Recensioni

“Amy Snow” di Tracy Rees

Non saprei dare un giudizio definitivo a Amy Snow, il romanzo storico di Tracy Rees, che la mia socia mi ha regalato il mese scorso. Per certi versi l’ho adorato e si è dimostrato un libro straordinario, per altri mi ha convinta un po’ meno. Credo che scrivere questa recensione possa aiutarmi a fare un po’ di chiarezza tra le mie idee, anche perché ci sono diversi punti di questa lettura che vanno affrontati.

Innanzitutto, chi è Amy Snow?

Alla fine lei si ritrovò sulla sommità si una collina. Davanti a lei, nella neve, si agitava qualcosa di glabro e azzurrino. Per un attimo rimase stregata dall’incantesimo dell’antica foresta e temette di toccare la creatura, ma la curiosità ruppe l’incanto e Aurelia avanzò di un passo. Era un piccolo essere umano, una minuscola neonata. Si tolse la mantella e sollevò la creatura dalla neve. La sua pelle era fredda come la gelatina di fragole. L’avvolse nella stoffa e la strinse forte a sé. C’era qualcosa di indiscutibilmente sbagliato nel ritrovare una neonata nuda e abbandonata ai margini di una foresta inospitale.

24993261 Inghilterra, 1831. All’età di otto anni Aurelia Vanneway, figlia di una ricchissima e nota famiglia, trova una bambina nel parco della sua proprietà e riesce a strappare ai suoi genitori il permesso di accogliere la piccola in casa, che viene battezzata Amy, come la bambola preferita di Aurelia, e Snow, chiaro riferimento al giorno in cui fu trovata. Amy cresce accompagnata dall’amore di Aurelia e dal disprezzo dei Vanneway, coccolata dalla prima e umiliata dai secondi. Amy è amica, sorella, sguattera, dama di compagnia, orfana: nessuno conosce la verità riguardo le sue origini e per diciassette anni la sua vita procede oscillando fra questi due poli di odio e amore. Poi, all’improvviso, la svolta nella sua vita, ancora una volta segnata da sentimenti contrastanti: Aurelia, infatti, è venuta a mancare, ma ha lasciato alla sua giovane amica un’eredità consistente. Al dolore per la perdita dell’unica persona che le abbia davvero mostrato amore, si accompagna la sensazione di poter iniziare una nuova vita. Ma Aurelia non si è limitata a lasciare del denaro alla ragazza: c’è anche una strana lettera per lei.

Nonostante  fossimo e siamo molto vicine, carissima, ci sono segreti che ti ho celato. […] Posso dirti solo questo: sei al principio della mia ultima caccia al tesoro per te. Pensa alle mie lettere come a degli indizi: ciascuna ti condurrà alla successiva. Ho voluto che la mia vicenda si svelasse un poco alla volta, che ogni lettera ti portasse più lontano da Hartville Court, lontano dall’ignominia del trattamento da te ricevuto: più sicura, più forte, più libera.

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Inizia, in questo modo, una grande avventura per Amy, pronta ad esaudire l’ultimo desiderio della sua amata Aurelia e ciò la porterà in diverse città e le permetterà di conoscere molte persone. All’inizio la ragazza accetta il compito spinta dal desiderio di compiacere l’amica, nella speranza di sentirsi più vicina a lei, tuttavia, si ritroverà a provare risentimento nei confronti di Aurelia, per averle celato dei segreti, e anche rabbia, perché la caccia al tesoro interferisce con la vita che Amy, finalmente, sta iniziando a vivere.

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Dopo anni di indifferenza, disprezzo e umiliazioni, Amy sta iniziando a diventare protagonista della sua vita. Ed è quello che Aurelia ha sempre desiderato per lei:

Per concludere, mia cara Amy, sii coraggiosa. Non mi attendo che tu ti riprenda prontamente dalla mia perdita, che mi dimentichi o che mi sostituisca (perché io sono unica al mondo, vero?). Ma mi attendo che tu viva. E viva bene. Perché la vita che hai conosciuto finora, nonostante la nostra amicizia, non è stata vita.

Amy Snow è il romanzo di una nascita: la protagonista, lentamente, prende vita ed è un processo che si percepisce durante la lettura. La storia, infatti, è narrata in prima persona (ad eccezione del prologo), ma inizialmente Amy risulta semplicemente la voce narrante: è vero, i fatti raccontati sono i suoi, ma ella sembra distaccata, si limita ad esporre le vicende. Per questo motivo, all’inizio proprio non riuscivo a stabilire un contatto con la protagonista. La sentivo lontana, eppure era lei che mi conduceva tra le pagine. Lentamente, iniziano ad emergere alcune caratteristiche di Amy, della sua personalità sensibile, sincera, leale e riflessiva. Confesso, tuttavia, di non essere riuscita ad immedesimarmi completamente in lei, per quanto il personaggio, al termine della narrazione, risulti piuttosto realistico; probabilmente è solo una mia impressione, ma è come se il personaggio di Amy sia rimasto ancora un po’ sullo sfondo. Una ragazza come lei poteva sicuramente emergere e brillare di più.

Al contrario, alcuni dei personaggi che Amy incontra durante la sua caccia al tesoro mi sono risultati più facili da comprendere: Henry e la signora Riverthorpe sono indimenticabili. Lui, giovane, affascinante senza essere affettato, divertente, in cerca del suo posto nel mondo; lei, anziana signora, donna di mondo, cinica, incurante degli scandali, rude e franca. Le loro personalità, ben definite, si accostano a quella di Amy, che sta aspettando di sbocciare.

Tuttavia, il personaggio che più mi è entrato nel classic037cuore è quello di Aurelia. Bella, ricca e
viziata, Aurelia non soccombe al ruolo che la società vorrebbe imporle, ma è decisa a prendere le proprie decisioni, a vivere una vita avventurosa, ad affermarsi grazie alla sua intelligenza, guidata da forti ideali. È una ragazza combattiva, ostinata nel voler tenere Amy e nell’opporsi al matrimonio che i suoi genitori vorrebbero per lei.

Anche quando le viene diagnosticata la malattia, Aurelia non si lascia scoraggiare, anzi, cerca di godersi gli anni che le rimangano con il solito entusiasmo, cogliendo al volo anche l’opportunità di un viaggio, prima che la sua vita giunga al termine.

Dal suo ritorno, mi resi conto che si era fatta più riflessiva. Passavamo meno tempo a giocare e ridere, e più a passeggiare quando ci riusciva, meditando sul modo in cui il nostro passato ci aveva plasmate. Cantavamo e leggevamo meno a voce alta, ma parlavamo in maniera più profonda e restavamo più spesso in silenzio. Lei brillava meno e riluceva di più, era meno fiamma e più acqua profonda, silenziosa e scintillante. […] Sapevamo entrambe che quelle giornate erano doni, ricevuti per godere al meglio delle nostre capacità e per usarle con la massima saggezza possibile.

Amy Snow è anche il racconto di una splendida amicizia, profonda, sincera e forte, in grado di sopravvivere a separazioni più o meno lunghe, come il viaggio di Aurelia o la sua stessa morte. È un’amicizia che supera le differenze di classe sociale, che affronta il dolore della perdita, che mette a dura prova la lealtà: quante volte Amy, durante la caccia al tesoro, prova delusione nei confronti di Aurelia, che in vita le aveva nascosto qualcosa di importante; prova anche rabbia, ogni volta che la sua vita sta per prendere forma, ma deve proseguire il suo viaggio, assecondando i  desideri dell’amica. Il rapporto tra Amy e Aurelia è uno dei punti forza di questo romanzo, perché risulta ben descritto, è un rapporto profondo, mai banale, è il ritratto di un sentimento che tutti dovrebbero sperimentare.

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Lo stile dell’autrice è veramente degno di nota: a tratti poetico, con un lessico variegato e specifico, riesce ad esprimere bene situazioni ed emozioni. La storia si svolge su tre piani temporali: il presente, che va dalla morte di Aurelia e segue Amy nella sua caccia al tesoro; l’infanzia di Amy e, poi, gli ultimi anni con Aurelia. L’alternarsi di passato e presente segue fluidamente il flusso dei ricordi della protagonista, in un ritmo coinvolgente, molto ben strutturato, accompagnato da un linguaggio assai evocativo.

La grande pecca è la caccia al tesoro: forse un espediente un po’ banale, per scoprire il grande segreto di Aurelia, segreto che, ahimè, ho intuito dopo pochi capitoli. Fortunatamente, il romanzo non gira solo intorno a questo, quindi la lettura non è stata rovinata dalla mia  “intuizione”. Nonostante questo, e il fatto di non essere riuscita ad entrare completamente in contatto con la protagonista, posso affermare che Amy Snow  è uno splendido romanzo.

Chiedo scusa se per fare chiarezza nei  miei pensieri ho dovuto trascinarvi in questa lunga recensione, ma spero di avervi invogliati ad affrontare questa lettura che, sono sicura, saprà conquistarvi, a più livelli, regalandovi la storia di una preziosa amicizia  e della conquista del proprio posto nel mondo.

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11 thoughts on ““Amy Snow” di Tracy Rees

  1. Non devi chiedere scusa, secondo me… sei riuscita a farmi appassionare alla storia, e credo che presto acquisterò questo libro; anche perché (ne ignoro il motivo) ho sempre apprezzato le storie di quei personaggi che, dopo aver trascorso dei momenti bui, tornano a “risorgere”… Grazie! 🙂

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      1. Leggendo la tua recensione mi ha ricordato la trama del Giardino segreto, almeno un po’. Del resto questo genere di storie sono effettivamente simili. Dipende poi da che le scrive renderle originali e interessanti.

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