Racconti · Riflessioni

Clelia e… Clelia

Clelia quel giorno era diventata improvvisamente nervosa. Perché si era resa conta di essere stata molto stupida.

Aveva dimenticato il mondo intero, ma soprattutto se stessa. Una cosa che avrebbe dovuto farla stare bene era diventata un’angoscia senza fine, e non era giusto per nessuno.

Fu un pomeriggio molto difficile per Clelia. Era così arrabbiata con se stessa. Era tornata a quello stadio di apatia che l’aveva consumata quando stava male: non aveva voglia di fare niente, di vedere nessuno. Aveva senso? No.

Tutta questa voglia di farsi prendere dai sentimenti l’aveva fregata di nuovo, quando avrebbe solo voluto vivere tutto con serenità, rispettando se stessa e gli altri.

Chiedeva troppo? Troppo poco? Clelia non ci capiva più niente. Non sapeva più niente. Era solo tanto tanto stanca, con la voglia di staccare il cervello e di dimenticarsi di pensare.

Non aveva nessuno da incolpare, e questo la faceva stare ancora più male. Non riusciva a sfogarsi, né a svagarsi. Stava per esplodere.

Il senso di impotenza è davvero una brutta cosa. Sentirsi consumati anche. Clelia era esausta.

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