Riflessioni

L’elemento acquatico in “La ragazza dai capelli di fiamma” di Carolina De Robertis (4 – fine)

Parte 1

Parte 2

Parte 3


Metafore e similitudini acquatiche

Considerata l’importanza che l’elemento acquatico assume all’interno di questo romanzo, l’autrice non poteva fare a meno di sfruttare lo stesso campo semantico per forgiare alcune metafore e similitudini: per esempio, i segreti della mente vengono paragonati a  tesori del mare profondo [De Robertis 2012, 23]; in un altro caso, Perla così racconta delle parole lette nei libri: “Quelle parole ci filtrano nella testa. Colano nei nostri vuoti più segreti e ne prendono la forma, aderendovi perfettamente, come l’acqua [De Robertis 2012, 51]”; parlando del padre: “Aveva le mani lungo i fianchi, con le dita allargate e rigide, come paralizzate, simili a stelle marine stupefatte [De Robertis 2012, 53]”.

Una delle più belle, e più importanti per il significato del romanzo, è questa:

e il Tempo, evidentemente, non è affatto un fiume bensì un oceano che si estende in tutte le direzioni, immenso e disordinato, vorticoso di correnti spiraliformi. Impossibile sapere dove ti trascinerà, o in cosa ti trasformerai durante il viaggio.

[De Robertis 2012, 147]

Il Tempo viene paragonato al vasto oceano, paragone che, soprattutto se messo in antitesi rispetto al fiume, vuole sottolineare sia l’incapacità di vederne contorni e limiti definiti, sia il senso di caos che lo domina. D’altra parte, l’immagine dell’oceano rimanda anche al destino dei desaparecidos, gettati in mare da un aereo, e in particolare a quello dell’apparizione nel salotto di Perla. A questo proposito, non a caso, l’autrice afferma che non si può mai sapere quali trasformazioni dovrà subire l’essere umano trascinato nel vortice come del tempo così dell’oceano.

ExploringOceans

La metamorfosi dello sconosciuto da uomo a fantasma acquatico viene ulteriormente sottolineata attraverso il modo in cui Perla lo vede e lo descrive: prima lo paragona a un pesce [De Robertis 2012, 41], poi, descrivendo i suoi occhi, dice: “Occhi delle profondità marine. Occhi da polipo [De Robertis 2012, 46]”. Attraverso queste immagini, piuttosto suggestive, il lettore diviene pienamente consapevole della completezza della trasformazione dell’uomo, così come della sua irreversibilità: egli, ormai, appartiene all’acqua.

Concludo questa rassegna di metafore e similitudini riportando quella più importante in assoluto, la metafora che dà un senso all’apparizione dell’uomo bagnato nel salotto, quella che spiega il motivo della sua venuta e lo scopo che deve perseguire. Ad un certo punto del racconto, Perla nota che l’uomo in salotto ha sgocciolato molto, e glielo dice. Lui le risponde di aver ricordato molto. In questo momento viene svelato il significato dell’acqua che accompagna l’apparizione dell’uomo: essa costituisce i suoi ricordi e, man mano che sgorga dal suo corpo, gli permette di accedere alla sua memoria. L’acqua l’ha inghiottito, l’ha trasformato, ha assorbito la sua coscienza ed è diventata la sua casa. Ora fuoriesce dal suo corpo così da permettergli di ricordare la sua vita, il modo in cui è morto e, soprattutto, il grande segreto della vita di Perla. Lei stessa comincia ad intuire il significato di tutta quell’acqua:

“Questo sgocciolio non finirà mai, lui non si asciugherà mai, per il resto della mia vita continuerò a raccogliere e a versare quest’acqua dall’odore pungente che forse contiene in forma liquida l’essenza degli incubi che il mio ospite ha dovuto vivere prima di morire. Chi avrebbe mai immaginato che ricordi del genere potessero distillarsi dall’odore pungente, chissà che sapore avrà? Se la bevessi, assorbirei tutti i suoi ricordi? E, in tal caso, come potrei sopportarlo?”

[De Robertis 2012, 170 – 171]

Intuisce la funzione dell’acqua, ma ha paura di avere ragione, ha paura di affrontare i ricordi di quell’uomo perché sa che potrebbero contenere verità incredibilmente dolorose per lei. Tuttavia, non occorre ancora molto tempo prima che Perla si rassegni ad arrendersi alla verità, e il modo in cui ci viene comunicato ancora una volta riprende il tema dell’acqua:

In quel momento capii con assoluta certezza che non avrei più potuto nascondermi. Non perché non lo volessi, ma perché non c’era più spazio, nemmeno un angolo abbastanza asciutto in tutta la casa.

[De Robertis 2012, 174]

La casa è tutta bagnata di quell’acqua portatrice di memoria e verità, non vi è più spazio per negare o tentare di dimenticare. L’acqua è ovunque, permea ogni parete, perché il grande segreto sta per essere svelato.

Conclusione: la metamorfosi di Perla

Lentamente, con dolore, Perla scopre le sue origini, capisce chi è l’uomo apparso, tutto bagnato, nel suo salotto, capisce che, quella che ha vissuto fino a quel momento, è stata vita solo in parte. Ora è il suo momento di trasformarsi, e lo fa entrando nella piscina che contiene lo sconosciuto e l’acqua che sgorga da lui, ora che lui è scomparso:

La donna restò a lungo accovacciata là dentro, nuda. Pensando a tutto e non pensando a niente. Pianse. Si guardò le mani vuote attraverso la trasparenza dell’acqua. Poi, in una brusca trasformazione alchimia, divenne sé stessa, né più né meno.

[De Robertis 2012, 249]

La rivelazione della verità provoca la metamorfosi, che avviene ancora una volta attraverso l’acqua.

In questo modo, nella conclusione del romanzo, il lettore prende definitivamente atto dell’importanza dell’elemento acquatico in questa vicenda. Esso, infatti, è portatore di memoria e verità, ma è anche l’agente che provoca le trasformazioni dei personaggi, è il contenitore delle loro coscienze, è l’elemento fluido che permette loro di rimanere in contatto, sempre.

acquaHo deliberatamente evitato di rivelare il grande segreto che lo sconosciuto e la sua acqua hanno rivelato alla fine del romanzo, perché scoprirlo mentre si legge il romanzo è importante. Ciò che mi premeva di sottolineare, in questa relazione, è la capacità dell’autrice di utilizzare l’intero campo semantico dell’acqua (l’umidità, i colori, gli esseri  e i mondi marini, fiumi e mari, etc) per dare vita ad una vicenda estremamente complessa come può essere una storia legata agli avvenimenti della Dittatura in Argentina.

(Riferimenti: Carolina De Robertis, La ragazza dai capelli di fiamma, Garzanti, Milano 2012)

Annunci

One thought on “L’elemento acquatico in “La ragazza dai capelli di fiamma” di Carolina De Robertis (4 – fine)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...