Riflessioni

La paura e la scrittura

Untitled design-3Scrivo questo post un po’ di getto, perché, come penso sia per la maggior parte di chi ama scrivere, farlo mi aiuta a sfogarmi e soprattutto a esorcizzare tutti i piccoli blocchi e ostacoli che incontro nella mia vita quotidiana. Questa volta l’ostacolo che si è presentato mi ha particolarmente scossa.

A molti di voi questa storia potrà sembrare ridicola o priva di importanza, soprattutto fra chi non è o non è mai stato proprietario di un animale. È una storia che coinvolge una delle mie gatte, la più piccola, che si chiama Dafne. Giovedì scorso (voi state leggendo di venerdì, anche se ho scritto questo post martedì) mi si è rivoltata contro dopo essersi molto spaventata. Mi ha fatto male, ma non è stato quello a sconvolgermi di più. È stata la paura, improvvisa e immediata. In un secondo la mia micia si è trasformata in qualcosa che io non ero più in grado di riconoscere.

Io non sono una persona coraggiosa di natura, e in più questo fatto si è verificato per me in un momento di grande stress. Non so quanti fattori diversi abbiano contribuito a sconvolgermi così tanto, fatto sta che ancora oggi sono un po’ in preda all’ansia, anche se sono passati parecchi giorni, in cui non ho dormito a casa per far calmare me e Dafne.

Detto così, sembra proprio un evento di poco conto. Ed è quello che voglio, perché togliergli importanza significa anche dargli la giusta dimensione, fino a convincere me stessa che ho superato ostacoli ben più grandi nella mia vita, e chissà cosa mi riserva il futuro. Scriverlo e vederlo scritto mi sta aiutando molto, perché la paura, lo stress, l’angoscia e la preoccupazione sono state mie compagne negli ultimi giorni, e non si tratta di amichevoli compagne di viaggio.

Svegliarsi con l’ansia, con la paura di entrare in casa propria, è brutto. Ma soprattutto è esagerato se visto dall’esterno, e ho bisogno di ripetermelo in continuazione per calmarmi. Come mi ha detto mia mamma, forse tutto questo mi è servito per sbloccarmi, per farmi capire che tutta questa paura non è sana, in generale nella vita. E di sicuro, se mi fosse successo in un momento di serenità, oppure quando non ero in casa da sola, l’avrei affrontato in modo del tutto diverso. Fatto sta che ora sto così. Sto lentamente recuperando, ma non è semplice.

Il potere della scrittura, in questo caso, è enorme. Mentre scrivo rifletto, e rileggendo penso ancora di più. La mia consapevolezza del grande divario che esiste tra razionalità e istinto si è molto accresciuta a causa di questa esperienza. Sono sempre stata una persona cerebrale, ed è per questo forse che in questo caso il mio istinto mi ha tradita, lasciandomi in preda a una paura che di razionale non aveva proprio niente.

Non smetterò mai di ringraziare mia mamma per il grande aiuto che ha saputo darmi in questa situazione, calmandomi e facendomi ragionare, presentandomi tutte le soluzioni possibili, aiutandomi a scegliere cosa fare, portandomi fuori da una chiusura angosciosa che non aveva niente di sano. Senza di lei non ce l’avrei mai fatta.

Un altro aiuto importante l’ho ricevuto dalla naturopatia. Sto seguendo una cura a base di fiori di Bach, che mi aiuta a placare l’ansia, ma soprattutto a prendere di polso una situazione di crisi. Forse conoscete già questi fiori, che sono consigliati in ogni momento di stress, dalla paura di volare al lutto alla fine di una relazione amorosa. Sono davvero portentosi, a mio parere, e del tutto naturali.

Forse questo mio post esula un po’ dagli argomenti solitamente trattati in questo blog, ma avevo bisogno di scriverlo, e così ho fatto. Accetto volentieri consigli in merito e, se ci fosse qualcuno desideroso di condividere un’esperienza simile, è più che ben accetto. Vi lascio ancora con un sottile senso di angoscia, che spero svanirà del tutto, il prima possibile.

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2 thoughts on “La paura e la scrittura

  1. Scrivere aiuta, eccome. E soprattutto scrivere di getto, senza la mediazione del pensiero, consente di far uscire quello che ci blocca, che ci disturba, che ci spaventa. Come saprai è proprio una forma di terapia.
    Una cosa che puoi provare, in questo come in altri casi, è: rilassarti per qualche minuto concentrandoti sul problema (se ti riesce meditare, meglio) poi scrivere qualunque cosa la tua mano voglia scrivere, senza filtrare il senso, la correttezza dell’italiano ecc.;
    poi rileggi (può darsi che faccia qualche “scoperta” su di te) e poi butti via o bruci i fogli (certo non sono testi per il blog).
    (Si tratta di una cosa che ho imparato anni fa, adesso “non ho più tempo”… )

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