Recensioni

In “Vita dopo vita” Kate Atkinson si rivela come degna erede di Virginia Woolf

C’era sempre qualcosa che restava fuori dalla portata della sua vista, appena dietro l’angolo. Qualcosa che lei non riusciva ad afferrare, ma che tentava di ghermirla. Ursula era la cacciatrice e anche la preda. Come la volpe.

Ci vuole molto coraggio per dire quello che sto per dire, ma sento di doverlo fare. Se esiste al mondo una scrittrice degna di essere paragonata a Virginia Woolf, questa è Kate Atkinson. Ho studiato l’opera della Woolf sia dal punto di vista letterario che da quello della traduzione, e ho compreso col tempo quanto geniale e straordinaria fosse. Non avrei mai creduto di poter trovare un’altra autrice così brava, così intelligente, così originale come lo è stata l’autrice di Mrs Dalloway. Eppure è successo, l’ho trovata.

vita-dopo-vitaVita dopo vita di Kate Atkinson è un capolavoro. Non ammetto discussioni su questo. Ha lasciato in me un segno molto profondo: per giorni, dopo averlo finito, continuavo a ripetere tra me e me il nome della protagonista, Ursula, come se mi aspettassi di incontrarla dietro l’angolo. Mi ci sono incredibilmente affezionata.

Da un certo punto di vista, dire che Ursula è la protagonista potrebbe non essere del tutto corretto. Il vero e proprio protagonista di questo romanzo, infatti, è il tempo, che sfugge alle gabbie costruite intorno a lui dalla cultura occidentale, per diventare un marasma di rivolgimenti, nodi, salti avanti e indietro a cui si riesce a dare un senso solo alla fine, e con fatica. Tutto il romanzo è costruito intorno al concetto che il proprio destino non è già stato scritto: può essere modificato dalle nostre azioni e dalle nostre decisioni. Fin qua, niente di strano. Ma è il modo in Ursula lo cambia che è incredibile.

Non sto parlando di viaggi nel tempo: non è un romanzo di fantascienza. Semplicemente, nei momenti di crisi della sua vita, Ursula torna indietro. Non è pienamente cosciente di ciò che le accade, le rimane soltanto una sensazione addosso, come se vivesse in un perpetuo deja – vù. E noi viviamo insieme a Ursula ogni vita, soffriamo per ogni suo errore, riviviamo con ansia ciò che sembrava ormai passato, attendiamo con speranza le sue prossime decisioni.

Ciò che rende singolare leggere Vita dopo vita è che, anche se mentre leggi sai che la vita precedente è scomparsa, le sensazioni che ti ha dato sono rimaste. E ti senti un po’ come si sente Ursula: hai una pulce nell’orecchio che ti dice quello che sarebbe successo se… Se: 51PeLb8IexLparola chiave in un romanzo del genere. Mi ricorda un bellissimo film, Vero come la finzione, in cui il protagonista comincia a sentire una voce narrante nella sua testa che gli racconta la sua vita, ed è proprio quando questa voce comincia a dire: “se solo avesse saputo…” che nascono i problemi.

A tutto questo, si aggiunga una scrittura straordinaria. Kate Atkinson usa una penna affilata come un rasoio, ne sono sicura. È ironica, evocativa, sensibile, precisa. Non c’è mai troppo, né troppo poco. I personaggi non sono mai sottoposti al pedante rituale della descrizione fisica, eppure sembrano così vivi che ti aspetti di vederli comparire nel tuo salotto da un momento all’altro. Sylvie, la madre di Ursula, è poeticamente insopportabile, intelligente e sprezzante in ogni cosa che fa. Hugh, il padre, è la vera mamma chioccia. Izzie, la zia chic, fuori dalle righe, eccentrica e apparentemente frivola, dà al romanzo un po’ di atmosfera da The Great Gatsby. Ursula è la sorella che tutti vorremmo avere: empatica, brillante, sembra avere dentro di sé uno spirito magico, segreto, che neanche lei sa di avere.

E poi ci sono i racconti della guerra. La seconda guerra mondiale, vista da punti di vista differenti grazie alle molte vite di Ursula, irrompe in tutta la sua devastazione. Non è la guerra dei grandi, quella raccontata in questo romanzo, ma la guerra della povera gente: la guerra dei morti, degli innocenti. L’orrore e la disperazione emergono dalla pagina senza ombra di retorica, con una leggerezza che, data la difficoltà dei temi trattati, è sublime.

VIRGINIA WOOLFIn che cosa rivedo Virginia Woolf? Nella volontà di dare una dimensione nuova al tempo, nella preziosità delicata della scrittura, nella complessità non ostentata, nella volontà di fare del romanzo qualcosa di diverso, mai visto prima. In me sono insorte sia la studiosa sia la lettrice appassionata, perché Vita dopo vita ha soddisfatto sia il mio desiderio di farmi avvolgere completamente da una storia (che è poi il desiderio di tutti i lettori), sia quello di affrontare un’opera innovativa dal punto di vista linguistico e tecnico.

Mi sono stupita di aver trovato sul web dei commenti negativi a questo romanzo (a fianco di commenti entusiasti quanto i miei, ovviamente): vorrei permettermi di dire, a chiunque non abbia apprezzato questo romanzo, che, secondo me, è perché non l’ha capito per niente. Dal mio punto di vista, è assolutamente perfetto.

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