Recensioni

La trilogia fantasy di Laini Taylor

Mi piace considerarmi una grande appassionata di fantasy, ma senza dubbio sono anche molto cauta. Probabilmente sono anche un po’ schizzinosa, anche se in realtà ho letto davvero di tutto. Però ho di solito molta paura quando mi approccio ad un fantasy che non conosco e di cui non mi ha parlato nessuno, perché il rischio banalità è sempre dietro l’angolo.

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Quando ho visto Sogni di mostri e divinità in libreria mi si è presentato un bel miscuglio di sentimenti: eccitazione (wow, finalmente una nuova saga da divorare), timore (e se poi fa schifo?), curiosità (dai, devo provarlo). Leggendo la trama, ho scoperto che era il terzo ed ultimo volume della saga scritta da Laini Taylor, intitolata Daughter of Smoke and Bone: il primo si intitola La chimera di Praga, il secondo La città di sabbia. Ho scoperto poi solo di recente che ha scritto anche altri romanzi: andrò a cercarli.

Vi anticipo da subito che il mio giudizio sulla saga è più che positivo. Le aspettative iniziali sono state soddisfatte, e sono contenta di essermi fidata del mio istinto.

Karou è una sedicenne molto particolare: a parte i capelli blu, quello che più la rende insolita è il suo continuo scomparire per strane commissioni. La sua amica Zuzana la rimprovera spesso per le sue improvvise sparizioni, ma le vuole così bene che alla fine la perdona sempre. Dove va Karou? Se ne va in giro per il mondo, muovendosi attraverso un portale magico, a ritirare denti (avete capito bene, denti) per conto di Sulphurus, la figura più vicina a quella di un genitore che esiste nella vita della ragazza. Solo che Sulphurus non è un uomo. È una chimera dall’aspetto caprino, così come le altre figure che popolano la sua abitazione, tra cui Sybilis, metà donna e metà serpente.

Dall’altra parte c’è Akiva, un angelo bellissimo e potente, che, vedendo Karou, comincia a ricordare un passato doloroso che credeva di aver sotterrato per sempre. I protagonsti si muovono tra due mondi, inseguendo il sogno della pace, mentre contano sulla propria pelle i segni di una guerra che dura da millenni.

È veramente difficile raccontarvi qualcosa della trama, perché avendoli letti uno di seguito all’altro faccio fatica a ricordarmi cosa succede in un libro e cosa in un altro: nella mia mente è ormai un’unica storia. Posso però darvi il mio giudizio, e raccontarvi qualche riflessione.

Innanzitutto, sono libri scritti molto bene, che danno la giusta importanza a tutti gli aspetti fondamentali in un fantasy. La protagonista è senza dubbio uno dei personaggi migliori: mai banale, mai prevedibile, cambia e scopre se stessa dalla prima all’ultima pagina. Anche Akiva ha le sue evoluzioni, ma Karou è il personaggio che cresce di più. L’elemento sovrannaturale è introdotto con naturalezza, senza quel senso di artificialità che a volte rovina romanzi di questo genere. L’universo creato dalla Taylor è piuttosto complesso, ma il lettore arriva a conoscerlo in modo graduale, in modo da comprenderlo facilmente. L’equilibrio tra la trama vera e propria, le scene di lotta e di guerra e le storie d’amore  è perfetto. L’autrice non scivola mai nel melenso, anche se le scene tra gli innamorati sono spesso descritte con quel tono un po’ epico un po’ mistico tipico dei romanzi fantasy. Come se da un bacio dovesse dipendere il destino del mondo intero. Ma chi legge questi libri sa che sarà così: sapevo che sarebbe stato così, e mi va bene.

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Quando ho scoperto che  l’autrice ha i capelli fuxia l’ho amata ancora di più.

Ciò che mi ha più colpito, tuttavia, è lo strato di riflessioni attuali che si nasconde sotto la storia. La Taylor, parlando di angeli e chimere, di guerre tra i mondi, parla del nostro mondo di tutti i giorni. Questi romanzi fanno riflettere sulla comprensione e l’accettazione del diverso, sulle reali ragioni che si possono nascondere dietro una guerra, sulle macchinazioni politiche di chi ci governa, sull’importanza di lavorare uniti se si vuole cambiare qualcosa. Penso che sia importante avere un fondamento di idee come queste se si vuole scrivere un fantasy ben fatto, perché in questo modo acquista quella profondità che lo distingue dalle mille banali storie di vampiri, fate, streghe e creature varie che ormai popolano il web e le librerie.

Con l’esplosione di questo genere di storie negli ultimi anni, sono nati racconti e romanzi tra i più disparati. Alcuni risultano scadenti proprio perché mancano di un qualche tipo di riflessione. Essendo questi libri rivolti principalmente ad un pubblico giovane, penso sia molto salutare non fornire un prodotto superficiale. La Taylor ha centrato il punto, regalandoci una storia originale e profonda, divertente e commovente, che ho divorato in pochi giorni  e che consiglio a tutti.

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6 thoughts on “La trilogia fantasy di Laini Taylor

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