Serie TV

“The Night Manager”: la serie

Buongiorno! Oggi vi voglio parlare di una miniserie tv inglese tratta dal romanzo Il direttore di notte di John le Carré. Premetto che non ho mai letto il libro, quindi non saprei fare un paragone, ma ho amato la trasposizione televisiva. Devo confessare che i motivi che mi hanno spinta a guardare The Night Manager erano piuttosto superficiali e si possono ridurre a due parole: TOM HIDDLESTON.

tumblr_o31v3guIWj1u5j9sco1_1280L’attore inglese, bello, bravo, elegante e con un accento british che provoca il batticuore, interpreta Jonathan Pine, ex soldato che è diventato il direttore notturno in uno degli hotel più lussuosi de Il Cairo, il Nefertiti. Qui, viene in contatto con Sophie, la splendida amante di Freddie Hamid, un uomo senza scrupoli: la ragazza passa a Jonathan dei documenti che confermano il coinvolgimento di Richard Roper, ricchissimo inglese filantropo, nel traffico di armi. Jonathan riesce a contattare i servizi segreti inglesi, ma una fuga di notizie porta al brutale omicidio di Sophie. Passano gli anni e Jonathan lavora in uno sperduto albergo svizzero, quando una sera arrivano come ospiti Richard Roper (interpretato da un bravissimo Hugh Laurie)e il suo entourage: il desiderio di vendicare Sophie porta Jonathan a ricontattare Angela Burr dei servizi segreti, la quale lo invita ad infiltrarsi nel gruppo di Roper per poterlo smascherare. È un’impresa molto rischiosa, ma Jonathan non si tira indietro e, con molta difficoltà, riesce a conquistare la fiducia di Roper. Il gioco si fa ancora più pericoloso quando si scopre che fra i servizi segreti inglesi sono in molti a non voler fermare Richard Roper equando nasce un’attrazione tra Jonathan e Jed, la compagna di Roper.

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In sei puntate si sviluppa una trama carica di tensione e che affronta un tema brutalmente realistico: c’è chi si diverte a fare la guerra e ne trae grande profitto economico. Richard Roper è un uomo odioso, privo di scrupoli, egoista e malvagio: l’evidente prova della sua corruzione senza limiti è quando porta acqua e cibo in un campo di profughi siriani, servendosi degli stessi camion utilizzati per trasportare le armi da vendere ai signori della guerra. Una scena nauseante: donne e bambini che lo acclamavano quasi fosse un eroe, non sapendo che lui era tra i responsabili delle loro sofferenze. Un’altra parte che costringe lo spettatore a una dura riflessione è quando Roper e i suoi compagni danno una dimostrazione pratica delle armi ai futuri acquirenti: come se fossero al cinema o davanti a un videogioco, questi uomini si divertivano a vedere i modi in cui era possibile uccidere le persone, soprattutto i civili innocenti. Come è possibile trovare gioia nella sofferenza altrui? Non so darmi una risposta, eppure è sempre stato così.

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Un personaggio fortemente positivo in questo scenario quasi privo di speranza è quello dell’agente Angela Burr: una donna incinta che dedica tutta se stessa alla lotta contro Richard Roper. Non ha abbastanza mezzi, sa che ci sono delle spie che lavorano per Roper, ma non le interessa. Lei non si arrende mai, anche se sta per partorire. Dopo aver assistito ad una strage di bambini uccisi dalle armi vendute da Roper ha giurato di non fermarsi finché giustizia non sia stata fatta. Sembra la lotta di una formica contro un leone. E poi la frase che le rivolge Roper quando si congratula per la sua gravidanza: è un bel mondo questo, in cui dare alla luce un bambino. Ma c’è speranza? Sì. Finché ci sono il coraggio e la determinazione di persona e come Angela e Jonathan, non tutto è perduto.

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Tom Hiddleston è meraviglioso nei panni di Jonathan: mantiene una naturale eleganza, una diplomazia, una gentilezza che non può essere scalfita. È disposto a sporcarsi le mani pur di incastrare Roper e suoi alleati. Il rischio di veder saltare la sua copertura aumenta di giorno in giorno, ma questo non lo ferma: non si tratta più solo di vendicare Sophie, ma di salvare Jed e fermare un disumano traffico di armi.

Consiglio questa miniserie a chi ama i thriller ben costruiti, supportati da un cast di valore e che offrano ottimi spunti di riflessione sull’attualità.

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