Dalla carta allo schermo

L’enigma del doppio

Premessa: su questo libro, e sul film che ne è stato tratto, si potrebbe scrivere una tesi di laurea, tanto sono complessi, ricchi e stratificati. Ovviamente questa non è la sede giusta per un lavoro del genere, ma non si sa mai che qualcuno possa trarne ispirazione.

psf1337606701ps4fba422d65d6aIl libro in questione è L’uomo duplicato di José Saramago, da cui è stato tratto Enemy, di Denis Villeneuve. Di solito cerco di leggere i libri prima di guardare i film che ne sono stati tratti, ma questa volta è andata al contrario per puro caso. L’esperienza non mi ha delusa, anzi. Partiamo dal libro.

Tertulliano Máximo Afonso è un professore di storia annoiato e depresso. Vive da solo, è divorziato e ha una tiepida relazione con un’impiegata di banca. Un collega, il professore di Matematica, gli consiglia di noleggiare qualche film per provare a svagarsi un po’, per alleviare la sua depressione o marasma, come la chiama Tertulliano Maximo Afonso (in tutto il romanzo non viene mai chiamato solo con il nome o con il cognome, tutta la formula è ripetuta un numero incredibile di volte). Ora, non è importante tanto il il titolo del film che il collega consiglia al professore di Storia, quando ciò che egli trova in esso: un attore identico a lui. Non lo nota subito, perché ha una piccola parte di scarsa importanza, ma quando si rende conto della somiglianza ne rimane sconvolto. Inizia in questo momento una lunga ricerca, che lo porterà a scoprire l’identità di quell’attore e li farà incontrare.

enemy_posterIl titolo del film mi ha portato a ricercare nel romanzo tutte le occasioni in cui il narratore faceva uso della parola nemico per descrivere il rapporto tra il professore e il suo sosia (anche se è difficile stabilire chi sia il sosia di chi). In effetti la parola viene usata, ma solo verso la conclusione della storia, ed è inevitabile che rispecchi una delle possibili interpretazioni del romanzo, quella scelta dal regista e una delle ultime a cui io avrei pensato in prima persona.

Questo non vuol dire che il film non mi sia piaciuto, anzi. È uno di quei film che, una volta finiti, ti fanno pensare: e adesso? Sì perché, se già il romanzo non dà completa soddisfazione di tutti gli enigmi, il film non è da meno, dato che seleziona solo alcuni dei temi del libro, ma aggiunge vari elementi disturbanti e ancora più contorti. Bisogna innanzitutto sottolineare la straordinaria performance di Jake Gyllenhaal, che interpreta il professore e il suo alter ego con un’interpretazione da brividi (e che evidentemente sentiva la mancanza dell’atmosfera creata da Donnie Darko e avrà pensato: dai, facciamo un altro film per sconvolgere un po’ la gente). Accanto a lui troviamo Mélanie Laurent (se il suo nome non vi dice niente, pensate a Christoph Waltz che urla “Shosanna! Shosanna!” vestito da nazista), Sarah Gadon, una delle muse di David Cronenberg, e Isabella Rossellini nei panni della madre di Adam Bell, il Tertulliano del romanzo.

La prima cosa che si nota è l’atmosfera giallastra e opprimente del film, che trasporta lo spettatore in una dimensione alternativa per un’ora e mezza, con il tentativo di coinvolgere attraverso la vista anche gli altri sensi, quasi soffocando chi sta guardando il film. La differenza sostanziale con il romanzo (non sto qua a farvi la lista di tutte le cose diverse, penso che sia inutile) è il numero di parole impiegate per raccontare la storia. Probabilmente è un fattore che deriva dal cambiamento di mezzo, da quello letterario a quello cinematografico, ma non penso sia una spiegazione sufficiente. José Saramago fa uso di periodi lunghissimi, ragionamenti che sconfinano in pagine e pagine di elucubrazioni, con interruzioni, ripensamenti, parentesi e incisi. Non penso che prolisso sia la parola giusta per descriverlo, perché è un aggettivo con una connotazione negativa che non voglio attribuire a questo scrittore straordinario. Ogni azione di Tertulliano Máximo Afonso, ogni suo pensiero, ogni cosa che accade intorno a lui è descritta nei minimi particolari, con una sintassi a strati che rende macchinoso anche il ragionamento più semplice. Interessanti sono i dialoghi del protagonista con il senso comune, che viene qui personificato. Come è giusto che sia, il senso comune cerca di consigliare il professore, indicandogli quale sarebbe la via da seguire se si ragionasse in modo comune. Ma è chiaro che non è il modo in cui Tertulliano Máximo Afonso intende procedere.

doppio

Al contrario nel film i dialoghi sono molto stringati, essenziali. Scambi di battute così scarni creano un’atmosfera del tutto diversa, ma non contribuiscono per questo a rendere più chiaro l’enigma di fondo, che anzi risulta attraversato da un’interpretazione speculare: il romanziere sommerge il suo mistero di parole e ragionamenti, dialoghi lunghi e complessi, in cui neanche la punteggiatura offre un’ancora di salvezza. Dall’altra parte il regista decide di ridurre le parole al minimo, lasciando che siano le immagini, i gesti a raccontare la storia. Sono due modi diversi di rendere lo stesso interrogativo, ma non ce n’è, a mio parere, uno migliore dell’altro.

Il mistero è: chi è la copia di chi? Ma soprattutto, si tratta davvero di due uomini identici, o è la stessa persona, forse in preda a una crisi schizofrenica, forse che semplicemente si sta immaginando tutto? Girovagando per il web, ho trovato varie teorie, ma la cosa che mi ha dato più fastidio è la sicurezza con cui alcuni affermano: è così, non può essere altrimenti. Io, onestamente, non me la sento di dire: ho risolto l’enigma, perché è davvero troppo complesso.

en2013-1080-wdl-phd_01_01_23_000013c753

Cosa significano i ragni, uno degli elementi introdotti dal regista? Ipotesi: allegoria del controllo (ma sarà vero?). Il racconto procede come se il protagonista si spostasse su un’unica linea temporale, ma ci sono vari elementi che mi hanno fatto pensare che in realtà passato e presente siano mescolati. In particolare, nel film c’è una scena in cui il professore sta spiegando i regimi autoritari ai suoi studenti. La stessa scena viene ripetuta, una volta segue un’inquadratura dell’attore, la seconda volta una del professore. Perché la lezione viene ripetuta identica per due volte? Forse perché non si tratta di due lezioni consecutive? Dubbi du dubbi. Inoltre, nel romanzo il professore avanza una proposta strampalata, inaspettatamente accolta dal preside: perché non insegnare la Storia al contrario, partendo dal presente e tornando indietro? Cosa vi fa pensare che questa non possa essere una delle possibili chiavi di lettura del romanzo?

Insomma, come avrete capire, potremmo stare ore a parlare di questi due capolavori, film e libro. Visto che questo post ha ormai superato le mille parole, ma che non ho detto neanche la decima parte di tutte le cose che volevo dire, ci sono buone probabilità che torni a parlarvi de L’uomo duplicato e di Enemy. Per ora vi consiglio di leggere il libro e guardare il film, scegliete voi in quale ordine, ma, mi raccomando, mente aperta. Magari l’idea più incredibile può rivelarsi quella adatta a svelare il mistero.

0

P.S.: ah, ve l’ho detto che l’attore identico al professore ha uno pseudonimo? Una terza possibile identità?

Annunci

5 thoughts on “L’enigma del doppio

  1. Ho letto solo il libro (amo Saramago). se mi capita guarderò il film.
    Penso anch’io che sbandierare interpretazioni non sia la cosa migliore da fare, per quello che ricordo (la mia lettura è di parecchi anni fa, più o meno quando uscì il romanzo, mi pare) Saramago stesso lascia molto aperto il finale e i vari interrogativi. Un po’ come in altri suoi romanzi.

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...