Recensioni

“Le api” di Meelis Friedenthal

20151020110238_253_cover_mediaCi sono parti d’Europa di cui si sa generalmente molto poco. Un po’ perché da noi sono lontane, un po’ perché la loro cultura è spesso considerata periferica rispetto alla tradizione italiana, francese o inglese, per esempio. Eppure, anche paesi come l’Estonia, in questo caso, sono in grado di regalare piccole perle.

Ho da poco finito di leggere Le api di Meelis Friedenthal, ambientato nell’Estonia del XVII secolo e vincitore del Premio dell’Unione Europea per la Letteratura nel 2013. Racconta la storia di uno studente, Laurentius, che arriva a Tartu, città universitaria estone, dopo essere sfuggito a uno scandalo non ben definito. Fin da subito il suo viaggio presenta numerose difficoltà, e la violenta febbre che lo coglie non appena arrivato a destinazione non lo aiuta ad ambientarsi. La vicenda si svolge nel giro di una settimana, raccontata sotto forma di diario, ma in terza persona.

La pioggia e l’umidità sono sicuramente protagoniste. L’atmosfera del romanzo è fangosa, scura, tetra; crea un senso di oppressione che ben si accompagna al clima culturale dell’epoca, intriso di superstizione (era l’epoca della sinistra caccia alle streghe). Laurentius è l’unico personaggio veramente caratterizzato del romanzo. Tutti gli altri ruotano brevemente intorno a lui, e hanno una connotazione sfumata, come se anch’essa fosse stata cancellata dalla pioggia.

Anche la grande fame viene ben descritta nel romanzo, una carestia durata parecchi anni che costrinse gli strati più poveri della popolazione a vivere in ricoveri ai margini delle città, a trascinarsi per le strade in cerca di cibo, fino ad arrivare ad episodi più o meno leggendari di cannibalismo. Non a caso, il cibo è un leitmotiv di tutto il romanzo: consumato dalla malinconia, la malattia simbolo del Seicento, Laurentius sente che la bile nera corrompe ogni pietanza, ogni bevanda. Già debilitato dalla febbre, non riesce neanche a mangiare, perché ogni pezzo di pane che porta alla bocca ha il gusto della morte.

Il romanzo procede senza colpi di scena, muovendosi più sul piano dell’inconscio e nella psicologia del protagonista che su quello degli avvenimenti reali. Numerosi sono i momenti dedicati a disquisizioni filosofiche, sulla scia degli studi che all’epoca prevedeva l’università (i primi quattro anni, infatti, erano dedicati interamente alla filosofia, considerata propedeutica a qualsiasi specializzazione). Con molto interesse ho appreso che era anche l’epoca delle prime dissezioni umane dal vivo, che diventeranno poi quasi di moda negli anni successivi. Dopo aver scritto una tesi sull’influenza della fisiognomica sulla letteratura, mi è rimasto l’interesse per quei romanzi che si avvicinano alla storia della scienza e della medicina, e devo dire che Le api ha saputo stimolare la mia curiosità.

È il primo romanzo Iperborea che leggo, nonostante mi affascinassero da tempo, e devo dire che sono rimasta piuttosto soddisfatta. Sicuramente quella nordica è una cultura che mi interesserebbe approfondire, e penso quindi che questo sarà solo il primo di una serie di romanzi di questo tipo che leggerò.

Annunci

5 thoughts on ““Le api” di Meelis Friedenthal

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...