra le sue allieve e fra gli insegnanti con una grandissima discrezione, esercitando le sue attività di spionaggio e di controllo senza mai farsi scorgere. E nel caso in cui qualcuno la scopra, può fare affidamento su un notevole sangue freddo per far finta che quello che sta facendo sia in realtà perfettamente legittimo. Mme Beck è un’ombra autorevole e altezzosa, che più volte mette alla prova la pazienza di Lucy, la quale non si scompone mai di fronte alle invasioni del suo spazio personale, con l’atteggiamento remissivo che la caratterizza.

Di Polly, del dottor John e di M. Paul avrei tante cose da dirvi, ma mi dispiacerebbe rovinare la suspense per chi ancora deve leggere questo romanzo. Posso dirvi invece che, in generale, il libro mi è piaciuto, ma (ecco che arriva il momento tanto temuto) non l’ho trovato interessante e coinvolgente quanto Jane Eyre. In alcune parti, in particolare, l’ho trovato prolisso. Non mancano alcuni dei tratti caratteristici delle sorelle Brontë, in particolare l’elemento misterioso, gotico, che dona al racconto un’atmosfera inconfondibile. Ma a tratti la narrazione rallenta e la lettura si fa un po’ difficile.

Ciò che non manca sono di sicuro i momenti memorabili, quelli da citazione, per intenderci. E allora voglio concludere questa recensione così, con una frase che mi ha molto colpito, e che ha l’inconfondibile marchio Brontë appiccicato addosso:

Per sempre, da allora, seppi ciò che io ero per lui; e da quel momento ciò che potevo essere per il resto del mondo cessò d’interessarmi, non era più doloroso.

Annunci

4 thoughts on ““Villette” di Charlotte Brontë

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...