Recensioni

“Sei di corvi” e “Il regno corrotto” di Leigh Bardugo

Ci riproviamo?

Ok, respiro profondo, dita sulla tastiera e… via!

Era da tanto tempo che scrivere questo blog, che mi ha dato tante soddisfazioni, è diventata un’attività di secondo piano. Se non ultimo, purtroppo.

La passione per i libri e il desiderio di condividere pensieri ed emozioni non sono mai venuti meno, ma il tempo a disposizione sì. Se penso alla causa ne sono felice, perché finalmente sto insegnando e quindi il mio sogno sta iniziando a realizzarsi, ma le mie energie e le ore libere si sono ridotte drasticamente. E per carattere non mi è facile rispolverare vecchie attività.

Per fortuna c’è Francesca, che è riuscita a stuzzicarmi e a darmi la volontà di ripartire. Questa volta senza promesse e senza grandi impegni. Scriveremo senza scadenze e come riusciremo. Pubblicare recensioni è sempre stato qualcosa che facevo per me e se poi qualcuno le apprezzava era tutto di guadagnato. Spero che piano piano il blog tornerà in vita, con tempi e modalità indefinite.

Detto ciò, con quale recensione possiamo partire? Pensavo alla duologia formata dai romanzi Sei di Corvi e Il regno corrotto, dell’autrice americana Leigh Bardugo.

Piccola precisazione: questi romanzi sono uno spin-off della trilogia principale, che in Italia non è stata ancora pubblicata. Tuttavia, pur essendoci riferimenti agli altri volumi, non ho trovato compromessa la comprensione della trama.

Siamo a Ketterdam, una viva città commerciale sull’isola di Kerch. Nei suoi bassifondi si muovono criminali della peggior specie e tra questi emerge Kaz Brekker, detto anche Manisporche, giovane e temuto ladro, privo di scrupoli, calcolatore ed estremamente brillante. Un giorno viene contattato da uno dei più ricchi e rispettati commercianti di Ketterdam, che gli avanza una proposta a dir poco incredibile: liberare uno scienziato tenuto prigioniero presso l’inespugnabile Corte di Ghiaccio. La ricompensa per questa impresa pressoché impossibile è esorbitante e Kaz accetta. Non gli resta che mettere insieme una squadra imbattibile, capace di superare ogni ostacolo.

Ed è così che conosciamo gli altri personaggi di questo affascinante mondo: c’è Inej, chiamata lo “Spettro”, perché capace di muoversi con agilità e inimmaginabile silenzio; c’è Jesper, braccio destro di Kaz, dotato di una mira incredibile; vengono poi reclutati la bellissima e potente Nina, il giovanissimo, ma intelligentissimo Wylan e, infine, il soldato ferdjano Matthias, che li farà entrare nella Corte di Ghiaccio.

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Inizia, quindi, un gioco pericolosissimo, potenzialmente letale, ma il desiderio della ricompensa, che per molti significa libertà, è un incentivo sufficiente per affrontare ogni genere di difficoltà. Dai bassifondi della città alle distese di ghiaccio del regno di Ferdjiani, dalle più squallide prigioni agli splendori della Corte, i nostri protagonisti si muovono con abilità, ingannando, lottando e soffrendo.

La trama si infittisce pagina dopo pagina perché, se da una parte scopriamo nuovi indizi compromettenti sulla missione e sul passato dei vari personaggi, dall’altra non possiamo fare altro che lasciarci sommergere dall’evoluzione della storia, trascinati in un vortice di colpi di scena, intrecci e rivelazioni.

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Sono rimasta intrappolata nel racconto, non riuscivo a posare il libro perché il ritmo incalzante e l’abile costruzione della storia continuavano a farmi dire: “Ancora un capitolo, poi smetto”. (Ahaha, ingenua, quando mai questa frase si è rivelata fondata?). Devo dire che in certi momenti mi veniva in mente la prima stagiona de La Casa de Papel (l’unica stagione che ho veramente apprezzato, detto fra noi), poiché spesso il piano ordito da Kaz e dai suoi amici mi colpiva per la sua genialità.

carteCredo che un altro punto di forza di questi romanzi sia l’aver alternato il punto di vista della narrazione fra i sei protagonisti: oltre a mantenere viva l’attenzione di chi legge, permette di conoscere e mare questi ragazzi coraggiosi, forti, disperati e spesso fragili. Ognuno è diverso, ognuno è speciale. Ed è dalle vicende personali che nascono spunti di riflessione su tematiche che coinvolgono tutti: i pregiudizi fra i popoli, la schiavitù, il desiderio di libertà e riscatto personale, il problema delle dipendenze, il rapporto con la famiglia… tutto ciò non fa che avvicinare il lettore a Kaz, Inej, Nina, Matthias, Wylan e Jesper, soprattutto quando sono messi di fronte a dilemmi di natura morale.

 

L’avventura della banda di Kaz prosegue ne Il regno corrotto, dove sembra che la vendetta e la disperazione siano i motori della trama. L’atmosfera si fa più cupa, i nostri protagonisti sono costretti ad affrontare se stessi, dimostrando veramente il loro valore. Se in questo romanzo i piani ideati dai protagonisti mi sono sembrati leggermente meno brillanti, la narrazione si allarga, uscendo dalla cricca di Kaz e inondando la città intera. Questa volta Manisporche deve affrontare una guerra più grande di lui e non sa se ne uscirà vincitore.

Sei di Corvi si è prepotentemente inserito tra le mie saghe fantasy preferite per lo stile, l’ambientazione e, soprattutto, per la caratterizzazione dei personaggi. Gli ingredienti ci sono tutti: intrighi politici, azione, un pizzico di magia, guerre e un tocco di romanticismo.

Ho solo due piccole critiche da fare. La prima è l’età dei protagonisti: ancora adolescenti. Mi sembrano un po’ troppo giovani, tanto che durante la lettura non riuscivo ad immaginarmeli se non ventenni. Il bello della lettura è che lascia spazio all’immaginazione, quindi mi sono “riscritta” la storia, come faccio sempre quando trovo qualcosa che non mi soddisfa. E arriviamo alla seconda nota dolente. Non faccio spoiler, ma Leigh Bardugo, perché? Come hai potuto? Tenete da parte un fazzoletto per il finale.

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Detto ciò, non vedo l’ora di leggere la trilogia ambientata nel Grishaverse che, spero, verrà pubblicata presto.

Nel frattempo, Mondadori pubblica oggi, 5 maggio, La nona casa, romanzo slegato dal mondo fantasy del Grishaverse, ma che ha l’apprezzamento di Stephen King. E direi che si tratta di referenze di tutto rispetto.

Chissà come e quando riuscirò a procurarmelo.

Alla prossima recensione!

 

Un pensiero riguardo ““Sei di corvi” e “Il regno corrotto” di Leigh Bardugo

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