Reading The Riddle

Reading the Riddle #6

reading the riddle

In questa domenica di follia (almeno per me: è dalle nove di questa mattina che lavoro alla tesi), ho pensato di allietare voi e me con un nuovo indovinello letterario.

Un breve riassunto delle regole:

vi forniamo tre indizi, ovvero un estratto dalla parte iniziale, uno da quella centrale, e uno dalla parte finale. Verranno evitati i nomi dei personaggi principali, sostituiti da asterischi, mentre i nomi dei luoghi verranno generalmente mantenuti, a meno che non si tratti di luoghi di fantasia e che, quindi, rendono immediatamente riconoscibile l’opera.

Questa volta ho scelto un romanzo molto particolare, che amo moltissimo. Per aiutarvi posso dirvi che ne è anche stato tratto un film, che vanta una posizione di rilievo tra i miei preferiti. Quindi, chi lo indovina riceverà la mia stima incondizionata.


Estratto 1:

Mi raccontava degli ultimi bidoni, chi era stato fregato e da chi, e dei vigilantes dei rioni popolari, che col loro isterismo antidroga rompevano le palle a qualunque povero coglione. E poi avanti ancora, a dirmi tutti i fatti suoi, con una gran lagna e tutta una serie di fantasie: voleva rimettersi a posto, lui, e andarsene a vivere in Thailandia, dove le donne sapevano come trattarlo un poverocristo, e dove si poteva stare da re, bastava che uno aveva la pelle bianca e qualche carta che gli frusciava in tasca. Veramente mi dice anche delle cose molto peggio di queste, con il tono cinico dello sfruttatore.


Estratto 2:

Così torna in ballo la mia alienazione dalla società. Il problema è che *** si rifiuta di accettare il mio punto di vista, che non è possibile cambiare la società per migliorarla davvero, e che io non posso cambiare per adattarmi alla società. Questa situazione provoca in me depressione, dicono. Però la depressione provoca anche una mancanza di motivazione. Mi cresce un vuoto dentro.


Estratto 3: 

Non ci voleva un grosso sforzo per capire che a *** gli stava facendo un favore. Gli spiaceva che *** avesse usato i soldi del risarcimento che aveva ricevuto dal tribunale per pagare la sua parte. Lui però era talmente occupato a distruggere se stesso che non ci avrebbe nemmeno fatto caso, se qualcun altro gli dava una mano. Dargli tremila sterline da spendere era la stessa cosa che dargli da bere una bottiglia di varechina. Solo che con la varechina sarebbe morto più in fretta, avrebbe sofferto di meno.

Temo che per qualcuno potrebbe essere persino troppo semplice, ma ho visto questo libro in salotto e ho pensato: ecco il prossimo indovinello! Era un dovere morale per me. Allora, avete capito?

 

 

 

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