Recensioni

“Hyperversum Next” di Cecilia Randall

Quando qualche mese fa lessi sulla pagina Facebook di Cecilia Randall che a gennaio sarebbe uscito un nuovo capitolo della saga di Hyperversum, rimasi senza parole. Appena mi ripresi, iniziai a contattare i miei zii e il mio migliore amico per condividere con loro la splendida notizia155kjg6 ( se avete letto il mio primo articolo su Hyperversum capirete perché ho subito scritto a loro!). Mi misi immediatamente a fare il conto alla rovescia, pronta a precipitarmi in libreria il primo giorno d’uscita: ahimè, i miei piani sono stati rovinati dalla tesi che sto scrivendo e non mi hanno permesso di recarmi a Torino e girare in libreria. “Ma non potevi ordinarlo e fartelo arrivare a casa?” mi chiederete, e forse a buon diritto. Mi dispiace, ma io amo girare nelle librerie: l’emozione di trovare un romanzo su uno scaffale non sarà mai come quella di trovarlo in una scatola. Sorry, sono fatta così. Ad ogni modo, giovedì sono dovuta andare a Milano per motivi scolastici e in stazione c’era un’enorme Feltrinelli: armata del mio buono regalo, mi sono precipitata alla ricerca di Hyperversum Next,  arrivando con una sola settimana di ritardo.

Ovviamente l’ho divorato! Mi ha fatto compagnia durante la mia mezz’ora di pranzo solitario e poi durante il viaggio di ritorno in treno da Milano a casa mia: sono riuscita a finirlo! È vero che sono piuttosto rapida nella lettura, ma ha contribuito anche il numero di pagine più esiguo rispetto agli altri volumi della serie. Innanzitutto, va detto che Hyperversum Next non è Hyperversum 4: l’autrice l’ha sottolineato più volte; è il suo “vent’anni dopo”. I protagonisti questa volta sono Alexandra, figlia di Daniel e Jodie, e Marc, figlio di Ian e Isabeau.

Siamo a Phoenix, in un futuro prossimo. La liceale Alexandra è arrabbiatissima con il padre che le ha impedito di andare ad una festa per studiare fisica e recuperare l’ennesima insufficienza: per vendicarsi, va nel suo studio per mettergli in disordine tutti i suoi libri scientifici. Ad un certo punto, la usa attenzione viene catturata dal vecchio computer che è su una scrivania; Alex lo accende e vede che vi è installata una vecchia versione del gioco di ruolo Hyperversum, il gioco che ti permette di vivere mille avventure in epoche passate. La sorpresa è grande: ma come, il padre gioca a Hyperversum, ma non condivide la passione di Alex per il fantasy, la storia e le materie letterarie? Sentendosi tradita, la ragazza avvia una partita nuova, ambientata a Clois, nel feudo di Ponthieu, nel 1233: sotto le spoglie di un ladruncolo, inizia la sua avventura, che ben presto diventa fin troppo reale. Improvvisamente, infatti, Alex capisce di trovarsi davvero nella Francia del Medioevo e non ha la più pallida idea di come tornare a casa. A complicare le cose c’è il fatto che Alex è diventata testimone di un omicidio e ha sentito alcune frasi molto pericolose; inseguita da alcuni uomini si imbatte nel giovane Marc de Ponthieu, che la aiuta a mettersi in salvo. Inizia, così, la nuova avventura nel mondo di Hyperversum.

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Con grande commozione ho letto questo romanzo, perché ogni volta che compariva un personaggio della saga precedente era come rivedere un vecchio amico. Complimenti a Cecilia Randall per aver creato due protagonisti indipendenti, con la loro personalità e un modo d’agire tutto loro, senza che risentissero della forte influenza dei vecchi personaggi. Alex è giovane, impetuosa e testarda e, come ogni altra adolescente, si sente incompresa: l’unica persona della famiglia che sembra condividere le sue passioni è lo zio Ian, ma lo vede una volta all’anno, a causa dei suoi impegni accademici. Non sa che il luogo da cui proviene Ian è molto più lontano di quanto pensi… Marc, invece, ha un carattere forte, onesto, ma il suo desiderio di avventura e la sua testardaggine lo portano spesso a mettersi nei guai. Il suo sogno più grande è ricevere l’investitura a cavaliere, per non deludere il padre.

Il rapporto tra Ian e Marc è sicuramente uno degli elementi che ho apprezzato di più: avevo già imparato ad amare Ian nei libri precedenti e vederlo ora, nei panni di padre, è sto molto emozionante, perché gli conferisce una maturità nuova che accresce la profondità del suo personaggio. Marc è il suo degno erede, per quanto spesso si lasci prendere dall’eroismo e allora si assiste molto spesso a scene in cui si dice “No andate avanti voi, io resto qui a fermarli”. Ma a diciotto anni ci si crede davvero invincibili.

Il racconto è avvincente, ci si ritrova coinvolti NC_Wyeth_-_Sir_Nigel_Sustains_England's_Honor.jpgin un susseguirsi di duelli, rapimenti, cospirazioni: la tensione è alta e io non vedevo l’ora di scoprire cosa sarebbe successo nel capitolo successivo. Peccato sia finito troppo presto: mi sarebbe piaciuto che si lasciasse più spazio all’indagine, permettendo di conoscere meglio tutti i nuovi personaggi, come il giovane Michel, Laurent, Elodie, Noelle e Nicolas, insomma la nuova generazione. Forse anche alla storia tra Marc e Alexandra avrei dato più spazio, perché purtroppo la vicenda si svolge in pochi giorni; pochi, ma molto intensi. L’unica pecca è, forse, l’ultimo capitolo: l’ho trovato un po’ frettoloso e quasi surreale, tant’è che credevo si trattasse di un sogno! Ma questa è solo la mia impressione.

Piccolo avvertimento: Hyperversum Next è stato scritto dieci anni fa, prima che venisse pubblicato Hyperversum, quindi Il falco e il leone e Il cavaliere del tempo non esistevano ancora. Quindi non rimanete delusi se non trovate alcun riferimento a Geoffrey Martewall, perché la sua storia doveva ancora nascere nella mente di Cecilia Randall: se, come me, fate parte del Geoffrey fan club, non abbattetevi. Dobbiamo solo sperare che Hyperversum Next abbia un seguito, nel quale si trovino nuovi personaggi, tra i quali magari un giovane Martewall… Appello all’autrice: ti prego, continua a scrivere!

Signori miei, Hyperversum è tornato. E noi lo amiamo!!!

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