Recensioni

“Spada di vetro” di Victoria Aveyard

Dopo essersi unita alla Guardia Scarlatta, il gruppo di ribelli che osteggia ilc0382e02-a83a-4206-ac4d-c21f5d1f65c0.jpg._CB300380617_ potere degli Argentei che dominano sui Rossi, Mare sta cercando di trovare il modo per portare giustizia. Le sue mani sono sporche del sangue di molte persone, alcune anche innocenti, morte per mano della Guardia Scarlatta e, soprattutto, a causa del più grande errore della ragazza. Mare, infatti, si era fidata del principe Maven, secondogenito del re, e insieme si erano uniti ai ribelli; ma il ragazzo cospirava con la madre, la regina Elara, e Mare si trovata condannata a morte per tradimento insieme al principe Cal, l’erede al trono, vittima anch’egli del crudele complotto di Maven ed Elara.

Dopo un salvataggio in extremis, Cal e Mare si sono ritrovati insieme alla Guardia, ma nessuno dei due è ben visto dai ribelli: Cal perché è un principe argenteo, responsabile di aver mandato al fronte migliaia di Rossi e di aver dominato con violenza su una popolazione ridotta alla miseria; Mare perché ha sangue di rossa, ma un potere da argentea: è una sparafulmini. Mare è, infatti, una dei novisangue, e non è la sola. Decide, quindi, di mettersi in cerca delle altre persone come lei, prima che Maven le trovi e le uccida. A lei si uniscono Cal, Farley (una dei capitani della Guardia) e Kilorn, l’amico d’infanzia: la loro missione sarà una lotta contro  il tempo che metterà a dura prova tutte le loro convinzioni.

0809989b1edd230ce5726e6443d6581e (1)Uno degli aspetti che più avevo apprezzato in Regina Rossa (qui potete leggere la mia recensione), infatti, era proprio la parte morale: quello che è “giusto” non lo è completamente, e allora che differenza c’è tra i crimini commessi dalla Guardia Scarlatta e quelli commessi dagli Argentei? Se già nel primo volume Mare si era ritrovata a combattere con la propria coscienza, consapevole del male che stava commettendo, in Spada di vetro le sue scelte vengono messe sempre più in discussione.

Prima hai giocato con le nostre famiglie, con le nostre vite, mentre ti nascondevi nei boschi. E ora ti credi una specie di eroina, che vola di qua e di là a salvare tutti quelli che secondo te sono speciali, che valgono il prezioso tempo della sparafulmini! Scommetto che ti sarà capitato di attraversare le baraccopoli e i villaggi più poveri. E scommetto che non ti sei nemmeno accorta di quello che ci hai fatto. […] I novisangue, gli argentei, i rossi; è sempre la stessa storia che si ripete, per l’ennesima volta. Ci sono quelli speciali, quelli che sono meglio degli altri e poi ci sono quelli che continuano a non avere nulla”. Sento la nausea che mi attanaglia, un’ondata premonitrice di terrore. “Che vuoi dire?”

“Divisione. Ecco che voglio dire. Favorire un gruppo di persone invece che un altro. Tu sei alla ricerca di quelli come te, per proteggerli, addestrarli e mandarli poi a combattere la tua guerra. Non perché siano loro a volerlo, ma perché tu hai bisogno di loro. E che mi dici di quei ragazzini che andranno a combattere? Di loro non te ne frega niente. Li sostituirai come si fa con le candele delle macchine, solo che queste candela piangono e camminano”

Il tradimento di Maven e gli orrori questa nuova guerra hanno trasformato Mare in una giovane donna che fa fatica a seguire la strada giusta. Ma esiste una strada giusta? Come si può pensare di partecipare ad una guerra ed uscirne innocente? Ogni scelta compiuta salva qualcuno e condanna a morte qualcun altro. Mare lo sa, ma è costretta ad andare avanti, consapevole del male che compie in nome di causa nobile.

Quello che mi ha colpito di questo romanzo è proprio il ruolo della protagonista all’interno c22cde959d4e985a2855d2a516c62854della storia. Pur essendo la voce narrante, Mare non ha ruolo di grandissimo rilievo; cerco di spiegarmi meglio. Le sue azioni non primeggiano sempre su quelle degli altri, ma si ha l’impressione che venga risucchiata dagli eventi senza emergere come protagonista assoluta. Certamente è vero che gli altri personaggi seguono lei e le sue scelte, ma non è un vero leader, sembra quasi lei stessa si lasci trascinare dagli eventi, ricoprendo un ruolo che le hanno imposto le circostanze. Lei è l’arma della rivolta, ma sono gli altri che la impugnano. Le sue scelte risentono di questo fardello e sembra che vada avanti con grande fatica.

Se sono davvero una spada, sono fatta di vetro e sento che comincio a frantumarmi.

Anche Cal non è più il principe che era una volta, spezzato dal dolore del tradimento del fratello minore e dall’azione terribile che la matrigna Elara lo ha costretto a compiere. Si unisce a Mare non tanto perché ha sposato completamente la causa dei Rossi, ma perché spinto dal desiderio di vendetta. Il rapporto che c’è fra i due giovani è fragile e pronto a crollare alla prima occasione: lei ha smesso di fidarsi delle persone e le differenze fra i due si fanno sentire ogni giorno di più.

In Spada di vetro Victoria Aveyard ha rappresentato il lato oscuro di Mare; se in Regina Rossa abbiamo imparato ad apprezzare il coraggio della protagonista, pronta a sacrificarsi per la libertà dei Rossi. In questo volume, invece, impariamo a conoscerla nel momento più difficile della sua vita, quando è tormentata dal dolore, dal senso di colpa, dalla paura di nuovi tradimenti: è la versione oscura della Mare che avevamo incontrato nel romanzo precedente.

Confesso che mi era piaciuto di più il primo romanzo della saga, perché in Spada di vetro il tema della missione assorbiva alcuni aspetti che, a mio parere, meritavano più spazio e andavano approfonditi, come il rapporto tra Mare e Cal, soprattutto a livello psicologico. Tuttavia, sono rimasta soddisfatta da questa lettura e non vedo l’ora di leggere il prossimo libro!

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