Riflessioni

Eco di memoria

Oggi voglio condividere con voi un fatto incredibile che mi è capitato un paio di giorni fa. Avevo appena accompagnato mia sorella a scuola e, dopo aver comprato il pane, stavo tornando a casa, quando mi sono imbattuta in un signore,  che conosco di vista. Come ogni mattina, ci siamo scambiati i soliti convenevoli: “Buongiorno” e “Come sta?”, ma questa volta mi ha domandato se avevo Il nome della rosa di Eco. Io ho risposto di sì, al che lui mi ha chiesto se lo avevo con l’autografo. Sorridendo ho risposto di no. E lui: “Posso regalarglielo?”.

Sono rimasta senza parole. “Sì, grazie” ho risposto. “Ma è sicuro? Lei non vuole tenerlo?”. Le sue parole seguenti mi hanno colpita molto: “Io ormai sono anziano, se regalo il libro a lei è come se continuasse a vivere”. Il signore sa che adoro leggere, quindi mi ha detto che con me il romanzo sarebbe stato in buone mani. In quel momento mi sono sentita un po’ come Belle nel cartone de La Bella e la Bestia, quando riceve in dono dal libraio il suo romanzo preferito: un gesto semplice, ma incredibile nella sua generosità disinteressata.

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Mentre accompagnavo il mio inatteso benefattore a prendere Il nome della rosa nella sua auto, mi sono fatta raccontare la storia di come ne fosse entrato in possesso. Anni addietro stava partecipando ad una fiera di libri antichi, quando alla sua bancarella si è fermato Umberto Eco per comprarne un paio e il nostro venditore, in cambio di uno sconto sul prezzo, si è fatto lasciare una dedica. Appena si apre il libro, infatti, si legge: A P.[1], venditore di libri. Umberto Eco.

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Questo episodio mi ha profondamente colpita per due ragioni. Innanzitutto, perché si è trattato di un gesto incredibilmente generoso, nei confronti di una persona con la quale non si uno stretto rapporto. Sembra che l’egoismo sia diventato la regola di vita ai giorni nostri e quando si scorge della gentilezza in un’azione, questa diventa un dono rarissimo. Quasi più del libro in sé, ho apprezzato il gesto del regalo e il disinteresse che accompagna questo gesto non fa che aumentare il valore del romanzo.

Possedere il libro autografato dall’autore, per chi ama la lettura, equivale a possedere un piccolo tesoro. Ma vi farò una confessione. Non avrei preferito un libro con la dedica a me stessa. Con questo dono mi è stata data la possibilità di raccontare una piccola storia che appartiene alla vita di qualcun altro e tramandarla e condividerla è come darle una nuova vita. Sono le parole di P., ad avermi colpita: il passaggio di un oggetto, con la storia che ha alle spalle, gli garantisce una sorta di immortalità. Ho sempre creduto che i libri fossero veicoli di vita, custodi della memoria e porte verso il futuro. I libro parlano di vita. I libri arricchiscono la vita. I libri sono vita. E come Foscolo ci ha parlato dell’importanza del ricordo che resiste allo scorrere del tempo, allo stesso modo oggi vi invito a non dimenticare. Conservate le storie nelle vostre menti, condividetele con gli altri, fate dono a chi è vicino a voi delle vostre memorie.

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Concludo con una citazione di Umberto Eco, probabilmente una delle più celebri, ma estremamente calzante con la mia riflessione di oggi:

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge, avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro.

[1] Non metto il nome per esteso per una questione di privacy. Anche se nella foto si può leggere, in realtà è piuttosto difficile da decifrare 🙂

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11 thoughts on “Eco di memoria

  1. Fortunatissima! Possiedo un romanzo e una raccolta di poesie regalati a me, con dedica, dalle autrici: non si tratta di nomi famosi o titoli noti, ma ciò non toglie nulla al gesto gentile e generoso e pone i libri in una posizione di riguardo nello scaffale. Anni fa ho conosciuto un venditore di libri vecchi e antichi, col quale chiacchieravo per ore davanti al suo disordinatissimo banco, prima di acquistare qualche libriccino; ora non ne so più nulla, però è uno dei ricordi più felici che conservo. Grazie per il racconto!

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