Recensioni

“Riccardino” di Andrea Camilleri

E alla fine il momento tanto atteso (ed egualmente temuto) è giunto. L’ultima avventura del commissario Montalbano è arrivata tra le mie mani, impazienti e commosse.

Arrisbigliato dalla solita chiamata mattutina, Salvo risponde alla chiamata di tale Riccardino che lo sta aspettando per andare a camminare. Ovviamente ha sbagliato numero, ma Montalbano decide di vendicarsi e non lo illumina sul suo errore, anzi risponde che lo raggiungerà un una decina di minuti.

Un’ora dopo una chiamata di Cantarella lo avvisa che c’è stato un omicidio e arrivato sul posto il commissario si rende conto che la vittima altri non è che il Riccardino della telefonata. Anziché buttarsi a capofitto in questa indagine, preferirebbe non occuparsi del caso e lasciarlo ad altri, perché si sente stanco, non più abile come un tempo. E in competizione con il suo alter ego televisivo.

Mentri che s’incisava, provò ‘na forti ‘mpressioni di disagio che non arriguardava per nenti l’ammazzatina di Riccardino, ma il sò stesso comportamento con Liotta.

Beh? Hai fatto tiatro, hai tragediato come cento, mille autre vote in passato, che c’era ora di tanto strammo,si spiò.

Nenti di strammo, arrispunnì a se stisso.

E no, c’è ‘nveci ‘na novità, qualichicosa di cangiato.

E cioè?

E cioè che mentri che per doviri d’ufficio reciti un certo pirsonaggio, per confunniri la testa di chi stai ‘ntirrogando, tu, nello stisso tempo, ti osservi, ti consideri, ti giudichi, t’apprezzi o no.

Ei contenporaneamenti attori e spettatori di quello che stai facenno.

E quindi, se hai recitato bene la parti, l’autro Montalbano, quello che assisteva al tiatro, ti fa i complimenti. E tu ti nni compiaci, proprio come un attori si compiace dei complimenti che il pubblico gli fa.

Prima ‘sta camurria di sdoppiamento non ti era mai capitata, la facenna è accomenzata quanto le storie che hai contato all’Autore sono state trasmesse in TV.

Sei stato contagiato, Montalbà.

Senza volirlo, hai principiato una gara tra te e l’attori, ecco tutto.

Ma vedi, è ‘na gara inutili e impari, pirchì mentri che la televisioni avi milioni di spettatori, tu hai sulo a tia stisso.

E l’attori sarà sempri cchiù bravo di tia per almeno dù raggiuni: la prima è che l’attori sapi quello che sta per succidiri mentri che tu sei sempre costretto a ‘mprovvisari, la secunna è che lui ha studiato da attori e tu da commissario.

Per dimostrare di non essere stato soppiantato dall’attore, Montalbano riprende in mano l’indagine, anche con l’intervento di un vescovo un po’ ambiguo e segue il suo istinto da poliziotto, che lo spinge in due direzioni. Da una parte penetra (il verbo preferito da Tommaseo, come sottolinea Salvo nel rapporto al PM) nelle dinamiche complesso del gruppo di amici di Riccardino, dall’altra segue la pista indicata dall’imponentissima chiromante Tina Macca (immaginate Catarella alle prese con questo cognome!).

Ai familiari momenti di comicità si affiancano le ricerche del commissario, ostacolato dagli indiziati, dal magistrato e dall’Autore stesso, che stavolta non sembra volerlo lasciare agire di testa propria. Anzi, gli telefona in ufficio, gli invia dei fax, lo contatta per mettere un punto a questa indagine.

“Ma io voglio concluderla questa storia. Perché c’è anche un altro problema che tu devi considerare. La mia età.”

“Embè?”

“Montalbà, tu stai a ripistiare tutto ‘u jorno ca ti senti vecchio, mentri che io vecchio lo sugno per davero. E sugno macari tanticchia stanco”.

“Che significa ‘sto discurso?”

“Che scrivere comincia a stancarmi. E che voglio trovare subito una soluzione a questa indagine”

“Ma quella la devo trovare io, non tu!”

“E allura stavota sugno io a spiarti: nni sei capace? […]

Montalbano-e-CamilleriLa soluzione. La soluzione del caso che diventa anche la ricerca di una soluzione per la Fine. Quella con la “F” maiuscola. Perché come si può far uscire di scena uno dei personaggi più celebri della nostra letteratura? Come offrire una conclusione non banale, ma degna di un grande uomo? Un grande uomo Montalbano che nonostante tutti suoi difetti , è sempre stato difensore della Giustizia, essere umano e poliziotto; ma un grande uomo anche Camilleri, scrittore, intellettuale e Maestro. Credo che dovremmo essere tutti un po’ orgogliosi di essere suoi concittadini.

E allora Montalbano ci lascia, ci saluta e se ne va. Con un ultimo pensiero a Livia, Mimì, Fazio e Catarella. Con un il suo amato mare negli occhi. Esce di scena allo stesso modo in cui era entrato, con quella pagina bianca che ha dato vita a storie, profumi, suoni e sapori di Sicilia. Non avrei immaginato un commiato più adatto. 

Con un romanzo dalla forte impronta pirandelliana, Autore e Personaggio dialogano e si scontrano e alla fine chi ha avuto l’ultima parola? Montalbano o Camilleri? Forse tutti e due. 

Con il cuore pieno di emozione, ringrazio e saluto Vigata, Marinella, i pizzini di Fazio, i baciamano di Mimì, le porte di Catarella, le triglie di Enzo, i piatti di Adelina, le macchine di Ingrid, le telefonate di Livia, i cannoli di Pasquano, il commissariato e tutto il circo equestre.

Con la certezza che un grande scrittore vi ha resi immortali.

Addio, commissario.

Grazie

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