Recensioni

“The Invasion of the Tearling” di Erika Johansen

Fantastico. Il seguito di The Queen of the Tearling si è rivelato semplicemente fantastico. Spesso succede che nelle saghe il secondo volume sia un po’ più spento, ma The Invasion of the Tearling è stato all’altezza del suo predecessore. Ho divorato il romanzo in un giorno e mezzo, desiderosa di conoscere il destino della regina Kelsea.

Avevamo lasciato la giovane sovrana dopo aver posto fine al commercio di schiavi, tributo imposto dalla regina del Mortmesne dopo la sconfitta del Tearling decenni prima. Salita al trono e spinta da un grande idealismo, Kelsea ha cercato di porre fine ad una pratica disumana, anche se ciò equivaleva a dichiarare guerra alla regina dei Mort. The Invasion of the Tearling, infatti, vede Kelsea cercare di far fronte all’imminente invasione dell’esercito Mort, ma, contemporaneamente, deve affrontare diversi problemi che si presentano: un individuo misterioso che viaggia attraverso il fuoco e sembra conoscere il modo di distruggere la regina Mort, ma di cui Kelsea non sa se fidarsi, un Santo Padre crudele e avido, le pietre magiche che sembrano non funzionare più e, soprattutto, delle strane visioni sulla vita di una donna di nome Lily.

Queste visioni occupano buona parte del romanzo e sono uno dei motivi che mi hanno fatto amare il romanzo di Erika Johansen. Lily è una donna che ha vissuto prima del Passaggio, ossia prima che William Tear giungesse nel Tearling per dare vita ad una nuova società, più giusta e  libera. Come avevo scritto nella mia recensione sul volume precedente (qui), speravo che il tema del Passaggio venisse approfondito e così è stato, anche se sono certa che l’autrice ha ancora molto da raccontare su questo argomento.IVASION.jpg La società in cui vive Lily è quella americana, in un futuro non così lontano dai nostri giorni; è evidente che il mondo ha subito un processo evolutivo nell’ambito della tecnologia, che permette un controllo completo di tutti i cittadini, sottoposti ad un rigido regime di Sicurezza, ma che di fatto limita la loro libertà. Nel passare degli anni il divario fra la popolazione ricca e quella povera si è allargato sempre di più ed ora i benestanti vivono all’interno delle mura della città, mentre i poveri cercano di sopravvivere all’esterno, tra la miseria e la violenza. Il Sistema, però, è minacciato dall’Orizzonte Azzurro, un gruppo di ribelli che sta compiendo atti terroristici mirati a distruggere le apparecchiature tecnologiche e che cercano il Mondo Migliore. Lily sembra assai distante da tutto ciò: suo marito Greg è lavora per la Sicurezza, lei è ricca e non ha nessun problema, se non quello di non avere figli. Nella società in cui vive il ruolo della donna è regredito a quello di compagna fedele che accudisce la casa e il cui unico compito è quello di generare figli. Ma Lily non vuole avere figli. Non da suo marito che non fa latro che picchiarla violentarla. Questa è la sua vita, finché un giorno nel suo giardino non arriva una ragazza a cui hanno sparato: è chiaramente una dei ribelli e Lily decide di aiutarla.

Attraverso le sue visioni, Kelsea conosce la storia di Lily e del mondo prima del Passaggio, ma la domanda che la perseguita è: perché? Come possono queste visioni aiutarla a fronteggiare l’imminente invasione dell’esercito nemico? Che legame c’è tra le due donne? E perché, fisicamente, Kelsea sta cambiando?

Si tratta di interrogativi che, per lo più, rimarranno senza risposta fino alla fine del libro e che si vanno a sommare a quelli del romanzo precedente, come chi sia il padre di Kelsea o quale sia l’identità della Regina dei Mort. Sono tutti misteri a cui non sarà facile trovare soluzione e anche per questo non vedo l’ora di leggere il seguito.

PicMonkey Collage

L’intrecciarsi delle vicende di Kelsea e Lily è ben costruito e permette di conoscere due donne, assai diverse tra loro, ma legate, seppur a distanza di secoli, e accomunate da forme diverse di coraggio. Se nel primo romanzo abbiamo imparato a conoscere una giovane regina spinta dall’idealismo più sincero, in The Invasion of the Tearling, Kelsea diventa più calcolatrice e mostra un lato di sé più oscuro con il quale dovrà fare i conti. Il suo regno è dominato dal terrore di una nuova invasione dell’esercito Mort, ma ci sono tanti altri problemi da affrontare, nemici che possono colpire in qualunque momento e la giovane sovrana sente su di sé il peso di tutte queste responsabilità.

Dall’altra parte c’è Lily, una donna costretta a vivere nella menzogna e nella paura di un marito violento, una donna che si è arresa ad un sistema che la vuole bella, silenziosa ed obbediente. Rifiutarsi di dare alla luce un figlio è il suo unico gesto di ribellione, condotto in gran segreto. La stanza dei bambini, fatta costruire tempo prima, diventa il suo rifugio dal marito, il luogo in cui nascondere le prove del suo tradimento, un’isola sicura al riparo dalla violenza e dall’ipocrisia. È qui che la donna nasconde i libri non censurati dallo Stato e le pillole anticoncezionali, ed è qui che ospiterà la ribelle ferita.

Il mondo migliore: questo è l’ideale che ha spinto i ribelli ad agire e a fondare un nuovo Stato, ed è il sogno che si sta impadronendo anche di Lily. Kelsea condivide questo ideale, vorrebbe che il suo regno diventasse un posto migliore per i suoi abitanti, un posto senza schiavitù e povertà. Ma sia Lily sia Kelsea si rendono conto dell’impossibilità di realizzare completamente un sogno del genere: la perfezione non esiste, perché gli uomini sono imperfetti, ma ciò non le ferma. Combattere per una vita migliore è loro diritto ed è quello che dà loro la forza di andare avanti.

La storia di Lily è di un’attualità sconvolgente e, benché, inserita in un romanzo fantasy, non viene sminuita o snaturata, anzi sembra dire al lettore: “Apri gli occhi. La violenza contro le donne è il vero mostro che va sconfitto ed è un mostro che vive nel nostro mondo”.

Anche in questo romanzo, Erika Johansen ha confermato le sue qualità, mantenendo letumblr_nqrqgmqnGb1tbqjb0o1_500 caratteristiche che avevo tanto apprezzato in The Queen of the Tearling: innanzitutto, i diversi punti di vista della narrazione. Talvolta, infatti, la prospettiva secondo la quale vengono narrati i fatti si sposta a personaggi minori, come Ewen, la guardia carceraria o il comandante Hall o, ancora, la Regina dei Mort. Tutto ciò non fa che ampliare il panorama, rendendo la narrazione variegata e ancor più coinvolgente. Anche  la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto quelli che circondano la protagonista, non rimane superficiale, ma continuiamo a conoscere tutti coloro che incrociano il cammino di Kelsea: padre Tyler, lo spadaccino Pen, Mazza Chiodata, Airliss, Aisa e molti altri…

Il mondo creato da Erika Johansen è ricco e appassionante e vi confesso che la saga del Tearling sta diventando una delle mie preferite, una delle migliori che abbia mai letto per costruzione della trama, caratterizzazione dei personaggi e stile dell’autrice. Se amate il fantasy questa è  una lettura che non può mancare!

 

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