Recensioni

“Carne mia” di Roberto Alajmo

6588-3Nell’affrontare un libro non tradotto, un libro in italiano perché scritto primariamente in italiano, si sente un calore, un’empatia tutta particolare; almeno, per me è così. E lo è stato ancora di più per questo romanzo, che proprio di carne parla, di appartenenze.

Carne mia di Roberto Alajmo è ambientato un po’ in Sicilia, un po’ in Spagna, ma il suo fascino sta tutto nel modo in cui i luoghi sono evocati. Sono le persone che li abitano a renderli quello che sono, le loro storie, i loro amori, le loro lotte. E così, quando Franco, il protagonista, si trasferisce in Spagna, lasciandosi alle spalle la sua terra e la vita difficile che lì ha vissuto, riceve un particolare soprannome: Sicilia. Non siciliano, ma proprio Sicilia, a identificarlo in tutto e per tutto con la sua terra.

Non voglio raccontarvi molto della trama, perché ogni dettaglio potrebbe diventare un indizio, con il rischio di rovinarvi la lettura. Sappiate che è la storia di una famiglia alle prese con una realtà più grande di lei, con delle difficoltà che mettono a dura prova tanto l’amore per i propri cari quanto le più ancestrali considerazioni morali che qualsiasi essere umano si trova a fare prima o poi.

Mi ha colpito lo stile schietto, asciutto, diretto, che rende la lettura scorrevole e veloce anche quando i fatti narrati sono potentemente drammatici. La leggerezza della scrittura è un fattore da non sottovalutare: con una storia così, questo romanzo sarebbe potuto diventare un intollerabile mattone. Invece è proprio la sua snellezza a renderlo indimenticabile.

Leggendo, non mi sono affezionata a nessun personaggio in particolare, ma sicuramente ho preso a cuore la forte idea di famiglia che ne viene fuori. L’identità dei personaggi esiste solo in relazione a quella dei familiari. Senza il tuo sangue, senza la tua carne, chi sei? È un’idea di appartenenza che per me è molto difficile da immaginare, non so se per come è composta la mia famiglia in particolare (in cui non c’è alcun dramma o problema, se non quelli comuni a tutti: semplicemente la si vive in un modo completamente diverso), o per le solite considerazioni sulla differenza fra nord e sud, fra i modi in cui si dà importanza alle cose. Nonostante tutto, non ho fatto fatica a comprenderlo: la voglia di sentirsi parte di qualcosa è parte di ogni essere umano. Ma la famiglia di Carne mia è una forza superiore alla somma dei suoi singoli componenti: è un’entità a sé stante, fatta di amore, ma anche di conflitto e, inevitabilmente, di sangue. 

È un libro che ha il pregio di essere molto complesso e molto semplice allo stesso tempo, ricco, ma essenziale, avvolgente, ma diretto. Una lettura che consiglio a tutti, specialmente a quelli che non leggono un romanzo italiano da un po’ di tempo: può essere una bella occasione per tornare elegantemente alle proprie origini.

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3 thoughts on ““Carne mia” di Roberto Alajmo

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