Recensioni

“La casa del sonno” di Jonathan Coe

Pur essendo piuttosto famoso, non avevo mai letto nulla di Jonathan Coe. Direi che il primo approccio è stato positivo: La casa del sonno mi è piaciuto tantissimo.

la-casa-del-sonno-coeRacconta di due diversi piani temporali: in uno i protagonisti sono studenti universitari, nell’altro sono già adulti, con una carriera formata e molte storie alle spalle. Tutto gira intorno a Sarah, che studia per diventare maestra e soffre di narcolessia, anche se né lei né i suoi amici se ne rendono conto.

Vittima di una relazione piuttosto torbida, con un ragazzo prepotente e ossessivo, interessato soprattutto ai disturbi mentali della sua fidanzata, Sarah sembra muoversi un po’ a casaccio nella sua vita, lasciandosi trascinare dagli eventi senza mai prendere veramente il controllo.

Robert è innamorato di lei sin dal loro primo incontro, ma non osa dichiararsi. La sua sarà la trasformazione più radicale e anche la più sorprendente, penso uno dei colpi di scena più efficaci del romanzo.

Molto interessante anche il personaggio di Veronica, studentessa di economia, appassionata di economia, lesbica e fortemente femminista. È affascinante e sicura di sé; cambierà la vita a Sarah e avrà un ruolo da protagonista in un altro potentissimo colpo di scena.

Gregory, il primo fidanzato di Sarah, sarà importante soprattutto sul secondo piano temporale, dove incontrerà anche Teddy, studente e poi critico di cinema, che entrerà il guinnes dei primati per aver passato dieci giorni a guardare consecutivamente un numero spropositato di film senza mai chiudere occhio.

Ho adorato la scrittura di Coe, estremamente intelligente, colta e precisa. Se si tralascia per un secondo la trama, è facile notare talvolta piccoli giochi linguistici, altre volte piccole finezze che ne fanno un signor romanzo. Ho apprezzato in particolare la riproduzione di un articolo di Teddy corretto malamente da Sarah: penso sia la parte che mi è piaciuta di più dal punto di vista linguistica.

Ho trovato molto interessante tutta la discussione che si genera intorno ai sogni e ai disturbi del sonno, argomenti di cui si parla poco o superficialmente e che difficilmente vengono così fluidamente inseriti in un romanzo.

La casa del sonno è complesso e semplice allo stesso tempo. Complesso perché si svolge su vari livelli, perché i personaggi da seguire, con relativi cambiamenti, sono molti e intrecciati tra loro, perché si compone da mille sfaccettature non sempre immediate da cogliere. Semplice perché i personaggi sono tragicamente umani, vittime di loro stessi, condannati a inciampare uno nell’altro quasi a ripetizione, e questo fa di loro persone quasi reali ma nello stesso tempo emblematiche delle nostre ansie e delle nostre storie.

Ho davvero scoperto una perla leggendo questo libro, e ho molta voglia di approfondire la conoscenza di questo autore. Se avete altro di suo da consigliarmi, fatevi avanti!

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