Recensioni

“Un’insolita Mary” di S. M. Klassen

“Non potrò mai dimenticare il fatto che mentre stavo per dare alle stampe il primo libro della mia casa editrice, nel mondo si cominciava a parlare di covid-19, e nel giro di un battito di ciglia la nostra vita, la nostra quotidianità è completamente cambiata.”

In uno dei momenti più difficili che ci siamo trovati ad affrontare, ecco che un’emergente casa editrice, la Vintage editore, porta un po’ di luce sul panorama letterario, proponendo testi che ogni amante di Jane Austen e della letteratura inglese vorrà procurarsi.

Il primo romanzo dato alle stampe appartiene alla collana Variazioni, cioè quelle storie che partono da un classico assai noto ( e amato), proponendo una rilettura, un prequel o un sequel.

Con Un’insolita Mary la Klassen ha messo mano all’immortale Orgoglio e Pregiudizio per raccontarci la storia di Mary Bennet, la sorella più bruttina e pedante di Lizzie. Dopo i felici matrimoni di Elizabeth e Jane con dei ricchi gentiluomini, Mary realizza che finalmente è libera dalla pressione materna di sposarsi. Ecco che, allora, la timida, occhialuta e rigida ragazzina si toglie quella maschera che si era costruita in passato per scoraggiare qualsiasi corteggiatore e decide di prendere in mano la propria vita, per poter essere finalmente indipendente.

Ospite a Pemberley di Lizzie e Darcy, Mary stringe presto amicizia con Georgiana e da questo rapporto le due ne escono arricchite: la signorina Bennet impara a muoversi in società e migliora la propria istruzione, mentre la signorina Darcy è contagiata dallo spirito di indipendenza dell’amica. Ben presto, però, il loro ingresso in società è turbato da una serie di avvenimenti misteriosi e le due giovani si trovano coinvolte in un’avventura che farebbe morire d’invidia Catherine Morland!

Un’insolita Mary getta una luce nuova su uno dei personaggi meno considerati di Jane Austen: per quanto non mi abbia molto convinta la parte iniziale in cui Mary spiega le ragioni del suo comportamento, perché mi è sembrato veramente un po’ troppo forzato il fatto che si sia costruita una maschera molto antipatica, anche nei confronti della sua famiglia. Tuttavia è la stessa Mary a riconoscere che si è fatta prendere la mano, rimanendo incastrata in quel personaggio dimesso e a tratti insopportabile, che si era costruita come difesa dalle mire matrimoniali della signora Bennet.

Questo aspetto che ho trovato leggermente artificioso passa comunque in secondo piano man mano che la narrazione procede e noi lettori ci caliamo nel mondo ricreato dalla Klassen. Devo ammettere che l’autrice si è impegnata per cercare di riportare in vita le atmosfere austeniane e credo che il risultato sia molto buono: senza risultare pesante, la descrizione degli ambienti presenta diversi dettagli che la rendono molto realistica e confermano l’impressione di una cura nella scrittura, che non è comune a tutti gli autori. Personalmente non è paragonabile a Georgette Heyer, nei cui romanzi la ricostruzione dell’ambiente è incredibilmente particolareggiata.

La narrazione è intervallata da alcune epistole e da pagine tratte dal diario della protagonista, dandoci modo di sentire direttamente la voce di questa giovane in cerca del proprio posto nel mondo. Il suo desiderio di costruirsi un’esistenza indipendente è facilmente condivisibile e avvicina questa eroina che viene dalla società inglese del primo Ottocento ai lettori contemporanei. Mary, timida e ancora insicura, lentamente sboccia sotto gli occhi increduli e affettuosi della sua famiglia, tirando fuori un carattere determinato e pieno di risorse. La sua caratterizzazione psicologica potrebbe essere, a mio parere, ancora più approfondita, ma essendoci altri due romanzi probabilmente impareremo a conoscere meglio questa giovane protagonista.

Pur essendo il primo romanzo di una trilogia, Un’insolita Mary non ha un finale aperto, che lascia il lettore in sospeso, ma le varie vicende trovano una loro conclusione, pur lasciando spazio a futuri sviluppi. Sinceramente trovo che sia un fatto positivo, che lascia i lettori soddisfatti, anche se in attesa del seguito.

Infine, vorrei soffermarmi sulla traduzione, un aspetto che mi sta molto a cuore, così come alla Vintage Editore. Sempre nella nota dell’editore c’è una splendida similitudine del traduttore, paragonato all’autista di un autobus che deve portare a destinazione tutti suoi studenti. Ecco, da queste parole si evince quanto questa casa editrice tenga alla traduzione e segue una linea ben precisa: “essere fedeli allo spirito più che alla lettera”. Condivisa o meno, è una scelta chiara, una dichiarazione d’intenti precisa, che mira a riportare in vita le atmosfere di epoche letterarie passate. Precisa intenzione dell’editore è dare, poi, spazio a traduttori emergenti, in modo da poter fare esperienza: non è forse un aspetto lodevole? Anche perché dalla lettura non si ha affatto l’impressione di un lavoro superficiale o inesperto. Peccato solo per alcuni refusi: spero che nelle ristampe successive verranno corretti.

Non mi resta che fare i complimenti alla Vintage Editore e augurarle tanta fortuna per il futuro: vedo che molte sue pubblicazioni sono in linea con i miei gusti, quindi sicuramente continuerò a leggere e recensire le loro pubblicazioni!

3 pensieri riguardo ““Un’insolita Mary” di S. M. Klassen

  1. Ciao, ho letto in questi giorni anch’io questo libro ma non mi ha entusiasmata. Come dici anche tu ho trovato delle forzature notevoli sia sulle motivazioni della “rigidità” di Mary sia per la velocità con cui decide di cambiare cambia: troppo repentinamente, in modo non realistico a mio parere. Devo dire anche anche il resto della storia mi è parsa un po’ forzata, e anche nel finale… non specifico meglio per evitare spoiler. 🙂

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    1. Io ho letto anche “Per l’una e per l’altro” che mi ha convinta decisamente di più!

      Di Mary non so se continuerò a leggere i prossimi libri, anche se è stata una lettura piacevole, per questo sono contenta che il finale.non fosse così aperto.

      Piace a 1 persona

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