Recensioni

“Shades” di Maureen Johnson

Per ragioni di lavoro, la famiglia di Rory si trasferisce da Bènouville (vicino New Orléans) inshades Inghilterra. Al suo arrivo a Londra, la diciottenne viene accolta dalla notizia alla radio che quella notte, il 31 agosto, era stato commesso un omicidio seguendo le stesse modalità dal primo delitto commesso da Jack lo Squartatore: cosa c’è di meglio di iniziare l’anno scolastico nella scuola di Wexford, a pochi isolati dalla scena del crimine? Nonostante questa accoglienza inquietante, i primi giorni di Rory a Wexford procedono nella norma (a parte quando si è quasi soffocata con il cibo in mensa), insieme ai suoi nuovi compagni, la sua compagna di stanza Jazza e il simpatico Jerome. A rompere il tranquillo ritmo degli studi sono altri due omicidi, sempre secondo lo stile dello Squartatore e l’ultimo cadavere viene ritrovato proprio davanti alla scuola di Rory: lei quella notte ha visto un uomo, ma la sua credibilità è messa in dubbio dal fatto che Jazza, che era lì con lei, non ha visto proprio nessuno. Chi questo assassino che la polizia non riesce a trovare? Rory è forse impazzita e vede persone che non esistono?

Questa è la trama di Shades, romanzo di Maureen Johnson pubblicato nel 2011. Un romanzo che riesce a mescolare i tipici elementi del racconto gotico, modernizzandolo e ambientandolo nella Londra contemporanea. Per creare un grande impatto, quale miglior scelta di Jack lo Squartatore? Uno dei serial killer più celebri del mondo, soprattutto per l’aura di mistero che lo circonda, non essendo mai stato catturato. In Shades l’autrice cerca di rendere edotto il lettore sulle vicende che avevano sconvolto il quartiere di Whitechapel nel 1888, cercando di attenersi il più possibile ai dati storici: le vittime, le modalità degli omicidi, le reazioni della gente all’epoca e, soprattutto, la carenza di indizi. Una vicenda ricca di fascino e, quindi, adatta ad essere materia di un romanzo che vuole creare un’atmosfera di grande tensione.

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A questo contribuisce sicuramente l’aspetto sovrannaturale: perché Rory ha visto quell’uomo e la sua amica Jazza no? Ammetto che il modo in cui è stato trattato il tema dei fantasmi non mi è risultato né ingenuo né ripetitivo, ma si incastrava bene nella struttura del libro, portandomi addirittura a riflettere in certi momenti, soprattutto quando un fantasma veniva “distrutto”. È da considerarsi un omicidio? E con che diritto posso decidere di eliminare quest’ombra? Rory, che inizialmente non riesce a distinguere i fantasmi dagli umani, è colta da questi stessi dubbi.

insetti-luce-di-candelaLa ragazza si dimostra un personaggio piuttosto ben definito, spiritosa, indipendente, insicura e coraggiosa nello stesso tempo e spaventata da una situazione che si dimostra al di fuori di ogni controllo. Pe riuscire a sopravvivere deve imparare a fidarsi di persona che non conosce, per accettare una realtà talmente assurda da sembrare impossibile: ma è solo accettando l’impossibile che Rory può sperare di fermare questa serie di brutali omicidi.

 

Il sistema dei personaggi funziona, è solido, così come l’intreccio della storia, ma secondo me, il punto di forza è l’atmosfera. Londra, si sa, è lo scenario perfetto per quasi ogni tipo di ambientazione e nel caso di un racconto che mescola il giallo al sovrannaturale, la città è lo sfondo perfetto. Anche la suspense è dosata nella giusta maniera, perché l’autrice alterna momenti di leggerezza (nei quali narra la vita di Rory e dei suoi compagni a Wexford) a momenti di maggiore tensione e ciò garantisce una lettura fluida, che cattura l’attenzione del lettore. Non che Shades sia diventato uno dei miei romanzi preferiti, ma –a mio parere- è una lettura piacevole e intrigante al punto giusto, capace di regalare qualche brivido come dovrebbe fare qualunque buona storia di fantasmi.

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