Riflessioni

Perché leggo

Buongiorno lettrici e lettori,

oggi vi propongo un articolo un po’ diverso dal solito: racconterò qualcosa di me, del motivo per cui ultimamente ho avuto sempre meno tempo per scrivere (ma anche per leggere, ahimè). Ma vorrei anche raccontarvi un po’ come è nata la mia passione per la lettura e, semplicemente, perché leggo.

Negli ultimi mesi io e il mio fidanzato siamo stati presissimi da alcuni progetti che stiamo portando avanti insieme. Innanzitutto, ci sposiamo! Ma prima, abbiamo avviato la ristrutturazione massiva della nostra casetta. Potete immaginare come già solo queste due cose insieme occupino la maggior parte del nostro tempo, fisicamente, ma anche e soprattutto mentalmente.

Oltre a questo, al nostro lavoro, ai nostri hobby (per me yoga e danza), abbiamo anche trovato il tempo di trascorrere qualche giorno in vacanza sul lago d’Orta. Avevamo bisogno di staccare, rilassarci e raccogliere un po’ di energie per tutto quello che abbiamo in programma.

Insomma, questi sono i motivi per cui, dopo una ripresa durante il lockdown, ho dovuto mettere da parte questo blog. Piano piano sto riuscendo a riprendere un po’ di ritmo nelle mie giornate, cercando di ritagliarmi dello spazio per me, in cui raccogliere le idee, ma soprattutto leggere. In questi giorni sto leggendo un libro decisamente interessante, ma lungo e complesso; penso che passerà ancora un bel po’ di tempo prima che riusciate a leggerne una recensione. In ogni caso, se siete curiosi, il libro è: L’erede di Montezuma di Carlo Coccioli, Edizioni Lindau.

Ma veniamo all’argomento che dà il titolo a questo post: perché leggo?

Devo parte della mia passione per la lettura, oltre a un’inclinazione sicuramente naturale, alla mia maestra delle elementari, Rosalba, che mi ha sempre incoraggiata in questo mio amore viscerale per la parola scritta. Mi ricordo che mi dava sempre nuovi libri da leggere e che alzava l’asticella sempre un po’ di più rispetto a quella dei miei compagni di classe. Ho iniziato infatti a leggere libri per adulti poco dopo aver terminato le scuole elementari; i libri pensati per la mia età non mi davano soddisfazione, e so che è una cosa molto comune tra i lettori forti.

Ciò che mi spinge a leggere è tanto l’amore per le storie, che costituiscono per me la possibilità di vivere altre mille vite oltre alla mia, quanto quello puro e semplice per la parola. Me ne sono resa conto soltanto all’università, quando ho affrontato il primo esame di linguistica, ma per me la lingua è davvero un prodigio. Penso sia l’invenzione più geniale del genere umano, senza la quale nulla di ciò che conosciamo sarebbe possibile. So che gli scienziati danno alle loro discipline questo primato, perché studiano ciò che ci compone, le leggi che governano il mondo, i meccanismi di funzionamento degli esseri viventi e non. Ma senza comunicazione, senza la possibilità di discutere delle loro scoperte, di metterle per iscritto, di farle conoscere al mondo, cosa sarebbe la scienza?

Non ne voglio fare una questione di superiorità. Non penso ci siano discipline di studio migliori di altri; semplicemente, ce ne sono molte, e per fortuna ognuno di noi ha inclinazioni diverse, che permettono di cogliere le mille sfaccettature di questa nostra esistenza.

Ma tengo molto al fatto che le discipline umanistiche, e in questo caso specifico la linguistica, la grammatica, la storia della lingua, siano riconosciute per la loro importanza.

Leggere, mettermi a contatto con le pagine di un libro, mi fa sentire viva; mi permette di esplorare mondi diversi dal mio, che siano reali o inventati. Mi ha aiutato molto in momenti difficili della mia vita, quando avevo bisogno di una via di fuga. Ma rimane comunque un’ottima distrazione anche ora che la mia vita mi piace e mi soddisfa.

Devo dire, poi, che il libro come oggetto fisico mi affascina enormemente. Il mio approccio alla vita è molto esperienziale e sensuale: sono una persona che litiga con la teoria, ma comprende grazie alla pratica. Quindi le percezioni tattili, olfattive e visive sono per me molto importanti anche riguardo alla carta stampata.

Amo i libri in tutte le loro sfaccettature, amo la forma e il contenuto, lo scopo e l’origine, amo i libri vecchi e le nuove uscite. Io coccolo i miei libri. E li apprezzo anche molto come oggetti d’arredamento: che casa è senza neanche un libro in bella vista?

Sarei curiosa ora di sapere perché leggete e cosa rappresenta per voi il libro, sia nella sua accezione più idealistica sia come oggetto materiale. Se vi va di farmelo sapere, lasciate un commento qui sotto!

3 pensieri riguardo “Perché leggo

  1. Bell’articolo, brava! ❤
    A me l'amore per la lettura è stato passato da mio papà; alle medie, una volta a settimana, la prof di italiano procedeva al cambio dei libri: sulla cattedra venivano posti i libri della scuola, che poi ciascuno di noi prendeva e doveva leggere nell'arco di un tempo X, forse una settimana. Mi ricordo ancora uno dei titoli di questi libri, "Ankur il Sumero"; era un'attività che mi piaceva molto, e di cui serbo un piacevole ricordo.
    Oggi leggo un po' di tutto: spiritualità, poesia, romanzi, racconti, teatro, romance, ma più che altro saggi, di qualunque genere, e sono proprio contento di amare così tanto la lettura!

    Piace a 1 persona

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