Riflessioni

I nuovi zombie?

Ne Il libro dei Baltimore ho trovato un passo molto interessante, che mi piacerebbe condivider con voi, perché offre lo spunto per una riflessione interessante sul futuro. Si ripropone il solito dibattito che vede nel libro il passato, mentre l’avvenire si baserà esclusivamente sulle immagini, facendo regredire le capacità intellettive degli uomini.

Dal dialogo che vi propongo emergerà una visione del futuro agghiacciante: persone schiave della tecnologia, incapaci di prendere decisioni. Un popolo di zombie. Sembra tutto molto esagerato, quasi impossibile, ma riflettendo attentamente ci si può rendere conto di quanto ogni giorno siamo sempre più condizionati da quanto la società ci propone e di quanto facciamo affidamento sulle immagini più che sulla parola. Intrattenere i bambini, spesso, non significa più leggere loro storie o coinvolgerli in giochi e attività, ma dare loro un cellulare o un tablet in mano.

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Non si inibiscono in questo modo molte capacità del nostro cervello?

Mi rendo conto che questo è un argomento complesso e che non si può trattare in maniera superficiale, ma ho voluto ugualmente proporvi il brano seguente per raccogliere le vostre opinioni. Credete anche voi che nel futuro ci trasformeremo in creature schiave delle immagini? Qual è il limite?

“Il libro, mio povero Marcus, è il passato”.

“ Roy, si rende conto di quello che sta dicendo?”

“Su non si abbatta piccolo Goldman. Tra vent’anni la gente non leggerà più. Questo è poco, ma sicuro. Saranno tutti troppo occupati a fare i cretini con i loro smartphone. Mi creda, Goldman; l’editoria è morta. I figli dei suoi figli guarderanno i libri con la stessa curiosità con cui noi osserviamo i geroglifici dei faraoni e le diranno: ‘Nonno a cosa servivano i libri?’. E lei risponderà  ‘A sognare. O a distruggere gli alberi, non me lo ricordo più’. A quel punto sarà troppo tardi per tornare indietro:  l’idiozia dell’umanità avrà raggiunto il culmine, e noi ci staremo uccidendo l’un l’altro per colpa della nostra imbecillità congenita ( cosa che in parte stiamo già facendo). Il futuro non è più nei libri, Goldman. […] Il cinema, Goldman, quello sì che è il futuro! Ormai le persone vogliono immagini! Non vogliono più riflettere, vogliono essere guidate! Sono asservite dalla mattina alla sera e, quando tornano a casa, si sentono smarrite: il loro signore e padrone, la mano benefattrice che le nutre, non è più lì per punirle e guidarle.

Ma per fortuna c’è la televisione. L’uomo la accende, si prostra, e le affida il proprio destino. ‘Cosa devo mangiare padrona?’, chiede alla televisione. ‘Lasagne surgelate!’ gli ordina la pubblicità. E allora ecco che  lui si precipita a infilare nel microonde il suo piattino nauseabondo. […] Poi, passata l’ora del pasto, la televisione si arrabbia e cambia tutte le pubblicità: ‘Sei troppo grasso! Sei tropo brutto! Fila immediatamente a fare ginnastica! Sii bello!’. E costringe l’uomo a comprare apparecchi che gli scolpiscono il corpo, creme che gli gonfiano i muscoli mentre dorme, pillole magiche che sostituiscono gli effetti di quella ginnastica che non ha voglia di fare perché deve digerire la pizza! È così che funziona il ciclo della vita, Goldman. L’uomo è debole. Il suo istinto gregario lo spinge ad ammassarsi dentro sale buie chiamate cinema. E bam! Gli scaricano addosso la pubblicità, i pop-corn, la musica, le riviste gratuite…e poi arrivano i trailer che gli dicono: ‘Povero scemo, hai sbagliato film. Va’ a vedere quest’altro: è decisamente meglio!’ […]Perciò dovrà tornare per vedere l’altro film, ma prima ci sarà un trailer che gli dirà di nuovo che ha fatto la scelta sbagliata e lui, infelice, e depresso, durante l’intervallo si ingozzerà di bibite e gelati al cioccolato venduti a prezzi esorbitanti, cercando di dimenticare la sua condizione miserabile.

Forse, mio povero Goldman, sarà rimasto soltanto lei a leggere libri, insieme a una manciata di altri resistenti. Sarete asserragliati nell’ultima libreria del paese, ma non potrete lottare all’infinito: il popolo degli zombie e degli schiavi finirà per vincere.”

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6 thoughts on “I nuovi zombie?

  1. Mamma mia, allucinante!!! Non voglio pensare ad un’eventualità del genere… o perlomeno, se ci sarà, spero di non essere presente…. A parte tutto, il brano che hai proposto mi ricorda un po’ sia “1984”, di orwell; sia “Fahreneit 451”, di Ray Bradbury: entrambi raccontano due universi del tutto paradossali…
    Quello che penso, dopo aver letto la tua riflessione, seguita dal brano, è che purtroppo per molti bambini di oggi non esistono più le passeggiate in pineta, oppure uscire in bicicletta, e giocare con gli amici; purtroppo la tecnologia ha preso il sopravvento in una maniera vorticosa, quasi “intrappolandoli”; le persone come te, me ed altri si “salvano” perché nati in un’altra epoca, quando la tecnologia stavaancora nascendo…
    Grazie per questi spunti!
    Buon pranzo!
    Ti auguro un sereno pomeriggio. 🙂

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  2. Molto interessante questa riflessione. secondo me in parte siamo già ampiamente condizionati dalle immagini, inoltre le generazioni cresciute con gli smartphone e in generale internet si sono abituate ad avere tutto subito, hanno una soglia dell’attenzione bassa e si annoiano facilmente. Detto questo non credo che in futuro ci sarà solo un branco di zombie… ogni epoca ha i suoi cambiamenti, evoluzioni e involuzioni. Ci saranno sempre, secondo me, gli artisti, i lettori, quelli che vorranno andare oltre. Inoltre non credo neanche che il cinema sia il male, perché c’è anche quello che fa riflettere. Tu cosa ne pensi? Grazie per questo articolo!

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    1. Ciao! Non vedo affatto negativamente il cinema ma mi spaventa l’uso dei cellulari, da cui siamo sempre più dipendenti. Che sia per controllare l’ora o accenderlo solo nei momenti di pausa, sembra che lo abbiamo trasformato in qualcosa di indispensabile.
      Come dici tu evoluzioni e involuzioni ci sono sempre state e ci saranno, ma non mi piace la direzione che stiamo prendendo, soprattutto per quanto riguarda i bambini. Vedo sempre più ragazzini con telefoni in mano già da piccolissimi. Non ci si perde qualcosa?

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      1. Sì anche a me non piace, si mettono in mano ai bambini gli smartphone come un tempo li si parcheggiava davanti alla tv. Dipende dai genitori… L’esperienza nella realtà è una cosa essenziale per crescere e maturare, mi auguro che l’istinto umano faccia qualcosa in tal senso e che i cervelli non si spengano definitivamente!

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