Recensioni

“La straordinaria tristezza del leopardo delle nevi” di Joca Reiners Terron

A volte capita di trovarsi di fronte a dei libri difficili da inquadrare, libri che, una volta finiti, ancora non si riesce a capire del tutto. A me è successo parecchie volte.

L’ultima è stata proprio con La straordinaria tristezza del leopardo delle nevi di Joca Reiners Terron, scrittore brasiliano. Il romanzo è ambientato a Sao Paulo e racconta la singolare storia di una creatura misteriosa che necessita di un’infermiera ventiquattr’ore su ventiquattro per ogni più piccola necessità. Ha la statura di una bambina di dieci anni, anche se la postura è quella di un’anziana signora. Presenta strane ferite e piaghe su tutto il corpo, che sembrano non guarire mai. Anche se non esce mai di casa, indossa sempre un cappuccio rosso, guanti e galosce.

caravan_terron_cover_5mm_10set15-copia-2La parte del romanzo dedicata alla creatura è anche quella che parla delle sanguinose abitudini del tassista e dell’ossessivo comportamento dell’impiegato coreano. Insieme, questi racconti vanno a costituire la deposizione raccolta da un funzionario della polizia che soffre di insonnia cronica e si trova ad accudire il padre malato tutto da solo. Come potrete capire, la faccenda è parecchio complessa.

L’abilità dell’autore sta proprio nel saper combinare tutti questi elementi in un unico insieme uniforme, come pezzi di un puzzle sparsi per tutta una stanza e recuperati uno ad uno. Il procedimento, tuttavia, non è rapido né intuitivo. Il lettore comincia a collegare un frammento con un altro quasi a metà del romanzo, che ha per questo motivo quasi l’andamento di un giallo, pur non essendolo del tutto. L’atmosfera è sicuramente quella del noir, condita con un po’ di surrealismo e di quel realismo magico che tanto piace agli autori sudamericani. 

È inevitabile mantenere una certa distanza dalle vicende narrate. E anche se questo aspetto non deve essere per forza negativo, per me è stato un punto a sfavore nella valutazione di questo romanzo. Rispetto a quando ero più giovane, ho imparato ad apprezzare i romanzi più sperimentali, che deviano dalla costruzione classica e conosciuta con il solito sistema di intreccio, rete di personaggi, descrizioni e così via. Questo è sicuramente un romanzo non tradizionale, l’abbiamo capito. Ma mi è mancata quella scintilla di coinvolgimento, che forse era semplicemente la comprensione che non ho saputo raggiungere.

Ci sono alcuni aspetti che ho apprezzato tantissimo, innanzitutto la grande inventiva di Joca Reiners Terron e la capacità di tenere insieme diverse storie molto complesse e articolate. Però questa lettura non mi ha soddisfatta del tutto. Ho sentito un po’ di pesantezza nel leggere questo romanzo, che ha rovinato l’eccezionalità dei personaggi creati.

Diciamo che, alla fine, La straordinaria tristezza del leopardo delle nevi mi è piaciuto abbastanza, anche se mi sarei aspettata qualcosa di più. Chi storce il naso di fronte ai romanzi sperimentali lasci perdere. Oppure no dai: non si sa mai che scoprite qualcosa di interessante fuori dalle solite abitudini di lettura.

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