Recensioni

“Falce” di Neal Shusterman

Era davvero tanto tempo che non leggevo un romanzo fantasy/distopico. Ringrazio Oscar Mondadori Vault che mi ha inviato una copia di Falce per per leggerlo e recensirlo.

Il libro è ambientato in un immaginario futuro in cui morte, malattia e invecchiamento sono praticamente scomparsi. Il Thunderhead, una specie di mente collettiva, una rete internet globale e onnisciente dotata di coscienza, provvede ai bisogni di tutti. Gli esseri umani sono ormai immortali e possono ricorrere a un processo di ringiovanimento quando il corpo mostra i segni dell’età. Insomma, sembra tutto perfetto, un sogno.

Però c’è un problema. Perché nessuno muore, ma i bambini continuano a nascere. Sono stati fatti tentativi di colonizzare altri pianeti, ma nessuno di questi ha portato a un successo. Come combattere il sovraffollamento?

Grazie alla Compagnia delle Falci, una comunità di uomini e donne accuratamente scelte per porre fine alla vita delle persone, con criteri specifici, regole e quote. Le Falci sono tanto temute quanto idolatrate, perché hanno sì il potere di uccidere, ma anche di concedere l’immunità. Quando, per esempio, spigolano (questo il termine utilizzato al posto di uccidere) un uomo con famiglia, tutti i familiari che vivono sotto lo stesso tetto hanno diritto a un anno di immunità, durante il quale non potranno essere spigolati da nessuna Falce.

La popolazione, nonostante la Compagnia lavori a pieno ritmo, continua a crescere. Si decide così di aumentare il numero di Falci. Ed è proprio in questa occasione che Citra e Rowan si incontrano, quando entrambi vengono scelti come apprendisti di Maestro Faraday, una Falce tradizionalista, austera e ligia alle regole.

All’inizio per entrambi i ragazzi l’apprendistato è uno shock. Non sono neanche sicuri del perché hanno accettato. Forse per la speranza che, una volta ordinati Falci, la loro famiglia otterrà l’immunità a vita? Forse perché non erano in grado di immaginare un futuro diverso? Piano piano entrambi analizzano le loro stesse motivazioni e imparano a capire tutto quello che c’è dietro alle spigolature. Assistono a dure lezioni di combattimento corpo a corpo e uso delle armi, ma studiano anche la storia, la filosofia e l’etica del mestiere di Falce.

Il loro apprendistato li porterà a fare un viaggio dentro se stessi. Ma li aiuterà anche a comprendere un po’ di più il mondo in cui vivono, chiedendosi spesso come doveva essere la vita prima che gli esseri umani diventassero immortali.

Penso che questo romanzo sia solo apparentemente una leggera lettura per ragazzi. Nonostante il finale un po’ sbrigativo non mi abbia lasciata del tutto soddisfatta, ho apprezzato molto le riflessioni che mi ha portata a fare.

L’immortalità sembra un sogno. Ma se ne coglie una sfumatura diversa quando Madame Curie, nello spiegare come sceglie gli uomini e le donne da spigolare, racconta del suo metodo di osservazione, con il quale cerca i visi più stanchi, più annoiati, più grigi. Cerca quelle persone che, secondo lei, sono pronte a essere spigolate, perché hanno esaurito il loro compito sulla Terra.

Se immaginiamo una vita senza fine, siamo tutti pronti a stilare una lista lunghissima di cose che potremmo fare. Ma avrebbero lo stesso significato? Daremmo loro lo stesso valore?

In questo mondo futuro, gli uomini e le donne fanno decine e decine di figli, con compagni sempre diversi. Vivono cicli infiniti. Come sarebbe possibile vivere intensamente un amore sapendo che la vita non ha fine? Avrebbe la stessa tensione? Vivremmo ugualmente la passione?

E la religione? Servirebbe ancora pregare, sapendo che non esiste la morte?

Faccio tante domande e le lascio senza risposta perché non penso ce l’abbiano. A livello speculativo, forse ognuno di noi potrebbe darne più di una, tutte diverse. Ma trovo che sia proprio qui la forza del romanzo scritto da Neal Shusterman: ti spinge, mentre ti intrattiene, a riflettere su quelle domande che ci facciamo sempre un po’ tutti, ma lo fa in modo originale. Ci dà uno scenario: immaginate cosa succederebbe se la morte scomparisse. Crea un suo mondo a partire da questa ipotesi e ce lo mostra.

Sta a noi carpirne ciò che ci risuona di più. Sta a noi farne quello che più ci piace: un’ottima lettura per ragazzi, un romanzo distopico, un’occasione per riflettere. Penso che Falce sia tutto questo e probabilmente anche qualcosa di più.

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