Recensioni

“Ross Poldark” di Winston Graham

Quanto mi è piaciuto leggere Ross Poldark! Mi ero innamorata della serie tv targata BBC del 2015 e di cui vi parlerò sicuramente; qualche tempo fa ho avuto l’ispirazione di leggere il romanzo da cui è stato tratto l’adattamento televisivo, così, durante un giro in libreria, ho fatto il mio acquisto.

WG12bks.jpgL’autore, Winston Graham, ha scritto Ross Poldark nel 1945, primo di una saga storica, composta da ben dodici romanzi, pubblicati dal 1945 al 2002. Protagonista è Ross Poldark, giovane soldato britannico. Dopo aver combattuto durante la guerra d’indipendenza americana, ed essere stato ferito,  nel 1783 il capitano fa ritorno nella sua terra, in Cornovaglia, pronto a riprendere la sua vita. Sfortunatamente, di quello che aveva lasciato non è rimasto nulla: il padre è morto e la casa, lasciata in gestione a due pigri servitori, è terribilmente trascurata, le miniere di sua proprietà sono poco redditizie ed Elizabeth, la ragazza da lui amata, sta per sposarsi con suo cugino Francis. Ross deve rimboccarsi le maniche per dare un nuovo inizio alla propria esistenza: suoi alleati sono la cugina Verity, giovane gentile e sensibile, e Demelza, una tredicenne che il capitano ha accolto in casa sua. Ross deve affrontare numerosi problemi: la casa va risistemata, la miniera riattivata, bisogna prendersi cura dei minatori e delle loro famiglie, vanno ristabiliti i contatti con la società, affrontare i pettegolezzi, gestire i problemi di famiglia e cercare di dimenticare Elizabeth.

Ross Poldark è un personaggio incredibile, un uomo con principi, dal forte temperamento,
disposto a tutto pur di proteggere ciò in cui crede. Non è perfetto: a volte troppo razionale, altre volte troppo istintivo, tuttavia, è un personaggio di cui ci si innamora. La sua determinazione nel voler ricominciare la sua vita da zero è invidiabile, perché le difficoltà che si trova costretto ad affrontare sono molte e non indifferenti. Invidio la sua forza di volontà e il suo non voler piegarsi alle convenzioni della società e al perbenismo.

Accanto a lui ruotano diverse figure, molto ben delineate: spiccano, soprattutto, Verity e Demelza. La prima, donna dal cuore buono, sembra esclusivamente dedita alla famiglia, ma dimostra forza e coerenza nei suoi sentimenti. Demelza subisce un’incredibile trasformazione nel corso del romanzo: da tredicenne sporca e testarda, si trasforma in una ragazza, graziosa, curiosa, grande lavoratrice, spontanea e sognatrice. Devotissima a Ross per averla salvata da un padre violento e ubriaco, impara a ritagliarsi un posto a Nampara House, dimora di Poldark ed è bello vedere come la giovane diventi una sorta di controparte del capitano: simili e opposti allo stesso tempo, sembrano completarsi a vicenda.

Intorno ai personaggi principali, si muovono quelli secondari: minatori, borghesi, servitori e popolani. Le loro voci si sovrappongono, fornendo al lettore diversi punti di vista: c’è Jud, il servitore ignorante e ubriacone, ci sono i minatori, ci sono le donne della buona società, sempre pronte a scambiarsi gli ultimi pettegolezzi. Il linguaggio di Graham si adatta perfettamente ad ogni contesto e risulta incredibilmente vivo e coinvolgente: sembra proprio che sia la gente vera a parlare. Notevole lo stile dell’autore, che riesce ad alternare scene di coralità a momenti di introspezione dei personaggi principali, in cui lascia libero sfogo al monologo interiore: questi sono tra i miei momenti preferiti, perché è possibile conoscere a fondo il cuore e la mente dei protagonisti.

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Molto poetiche e suggestive, inoltre, sono le descrizioni degli ambienti: la Cornovaglia è una terra selvaggia, una terra che offre lavoro e che distrugge vite, un luogo meraviglioso, dove la natura è piuttosto incontaminata.

Era questo che rendeva speciali le prime ore del mattino. Sotto il chiacchiericcio degli uccelli c’era il silenzio di un mondo non ancora sveglio. Una cornacchia volò bassa sopra gli alberi, riflessi dorati sul piumaggio logoro, le ali che sbattevano producendo un cigolio nell’aria. Il sole si alzò e inondò la valle, proiettando mute ombre coperte di rugiada e lunghe lame di pallida luce in mezzo agli alberi.

Dalla narrazione, infine, emergono diversi temi che mi hanno offerto lo spunto perRoss Poldark di Winston Graham Cover Sonzogno profonde riflessioni. Uno di questi è lo stalking. Jinny, figlia di un minatore, è oggetto delle attenzioni indesiderate di uomo molto più grande di lei, per giunta non del tutto sano di mente. Lui la osserva, in continuazione. Non agisce, si limita a guardarla. La ragazza è spaventata, così come la sua famiglia. Ross, al quale è stata sottoposta la questione, sa che il magistrato non può intervenire se non è stato commesso alcun crimine. È sempre la stessa storia: si agisce quando è troppo tardi… Pur essendo un personaggio secondario, Jinny dà voce a quel numero di donne che non hanno la possibilità di difendersi. Mi ha colpita, favorevolmente, trovare questa tematica in un romanzo del 1945, ambientato alla fine del Settecento e scritto da uomo: ti fa riflettere sul concetto di attualità e comprendere che i problemi di oggi hanno radici molto più antiche.

In questo romanzo ho trovato anche delle bellissime parti relative all’amore e a come ci si innamora.

Sono felice, pensò lui di nuovo. Mi sta accadendo qualcosa, ci sta accadendo qualcosa che sta trasmutando la nostra piccola misera storia d’amore. Non perdere questo stato d’animo, tienitelo stretto. Non tornare indietro. […] E fu così che scoprì che ciò che in qualche modo aveva disprezzato non era disprezzabile, che ciò che per lui era stata la soddisfazione di un appetito, un’avventura piacevole ma banale e deludente, possedeva elusive profondità, e il cuore colmo di una consapevole bellezza che non aveva mai conosciuto prima.

La storia di Verity, probabilmente, è quella che ti costringe a fermarti e a cercare di capire: innamorata dell’uomo sbagliato, ostacolata dalla famiglia, sembra destinata alla sofferenza. Più volte io mi sono chiesta: sei dalla parte di Verity o della sua famiglia? Non vi racconto le circostanze della vicenda per evitarvi anticipazioni, ma vi riporto un discorso della ragazza, che mi ha particolarmente colpito.

Conoscendolo, conoscendo Andrew, mi sembrava una cosa impossibile. È stato terribile. Ma non si può voltare le spalle alla verità. Non la si può allontanare con la forza di volontà o con le preghiere o anche solo vivendo. Lui ha davvero fatto quello che ha fatto. Me lo sono dovuta ripetere ancora e ancora. Ma questo invece di uccidere il mio amore per lui, ha ucciso l’orrore che provavo. Ha ucciso la paura. Mi sono detta: lo ha fatto e ha scontato la sua pena. Non è abbastanza? Un uomo dev’essere condannato per sempre? Perché vado in chiesa e recito e il Padre Nostro, se poi non tengo fede a ciò che dice, se poi non c’è perdono? Pensiamo forse che il nostro comportamento conti più delle parole del Fondatore della cristianità? E che possiamo giudicare gli altri in base a parametri più alti di quelli che usiamo per noi stessi?

Ho amato Ross Poldark per il modo in cui mette in luce la natura umana, nei suoi aspetti positivi e negativi. Non vedo l’ora di acquistare gli altri romanzi della saga, anche se non sono stati pubblicati in Italia: credo che farò presto un nuovo ordine su Amazon!

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