Recensioni

“L’enigma della camera 622” di Joël Dicker

All’inizio dell’estate 2018, quando mi recai al Palace de Verbier, un prestigioso hotel sulle Alpi svizzere, non immaginavo certo che avrei dedicato le vacanze a far luce su un crimine commesso in quell’albergo molti anni prima.

Quel soggiorno avrebbe dovuto offrirmi una gradita pausa dopo due piccoli cataclismi sopraggiunti nella mia vita. Ma prima di raccontarvi ciò che accadde quell’estate, devo innanzitutto tornare sull’evento da cui ebbe origine questa storia: la morte del mio mentore ed editore Bernard de Fallois.

Bernard de Fallois era l’uomo a cui dovevo tutto.

Il mio successo e la mia notorietà erano merito suo.

Era grazie a lui se mi chiamavano “lo Scrittore”.

Era grazie a lui se i miei libri venivano letti.

Con queste parole si apre il primo capitolo del romanzo L’enigma della camera 622 e subito ci vengono presentati i due fili della narrazione: uno è l’indagine su un delitto, l’altro è la volontà di ricordare e celebrare la figura di Bernard de Fallois. L’editore, scomparso nel gennaio del 2018, è stato un punto di riferimento per Dicker che ha voluto rendergli un vero e proprio omaggio facendolo conoscere ai suoi lettori attraverso questo suo ultimo romanzo.

Il protagonista è l’autore stesso, Joël lo Scrittore, che per cambiare aria dopo una delusione romantica, decide di trascorrere qualche giorno di vacanza presso il Palace de Verbier, un hotel amato da Bernard. Giunto sul posto, Joël conosce la sua vicina di stanza, Scarlett ed entrambi sono colpiti da una peculiarità sulla numerazione delle loro stanze: invece di essere 621 e 622, sono 621 e 621 bis. Incuriositi, decidono di informarsi, ma il personale dell’albergo sembra evasivo, il che stuzzica ancora di più la loro curiosità. Approfondendo le loro ricerche, scoprono che qualche hanno prima, nella camera 622 era stato rinvenuto un cadavere, ma le indagini della polizia non avevano portato ad alcuna soluzione.

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Determinati a far luce su quella vicenda misteriosa, Joël e Scarlett iniziano a scavare nel passato, nel tentativo di ricostruire le tessere di un puzzle incredibilmente complicato, che ruota intorno alle vicende della Banca Ebezner. Sì, perché la notte dell’omicidio nell’hotel si era tenuto il tradizionale galà di Natale con i dipendenti della banca e proprio durante la serata sarebbe stato nominato il nuovo presidente. Qualcosa però è andato storto.

La narrazione alterna i capitoli che hanno per protagonisti Joël e Scarlett e quelli in cui, con un salto temporale, scopriamo le dinamiche tra i vari personaggi che ruotano intorno alla Banca Ebezner. Ad eccezione dei momenti in cui lo Scrittore ricorda Bernard, moneti che hanno un tono evocativo e rappresentano una pausa, il ritmo del racconto è incalzante e, a differenza di tutti gli altri gialli che io abbia letto, per la prima volta, prima di scoprire il colpevole, bisogna scoprire l’identità della vittima. Il lettore è portato a farsi un’idea su chi sia il cadavere della camera 622, ma il suo nome non viene rivelato se non oltre la metà del libro. Stratagemma che ho trovato geniale perché mi sono ritrovata doppiamente coinvolta nella narrazione e nelle indagini.

Tante le teorie sul colpevole, ma tante anche le teorie sulla vittima: nella mia mente c’era una girandola di possibili scenari che ogni volta scartavo, modificavo o creavo in base ai nuovi indizi raccolti. In un complesso gioco di segreti, verità taciute, inganni, gelosie e ambizione, ogni personaggio ha il suo ruolo, ma alla fine si assiste alla caduta di tutte le maschere e non resta che la verità. verità sul delitto, verità sulla natura umana. L’enigma della camera 622 mette in scena uno spettacolo complesso, che nasconde e trasforma la realtà e il lettore dovrà riconoscere e uscire dalla finzione.

Dicker ha regalato una nuova storia intrigante e ben costruita, che vuole essere un omaggio all’editore Bernard de Fallois. Si percepiscono il profondo affetto e la smisurata ammirazione dell’autore per quell’uomo che gli ha cambiato la vita ed è stato un punto di riferimento nella sua carriera, si a come scrittore che come persona. Immortalarlo tra le pagine del suo romanzo credo sia il modo più giusto per ricordare Bernard. In fondo, è grazie a lui che noi oggi possiamo leggere i romanzi di Joël Dicker.

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3 pensieri riguardo ““L’enigma della camera 622” di Joël Dicker

  1. Sono davvero curiosa di leggere questo libro, ho adorato “La verità sul caso Harry Quebert”! Il problema è che ci sono troppi libri che vorrei leggere subito hahah comunque è inserito nella mia wishlist e prima o poi mi immergerò nella lettura di questo romanzo

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