Giovani Lettori · Recensioni

“Gli incubi di Hazel” di Leander Deeny

Buona sera.

Probabilmente tua madre merita di morire.

Sì, certo, tu vuoi bene alla tua mamma. Ma sei sicura di conoscerla bene? La conosci dal giorno in cui sei nata. Mentre lei esisteva già da molti prima. Pensaci. Anni e anni! Scommetto cento sterline che in quei lunghi, noiosissimi e solitari anni trascorsi prima che tu nascessi, lei ha fatto delle cose delle quali non ti ha mai detto nulla.

Questo è l’incipit un po’ spiazzante de Gli incubi di Hazel, romanzo per ragazzi del 2008.

La protagonista è Hazel, una bambina di dieci anni, costretta a trascorrere tre settimane dall’odiatissima zia Eugenia perché i suoi genitori hanno deciso di andare in vacanza in Egitto.

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Stare dalla zia si rivela un in incubo: la casa è fatiscente, piena di muffa, il cibo è quasi immangiabile e a base di sugo di carne (non l’ideale per una bambina vegetariana), non c’è la televisione e la zia è cattivissima nei suoi confronti. Hazel si annoia, è disperata e vorrebbe tornare a casa. Neanche il cugino Isambard le è di grande compagnia: le poche volte che l’ha coinvolta nelle sue attività è stato per dar da mangiare ai sui animali e anche quella si è rivelata un’esperienza a dir poco bizzarra. Il cane Bullivant ha una testa di legno, i maiali Jerry e Jilly hanno una zampa in comune e le anatre dello stagno fumano per lo stress.

Come se non bastasse, nel bosco che circonda la casa, Hazel si imbatte in tre mostri: un gorillopardo, una struzzorana e un pitospino. Incredibilmente, la bambina stringe amicizia con queste strane e spaventose creature ed escogita un piano per vendicarsi della crudeltà della zia. Farle fare dei terribili incubi…

grhjtygtfyhcgfUna storia grottesca e un po’ inquietante adatta ai giovani  lettori in cerca di un racconto di paura. Animali terrificanti, una casa in rovina, una zia malvagia: ci sono tutti gli ingredienti per un romanzo da brividi. Ma Leander Deeny non si limita a spaventare, anzi  offre alcuni interessanti spunti di riflessione sul comportamento di certi personaggi. Quali ragioni si nascondono dietro la rabbia, la cattiveria e l’odio? Perché zia Eugenia è così scontrosa e maleducata? Come mai Isambard passa quasi tutto il suo tempo da solo invece di giocare con la cugina?

Man mano che l’intreccio si sviluppa e ci avviciniamo alla conclusione scopriamo la verità sui tanti misteri che Hazel incontra e si arriva a comprendere che non tutto è come sembra, che in ognuno di noi c’è un lato buono e uno più crudele e che c’è una ragione dietro ogni azione.

Ed è proprio nell’epilogo che l’autore ci costringe a riflettere sulla natura umana:

Dunque, che ne pensate?

Chi era il cattivo di questa storia? Chi il peggiore di tutti? C’è stato qualcuno che potesse definirsi buono?

Gli incubi di Hazel è un romanzo per ragazzi un po’ spaventoso, a tratti ironico e coinvolgente, che induce a riflettere sul comportamento degli altri e ad essere empatici.

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