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5 non-romanzi da leggere come se fossero romanzi

Spesso quando si pensa ad un libro da leggere si pensa ad un romanzo. E pensare che secoli fa erano considerati letture per giovani ragazze sciocche! Oggi qualsiasi tipo di lettore, da quello che legge un paio di libri all’anno al lettore forte, legge per lo più romanzi. Ma c’è tutta una categoria di libri che meriterebbe più attenzione: sto parlando dei saggi.

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Da molto tempo, ormai, ho preso l’abitudine di controllare anche la sezione delle nuove uscite dedicata ai saggi, quando mi faccio un giro in libreria. Mi è capitato più volte di trovare libri molto interessanti, che ho letto con lo stesso piacere con cui leggo i romanzi. Lo so, ormai state pensando a tutta una serie di aggettivi come: noioso, pesante, difficile. Sono tutte cose che vengono in mente non appena si pronuncia la parola saggio. Eppure non è sempre così.

Dato che sono proprio in questo momento alle prese con la lettura di un non-romanzo (Interpretare di Mario Brunello e Gustavo Zagrebelsky), ho pensato di proporvi una breve lista di saggi che ho letto in passato come se fossero romanzi. Magari vi do l’ispirazione per buttarvi su un genere che non avete mai considerato. O magari, se già siete lettori di saggi come lo sono io, potete trovare qualche testo che ancora non conoscete o darmi qualche consiglio.

1. Oliver Sacks – L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello

419q9XywhWL._SX320_BO1,204,203,200_Oliver Sacks, morto poco meno di un anno fa, è stato uno straordinario neurologo britannico. Gran parte della sua fama è dovuta proprio ai suoi libri, nei quali riesce a coniugare la divulgazione scientifica con uno stile di scrittura che la renda comprensibile per tutti. In L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello (1986) raccoglie una serie di stravaganti storie cliniche. Sono tutti suoi pazienti con problemi neurologici, che provocano sintomi abbastanza bizzarri. Mi rimarrà impressa per sempre la storia di quella donna che aveva perso del tutto il concetto di sinistra: mangiava solo metà di quello che c’era nel piatto perché non vedeva il lato sinistro, si truccava solo metà del viso e via dicendo. Il pregio di questo libro è la sua scorrevolezza. Anche se tratta argomenti scientifici specifici, lo fa con una leggerezza che lo rende piacevole per qualsiasi tipo di lettura. In più, se siete come me affascinati da quel gran mistero che è il nostro cervello, questo saggio soddisferà molte vostre curiosità.

   2. Anna Grazia Ricca – Corpi d’eccezione. Storie di uomini e donne internati nel manicomio di Aversa. 1880 – 1920

Schedapsh-130Qualche anno fa ho seguito all’università un corso di Storia Contemporanea incentrato sul primo decennio del Novecento. Il tema era il modo in cui la società trattava gli emarginati sociali: i poveri, le donne, le persone affette da malattia mentale, i criminali. Una delle parti più importanti era appunto quella dedicata ai cosiddetti “pazzi”, che venivano spesso rinchiusi in manicomio senza una vera e propria motivazione scientifica. L’internamento, infatti, era spesso utilizzato come ultima soluzione in caso di un individuo che fosse diventato scomodo per la società. Molte delle donne finite in manicomio, per esempio, erano o ragazze rimaste incinte prima del matrimonio oppure, ancora più spesso, donne che si erano ribellate al ruolo subalterno che dovevano avere in famiglia e in società. Il testo di Anna Grazia Ricca, attraverso la documentazione del manicomio di Aversa, racconta diverse storie di donne e uomini internati contro la loro volontà, maltrattati, non compresi. Non è un testo semplice per i temi, perché mette di fronte a situazioni davvero difficili da comprendere oggi e molto incisive dal punto di vista emotivo, ma è comunque un libro scorrevole, estremamente interessante e illuminante.

   3. Edward E. Evans-Pritchard – Stregoneria, oracoli e magia tra gli Azande

9788870787344_0_200_327_75Quando ho dato l’esame di Antropologia sociale, questo era uno dei testi a scelta più gettonati, e non è difficile immaginare perché. Poter dare un esame con un libro che parla di magia, beh, sembra un sogno. E in effetti la lettura è stata incredibilmente interessante. È un lungo saggio basato sulle ricerche di Evans-Pritchard in Africa, condotte durante gli anni Venti. Le credenze degli Azande sono presentate in modo molto sistematico, con una scrittura abbastanza limpida che, nonostante la gran quantità di dettagli, necessari trattandosi di una ricerca scientifica, rende tutto molto chiaro. Mi sento però in dovere di fare una precisazione importante. Qualche settimana fa mi sono imbattuta in un articolo sul web, purtroppo non mi ricordo su quale sito, che pretendeva di presentare qualcosa come “dieci strane usanze sessuali africane”. Allora, l’aggettivo strano, quando si sta parlando di usanze di altri popoli, soprattutto se molto lontani dal nostro, è quanto di più antropologicamente sbagliato possa esistere. Strano non vuol dire nulla, istituisce solo una distanza mentale tra ciò che sappiamo e ciò che non conosciamo. Mi sono molto arrabbiata nel leggere quell’articolo, infarcito di luoghi comuni e notazioni ironiche e senza dubbio scritto in barba a decenni di studi di antropologia. Affrontare culture diverse dalle nostre è difficile; è invece molto semplice lasciarsi andare a considerazioni come “questi sono pazzi”, “ma davvero fanno così?”, “sono degli incivili”, eccetera eccetera. Non sono considerazioni utili, perché provengono da una serie di stereotipi con cui abbiamo a che fare ogni giorno. Leggere testi di antropologia è bello proprio perché ti fa capire che il tuo modo di vivere non è l’unico possibile e, soprattutto, non è l’unico giusto. Anzi.

4. Piero Boitani – Parole alate. Voli nella poesia e nella storia da Omero all’11 settembre

cop.aspxAllora, ho adorato questo libro, davvero. Però non vi nascondo che sia difficile. Lo so, lo so, il tentativo era di proporre saggi accessibili a tutti. Però penso che un appassionato di letteratura non possa non leggere questo libro, perché per quanto sia complesso dà davvero tanti spunti di riflessione ed un compensato di intertestualità. Che è un po’ come dire crossover. Il tema è quello del volo, e Boitani lo sviluppa analizzando diversi miti, romanzi e figure letterarie che lo riguardino. Parla di Icaro, ma anche di Saint-Exupéry e degli aerei. È in questo libro che ho trovato l’ispirazione per scrivere un post di molto tempo fa sulla storia di Alcione e Ceíce. Il suo pregio è quello di farti conoscere cose che altrimenti non avresti mai conosciuto, collegandole tra loro con il filo rosso del volo. Il difetto è l’artificiosità della scrittura, che però si supera alla seconda lettura. Giuro.

5. Guy Deutscher – La lingua colora il mondo. Come le parole deformano la realtà

la-lingua-colora-il-mondo.jpgL’ultimo saggio che vi propongo è per tutti quelli che, come me, sono follemente innamorati della lingua. Basandosi sul diverso modo in cui le lingue più disparate danno i nomi ai colori, l’autore ci mostra come la lingua sia un filtro importante per il modo in cui vediamo il mondo. Spesso si sente dire che la lingua è veicolo di cultura. Beh, non c’è niente di più vero, e questo libro lo dimostra più volte. La lingua che parliamo influenza il modo in cui pensiamo e in cui elaboriamo le immagini, ma riflette anche il mondo in cui viviamo. Ci sono lingue che hanno magari dieci modi diversi di dire verde, perché ne hanno bisogno in relazione al mondo che descrivono. Così come i testi di antropologia, un libro del genere è utile per farci capire che il nostro modo di vedere le cose è solo uno dei tanti. Ma attenzione a non svalutarlo per questo, o a svalutare quelli diversi dal nostro. Ogni lingua, e di conseguenza il mondo che essa descrive, è importante e notevole a modo suo. E soprattutto è affascinante e stimolante per chi è appassionato di questi argomenti come lo sono io.

Bene, la mia rassegna è finita. Spero di avervi dato degli spunti interessanti per leggere ogni tanto qualcosa di diverso. Fatemi sapere se c’è uno dei libri che vi ispira particolarmente e, se volete, consigliatemi qualche saggio anche voi 😉 Buona lettura!

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3 thoughts on “5 non-romanzi da leggere come se fossero romanzi

  1. Avevo iniziato il libro di Sacks, ma l’ho abbandonato. Forse non era il momento o forse non è scattato quel non so che… Forse mi aspettavo troppo. chissà.
    Ora, a proposito di saggi, sto leggendo Il gesto di Ettore, Preistoria, storia, attualità e scomparsa del padre, di Luigi Zoja. Sono a circa un terzo e lo trovo molto interessante e di lettura non difficile.

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